Titolo originale: Echoes of the Great Song

Autore: David Gemmell

Casa Editrice: Fanucci Editore

Anno: 1998

Prezzo: € 13

Pagg: 376

“Il Grande Orso scenderà dai cieli e con la sua zampa colpirà l’oceano. Esso divorerà tutte le opere dell’uomo. Poi dormirà per diecimila anni e il respiro del suo sonno sarà morte.”

Profondo, ricco, avvincente.

Queste sono forse le parole più azzeccate per descrivere quest’opera di Gemmell, l’ Eco del grande Canto che conferma, e anzi rafforza, la vena heroic fantasy dell’autore inglese.

Il romanzo si sviluppa partendo da una prosa ricca di idee e sorprese narrative, rendendone la lettura gradevole, scorrevole e appassionante, nel suo alternarsi di scene di pura azione epica a situazioni di riflessione, dove la psicologia dei personaggi viene messa a nudo, intrecciandosi con le vicende e creandone la complessità.

Interessante l’idea (per altro già usata in altri romanzi) di alternare la narrazione delle vicende correnti, con le scritture dei miti dei popoli che seguiranno a questi eventi, stratagemma che per altro fa capire come sono nate le leggende e le credenze riportate. Un’idea dicevo, che dà quel tocco di misticismo sufficiente a evocare immagini di tempi andati e tempi a venire, e che aggiunge ancor maggiore sapore epico alle vicende.

Eco del grande Canto è incentrato su tematiche che nella nostra realtà storica molte volte abbiamo visto. I conflitti fra razze diverse, i rapporti che ne possono derivare, e il ciclo evolutivo di una civiltà, la sua prosperità e il suo lento declino verso la scomparsa o il mutamento.

In questo caso gli Avatar, orgogliosa razza che fondava la sua potenza, la sua cultura e la sua autorità sulle altre razze in virtù del suo sviluppo; essi hanno saputo infatti controllare il legame tra alcuni cristalli e l’energia solare e raggiungere il potere dell’ immortalità.

Ma come per molte civiltà, fu un olocausto naturale la ragione principale del loro declino, accelerando, forse, quello che era comunque inevitabile. I sopravvissuti ormai sono in grado solo di vivere sulle spalle dei loro schiavi, ma il destino gli si rivelerà nella forma di una civiltà venuta da un altro mondo, e quest’incontro segnerà il loro futuro, in un mondo dove la musica e la canzone rappresentano una forma di magia.

Pur non essendoci un vero e proprio protagonista, i personaggi sono caratterizzati e dettagliati nella loro psiche in maniera egregia, e i loro drammi, le loro umane nature, contribuiscono alla grande atmosfera del romanzo.

Unica pecca (se vogliamo trovarne una) ma che è pregio e difetto allo stesso tempo: Gemmell riesce a creare in quest’unico libro un intero mondo, con le sue civiltà e le sue caratteristiche, con le sue vicende e la sua storia. Ma questo costringe l’autore ad abbandonare o isolare dal racconto, alcuni personaggi che per una ragione o l’altra non sono più rilevanti per le vicende, e questo può lasciare l’amaro in bocca, o creare curiosità sulla loro sorte.

Questo non è un libro che racconta la battaglia tra popoli, o le vicende di alcuni solitari eroi. Questo è un libro che racconta la battaglia di una civiltà contro la storia, e il finale non vi deluderà.

Trama

Erano immortali e vivevano come dei mentre il loro impero stava morendo. Presuntuosi ed egoisti, gli Avatar dominavano con la magia e le scienze arcane un mondo decaduto.

Ma poi due lune comparvero nel cielo e un nemico terribile varcò la soglia fra i mondi. Le armate assetate di sangue della Regina di Cristallo sciamarono per la terra, portando devastazione e terrore e lasciandosi dietro una montagna di cadaveri da sacrificare.

Mentre le città stanno per affrontare la distruzione, tre eroi si preparano a sconfiggere il nemico: Talaban, un guerriero Avatar tormentato dal suo tragico passato, Mano-di-Roccia, il mistico uomo delle Tribù in cerca del suo amore perduto e Anu “il Santo”, l’Architetto del Tempo.

Quando tutto sembra perduto, altri due si uniscono a loro: Sofarita, la fanciulla di campagna che avrebbe dato vita a una leggenda e Viruk l’Avatar pazzo, destinato a diventare un Dio…

Giudizio personale.

Eco del grande Canto è il primo libro che ho letto di Gemmell, e premetto che non ho visto ancora nulla del suo ciclo sui Drenai. Ma qualcuno che invece conosce tutte le sue opere, sostiene che rispetto a queste altre, l’ Eco del grande Canto perde qualcosa in fluidità e caratterizzazione.

Non so se sia vero, e non m’interessa. Leggendo questo libro ho provato davvero delle forti emozioni, mi ha appassionato come poche cose, l’ho trovato duro e epico al punto giusto, e il mio cuore cavalcava con gli incredibili personaggi le cui vicende si alternavano.

Se cercate qualcosa di diverso e innovativo nel panorama fantasy, non potete non prendere questo libro. Vi innamorerete dello stile di Gemmell.

E quando l’ultimo Gigante del Gelo fu ucciso, Virkokka cominciò ad annoiarsi. Allora Storro, il Narratore di Leggende, viaggiò attraverso l’oceano pieno di stelle del cielo notturno, fino alla Città di Pietra e disse a Virkokka che una grande guerra stava preparandosi.

Voto: 9
Recensore: Cohen

   



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