Coterie
supplemento per Vampiri:il Requiem

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Autori: Kraig Blackwelder, Jakob Klunder, Matthew McFarlan, Will Hindmarch
Edito da: WhiteWolf, 25Edition
Distribuito da: 25Edition
Lingua: Italiano
Pubblicato nel: settembre 2005
Pagine & Rilegatura: 128 hard covered
Prezzo: 24.95 euro

Recensione

“Ascolta marmocchio.

Tu sei nuovo a tutto questo, e non siamo stati noi a cercarti.

Sei qui perché qualcuno ti deve insegnare i rudimenti prima che rovini il Requiem per il resto di noi.

Fai la tua parte, conosci il tuo ruolo, impara quando aprire bocca e quando rimanere zitto e andrai lontano nella nostra piccola squadra.

Ma fai casino e ti lasceremo in regalo per lo Sceriffo con un bel paletto nel cuore.”

Cominciamo subito con il dire che questo nuovo Mondo di Tenebra ci sta abituando a degli standard dal punto di vista estetico superiori a qualsiasi altro prodotto attualmente sul mercato. Il manuale si presenta come un volume di centoventotto pagine hard covered i cui colori nella copertina richiamano chiaramente quelli che avevamo già imparato a conoscere con il manuale di base di Vampiri: il Requiem. La rilegatura non è quella che ci si aspetta per un supplemento di mole così ridotta e supera grandemente le aspettative.

Sfogliamo il manuale… la grafica e il layout si mantengono fedeli agli stessi canoni del Requiem, con l’unica differenza che i titoli dei vari paragrafi non sono più rossi come nel manuale di base; ora la grafica interna è completamente nera, cosa che a mio avviso ne facilita la leggibilità. Le illustrazioni interne sono tutte veramente molto belle e alcune perle di Samuel Araya e Jean Sebastien Rossbach spiccano a impreziosire la già elevatissima qualità grafica del manuale.

A rendere ancora più gradevole la lettura del manuale vi è il Preludio, un racconto di cinque pagine che ci comincia ad introdurre a quello che sarà il filo conduttore di tutto il manuale: il concetto di gruppo, il concetto di “coterie”.

Avendo visto come appare il manuale, è giunto il momento di analizzare quelli che sono i contenuti veri e propri del primo supplemento ufficiale per Requiem che ci viene proposto da 25edition in lingua italiana.

Come avrete capito dalla trascrizione della quarta copertina e dal racconto introduttivo, si tratta di un supplemento dedicato a quelle che saranno le vostre coterie durante la sessione di gioco. Il volume si sviluppa in sei capitoli dei quali il primo è probabilmente quello che si dimostrerà più utile nel corso delle vostre cronache.

Mentre i capitoli successivi focalizzano la loro attenzione su coterie formate da membri di una singola congrega, questo capitolo affronta in maniera approfondita il caso in cui la vostra coterie sia formata da vampiri di natura diversa, organizzata in strutture eterogenee sia per la varietà dei Clan che per quella delle congreghe che la compongono.

In questo capitolo troviamo presentati diversi suggerimenti che possono essere utilizzati dal narratore per spiegare in maniera verosimile il motivo che porta determinati fratelli a percorrere assieme le strade del Mondo di Tenebra: si va dal portare a compimento obbiettivi provenienti dall’alto, che lasciano poco margine di scelta ai Fratelli, fino all’unirsi contro lo stesso mortale nemico che in un modo o nell’altro sta tentando di eliminare un pezzo alla volta tutti i membri del gruppo. Coterie incentrate su uno stesso scopo vanno benissimo per campagne di breve durata, ma… cosa fare quando ormai l’obbiettivo è stato raggiunto? Anche in questo caso il manuale offre molti spunti: i Fratelli hanno sviluppato un forte legame tra loro oppure hanno compreso l’efficacia del lavorare in gruppo… o forse invece i motivi sono più subdoli? E se uno dei Fratelli fosse a conoscenza alcuni segreti che riguardano i suoi compagni e che metterebbero in gioco la loro esistenza? E se invece uno dei membri del gruppo si trovasse a guadagnare uno status che pone i suoi compagni in una posizione di sudditanza? Moltissimi sono gli spunti che ci vengono proposti in queste pagine. La cosa secondo me più apprezzabile è il fatto che questo manuale non ci offre delle “ricette” preconfezionate da applicare alle nostre storie, si sofferma al contrario sul porci una quantità enorme di velati interrogativi che finiscono inevitabilmente con il farci riflettere e con il farci creare degli schemi mentali estremamente generici che permettono di plasmare la nostra coterie nel modo più adatto allo sviluppo della storia.

Siamo giunti in questo modo alla prima metà del primo capitolo… da questo momento in poi, fino alla seconda parte, ci vengono proposte delle brevi descrizioni delle congreghe ed in particolare troviamo delle utili spiegazioni riguardanti il modo in cui le singole fazioni si pongono nei confronti dei loro “cugini”. Questa parte ha lo scopo di farci capire quali siano i motivi che possono spingere diverse Congreghe a collaborare e coesistere, in modo da poter creare delle interessanti sottotrame politiche in cui il narratore può far muovere i giocatori durante la loro Danza Macabra: alcune di queste motivazioni sono affinità di stampo politico, filosofico o religioso, altre sono fondate su basi di sicuro moralmente meno elevate, ma senza dubbio più solide, ossia le pure e semplici “necessità”. Trovarsi a convivere per cause di forza maggiore in una piccola città che non offre grandi risorse, avere dei nemici potenti che non avrebbero difficoltà a distruggerci singolarmente oppure il semplice fatto di essere “scarti” della società vampirica sono motivazioni che possono sicuramente creare legami profondi almeno quanto le affinità politiche che legano l’Invictus alla Lancia Santa.

Il capitolo si conclude trattando la possibilità di utilizzare coterie formate da un singolo clan. Obbiettivamente penso che questa ultima parte sia decisamente più utile al narratore per creare i suoi branchi di Png che non ai giocatori; infatti, in termini di giocabilità, mi pare abbastanza remota la possibilità di vedere una coterie di giocatori appartenenti tutti allo stesso clan, ma se mai aveste intenzione di farlo, questa sezione è dedicata a voi.

Come detto in precedenza, i capitoli successivi si occupano esclusivamente di approfondire le tematiche legate alle singole congreghe. Il capitolo due ci parla di quella che è, secondo me, la più misteriosa e affascinante tra quelle che si spartiscono l’influenza in questo Mondo di Tenebra: l’Ordo Dracul. Affiliarsi a questa congrega dovrebbe avere motivazioni ben più radicate che il semplice “imparare le Spire del Drago”, e infatti questo capitolo ci da i mezzi per poter superare questo scoglio da power-play per avvicinarci a quella che è veramente l’anima dell’Ordo Dracul. Dopo una spiegazione su cosa significhi veramente far parte della congrega, capirne la psicologia e accennare quello che è il posto dei Draghi nella Danza Macabra, il manuale ci descrive quelle che sono le “comunità di sangue”, ovvero i più comuni tipi di coterie che si formano all’interno della congrega. Gli studenti e ricercatori sarebbero il tipo di gruppo più comune per personaggi appena generati e per questo a loro è dedicato lo spazio più ampio all’interno del capitolo. I Draghi non sono per definizione dei guerrieri, tuttavia nessuno può negare che la capacità di aggirare alcuni limiti dovuti alla maledizione del vampirismo consente loro di diventare dei combattenti dalla potenza devastante. È per questo motivo che nel manuale troviamo i Marziali, presentati in due sfumature: la prima formata dagli anziani della congrega, la seconda che si forma spontaneamente. Lo stesso tipo di suddivisione viene applicata ai Guardiani, ossia a quei Draghi che si occupano di custodire gelosamente segreti e siti di importanza mistica, argomento già accennato nel manuale di base del Requiem a proposito della figura del Kogaion. Inoltre è innegabile il fatto che i Draghi sono spesso visti come blasfemi da parte di molti fratelli devoti e, come se non bastasse, un’aura di mistero nasconde quelli che sono i loro obbiettivi finali, rendendoli fonte di preoccupazione sia per gli Invictus che per i Carthiani… Ecco dunque che la presenza dei Diplomatici all’interno dell’Ordo diventa indispensabile. Il capitolo continua con la descrizione della filosofia che sta alle spalle delle Spire del Drago e dei significati che la Congrega dà alla parola “prestigio” ed infine due pagine sono dedicate alla descrizione delle città in cui l’Ordo Dracul ha particolare rilevanza e ai rapporti con le altre congreghe.

Ai Carthiani è dedicato il terzo capitolo, la cui frase introduttiva “Noi non faticheremo sotto il giogo di un antiquato aristocratico. Non è un obbligo dei Fratelli esistere in condizioni più deplorevoli di quelle delle vacche” introduce perfettamente quello che è lo spirito del Movimento che troveremo descritto nelle pagine a venire.

Come abbiamo visto per l’Ordo Dracul, anche in questo caso il capitolo si apre con la descrizione della filosofia su cui si basa il Movimento Carthiano. Leggendo ci troviamo davanti alla congrega più giovane e meno spirituale fra quelle presentate: i Carthiani, infatti, non possono riempirsi della gloria di un grande fondatore come invece accade per i Draghi e i Consacrati e nemmeno possono vantare un trascorso storico e politico come gli Invictus. Nonostante ciò i Carthiani sono arrivati a poter rivaleggiare ad armi pari con i loro avversari. A loro non interessano glorie passate, quello che vogliono i Carthiani è riuscire in qualcosa di concreto in prima persona. Diversi correnti circolano all’interno della congrega andando a causare conflitti interni e tuttavia quegli ideali di rifiuto dell’autorità, di sacrificio, uguaglianza e innovazione sono elementi che caratterizzano in maniera univoca il Movimento Carthiano.

Questi sono, in sintesi, gli aspetti che troviamo nella parte introduttiva del capitolo, mentre la parte successiva è dedicata ad archetipi di coterie che potremmo incontrare o gestire nel corso della nostra cronaca di Requiem. Dalle Squadracce di vigilanti e assaltatori, a quei Dissidenti che gli Invictus vedono come pericolosi agitatori in grado di minare la stabilità politica; dalle coterie di Nosferatu e Mekhet che svolgono il ruolo di Spie e Sabotatori, fino ai Filosofi, gli Scandalisti e i Reclutatori, i Carthiani sono probabilmente la congrega più diversificata e eterogenea a partecipare alla Danza Macabra. Anche in questo caso troviamo una descrizione dello Status all’interno della Congrega e della distribuzione di Ancillae e Anziani all’interno della stessa.

Il Circolo della Megera è trattato nel quarto capitolo, che è organizzato in maniera abbastanza diversa rispetto ai precedenti. Poco più di una pagina è dedicato alla psicologia e allo spirito che accomuna la Congrega, il che sembrerebbe strano dal momento che gli Accoliti sono, insieme alla Lancia Santa, il gruppo più spirituale del Requiem… Eppure a pensarci bene non è così. Lo scopo della parte introduttiva è infatti proprio quella di sottolineare la varietà delle tradizioni a cui il Circolo della Megera si richiama. Il pantheon di divinità pagane a cui la Congrega fa riferimento crea una varietà di culti minori impossibili da definire con esattezza ed è questo il motivo per cui lo spazio è stato distribuito in maniera diversa rispetto ai capitoli precedenti.

La varietà di cui parlavamo prima in un certo modo finisce anche con il ripercuotersi sugli archetipi di coterie che potremmo incontrare durante il gioco. Si va dai Missionari, che stanno prendendo il posto dei Consacrati nella loro opera di avvicinamento di nuovi adepti ai Culti, agli Infiltratori, che tentano di infiltrarsi tra le coterie di giovani appartenenti ad altre Congreghe in modo da carpirne i segreti. Trovano spazio nella Congrega anche gli Accademici, figure che ricordano molto quelle dei Guardiani all’interno dell’Ordo Dracul, custodi delle conoscenze e delle dottrine riguardanti le antiche religioni. A penetrare ancora più in profondità i segreti del soprannaturale vi sono gli Ambasciatori dell’Occulto, che sembra riescano in alcune occasioni addirittura ad avere contatti con Lupini, Demoni e tutte quelle misteriose entità che vivono nel Mondo di Tenebra. Non sono rare inoltre coterie di Giardinieri, custodi di Elysium o di zone neutrali della città, così come non lo sono gli Artisti che considerano sacro il potere della creazione, e dunque dell’arte.

Ampio spazio è stato riservato, inoltre, alla filosofia della congrega, alle sue ritualità e alla sua visione della natura e della fede. Come al solito l’ultima parte è dedicata alla personale visione che la congrega ha della visione di Status e Prestigio, ma prima di questo troviamo nuovi rituali di Crùac, tra cui l’affascinante Fiore di Demetra.

Nel Capitolo cinque troviamo moltissime informazioni riguardanti quello che nella Danza Macabra è il Primo Stato, ovvero l’Invictus. È abbastanza difficile parlare di questo capitolo senza commettere l’errore di scendere nei dettagli, tuttavia credo di poter affermare tranquillamente che si tratta della migliore tra le sezioni in cui questo manuale è diviso. Sarebbe stato impossibile parlare dell’Invictus senza far riferimento alla sua storia gloriosa e ai suoi trascorsi a capo della società vampirica già da quando esisteva la Camarilla. Entrare nell’ottica di un Invictus non è facile come si potrebbe pensare procedendo per stereotipi: gli Invictus non sono quelli che appaiono agli occhi dei Carthiani.

La prima parte del capitolo ha lo scopo di farci capire qual è la motivazione che spinge un giovane vampiro ad entrare in questa Congrega, il che si traduce in una sola parola: ambizione. Nessun anziano della congrega si aspetta che i suoi sottoposti svolgano i loro compiti solo per cieca fedeltà, sanno perfettamente che il loro obbiettivo è quello di riuscire un giorno a prendere il loro posto attraverso i meriti. Un clima di questo tipo è assolutamente accettato e la sana ambizione e la rivalità sono elementi che possono solo giovare all’organizzazione. Vengono descritti i giuramenti che i giovani Invictus prestano ai loro anziani e a tutto il movimento, in modo da permettere al lettore di inquadrare quelli che sono i ranghi all’interno dei quali si potrebbe muovere una cronaca. I tipi di coterie variano enormemente spaziando da gruppi di stampo Sociale a coterie di Ordine Pubblico. Ovviamente una congrega come l’Invictus non può tollerare violazioni alla masquerade e dunque ecco nascere coterie di Insabbiamento e coterie Cavalleresche. Molto originali sono inoltre le coterie da Ricognizione, incaricate di preparare la strada tra una città e l’altra ad altri vampiri. Al servizio degli anziani, e a rivestire in un certo senso il ruolo di mercenari e guardie del corpo, troviamo gli Equiti, coterie che ha già dato ampiamente prova del loro valore e che godono di una posizione privilegiata all’interno del Primo Stato.

Sarebbe stato impensabile vedere un gruppo come l’Invictus privo di una rigida e ben strutturata gerarchia e una serie di regole che consentano una precisa gestione dello status quo: ecco che infatti troviamo ben dodici pagine dedicate proprio a questi argomenti.

L’ultimo capitolo vede come protagonista indiscussa la Lancea Sanctum. Gli Immortali sacerdoti dei Dannati rappresentano di certo il più forte tra i culti legati al mondo dei vampiri. Laddove il Circolo della Megera ritiene che ogni creatura, vampiri compresi, abbia il proprio posto nell’ordine delle cose, i Consacrati vedono la maledizione del loro signore Longino in tutta la sua forza e vedono se stessi come lo strumento per la redenzione. Il Secondo Stato ha sempre affiancato l’Invictus nella conduzione della Danza Macabra e per questo vede nelle proprie glorie passate il diritto di continuare a vegliare sui Dannati. Come potrebbe sembrare ovvio, larghissimo spazio in questo capitolo è destinato proprio a sottolineare l’orgoglio di questa Congrega. Viene descritta l’organizzazione del potere in relazione al concetto di parrocchia e vengono distinte le varie tipologie di coterie proprio in base alla loro personale visione della loro missione: Missionari, Evangelici, Consiglieri, Messaggeri, Confessori, Segugi, Inquisitori… sono davvero moltissime le interpretazioni che i Consacrati danno alla loro esistenza e altrettanti sono i tipi di coterie che troverete descritti in questo capitolo. Molto spazio è dedicato anche alla filosofia della Lancia Santa e alle possibilità di interpretazione a cui si presta. Se da un lato infatti vediamo in essa l’incarnazione di un desiderio di redenzione, dall’altra notiamo una visione distorta fatta di mostri che si nutrono delle vite dei mortali e che si aggrappano a una falsa moralità per giustificare la propria mostruosità. In ultima analisi, anche in questo caso, troviamo riferimenti riguardanti l’interpretazione che i Consacrati dallo Status, una visione che riflette pienamente quella che è la gerarchia all’interno della chiesa cattolica.

Tirando le somme, il manuale è sicuramente molto bello. Non tornerò a giudicare nel dettaglio i contenuti perché, come avrete capito durante la lettura della recensione, a questo livello non c’è proprio nulla da rimproverare a questo supplemento. L’unica nota dolente del manuale è rappresentata, a mio parere, dal prezzo… Come ho detto all’inizio, il volume si presenta come un prodotto di elevatissima qualità dal punto di vista grafico e dei materiali, eppure 25 euro per un manuale da 128 pagine mi sembrano un tantino eccessive.

Voto: 6,5
Sito ufficiale: http://www.25edition.it/
Recensore: de4thkiss
Scrivi al recensore: de4thkiss@gmail.com

   

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