Linee di sangue: i Nascosti
Supplemento per Vampiri: il Requiem

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Edito da: White Wolf

Distribuito da: 25 Edition

Lingua: Italiano

Pubblicato nel: Dicembre 2005

Pagine e Rilegatura: 125 pagine, hard covered

Prezzo: 24.95 euro


O fai parte della famiglia,
o sei cibo.
So che non siamo parenti,
quindi cosa ti rimane?
– Vecchia Alice, Nonna Oberloch

Visto da fuori… e anche da dentro:
Esteticamente questo manuale va ad uniformarsi perfettamente con i fratelli maggiori Nomadi e Coterie: un volume di 125 pagine molto curato, dalla grafica e dall’impaginazione impeccabile. La rilegatura è il classico cartonato pesante con cui la White Wolf e la 25edition ci stanno viziando sin dalla comparsa di Mondo di Tenebra. La carta è di alta qualità, le illustrazioni impeccabili.A dire il vero forse è il primo manuale che mi capita di sfogliare senza trovare una sola illustrazione che stoni, cosa veramente notevole. Per quanto mi riguarda sto seriamente cominciando a valutare la possibilità che Jean-Sebastien Rossbach non sia un essere umano ma un anziano Daeva!

Prologo & Introduzione:
Addentrandoci nella lettura, la prima sezione in cui ci imbattiamo è il prologo: un bel racconto di sei pagine…non si sa mai quali strani incontri può fare un vampiro in cittadine sperdute come Wormwood (no! Tranquilli!… il riferimento è totalmente casuale, niente Gehenna per questa volta… certo che il riferimento suona un po’ strano…).
Arriviamo a questo punto all’introduzione vera e propria. Da qui possiamo effettivamente renderci conto di cosa ci aspetta nelle pagine a venire; in quest’introduzione ci viene spiegato come dai cinque clan principali si siano originate queste particolari linee di sangue, e come queste si nascondano tra le schiere dei dannati.
Segue una brevissima descrizione dei dodici lignaggi che andremo a vedere nel dettaglio tra poco.

Le linee di sangue: presentazione generale:
Per chi pensava che le linee di sangue sarebbero state nulla più che un modo per creare nuove combinazioni di discipline o una sorta di “classi di prestigio” per i vampiri, questo manuale sarà una mezza delusione.
Cerco di spiegarmi meglio: Se da una parte alcune linee di sangue risultano difficili da inserire come personaggi giocanti, retaggi del vecchio “Masquerade”, o ancora una semplice e devastante combinazione di discipline, dall’altra bisogna dire che questo dipende esclusivamente da chi le usa. Senza dubbio la possibilità che un gruppo di giocatori crei una coterie composta da linee di sangue come quelle proposte sul manuale è possibile, ma di certo fortemente (!!!) sconsigliata: Il manuale ripete più e più volte quanto siano rare tali deviazioni dal ceppo originario del clan.
Ad ognuna delle linee di sangue sono dedicate fino a dieci pagine (in linea di massima distribuite con la seguente modalità: sei pagine di descrizione della storia, degli usi, delle caratteristiche della linea di sangue e dei suoi membri, e quattro dedicate ad eventuali discipline speciali e/o devozioni).
Vi renderete conto che dedicare sei pagine ad una linea di sangue significa delinearla molto, ma molto bene. E’ proprio in quelle sei pagine (per ogni linea di sangue) che troviamo le informazioni in assoluto più utili a livello narrativo: intrecci tra mito e storia, descrizione delle gerarchie e dello status, criteri di selezione degli infanti… tutto strutturato molto bene.

Andiamo ora a vedere nel dettaglio quali sono le linee di sangue che ci vengono proposte:

Alucinor:
questa linea di sangue discende dal clan Mekhet. La loro storia si perde tra miti e leggende fino ad arrivare all’epoca dell’Impero Romano. Alcuni ritengono che siano figli dell’era moderna e ne collocano la nascita intorno agli anni 30. Quello che è un dato di fatto è che questi vampiri hanno il potere di controllare i sogni grazie alla disciplina Insomnium. Se pensate che non sia molto, allora vuol dire che non avete mai visto Nightmare.

Anvari:
Se in molti considerano i Daeva dei degenerati, perchè ancora incatenati ai piaceri della loro vita mortale, allora non hanno mai avuto a che fare con una delle loro linee di sangue: gli Anvari. Secondo le leggende si tratta di una delle linee di sangue più antiche della storia e pare che il fondatore fosse un trafficante di oppio dell’impero Persiano. Attraverso millenni di storia il legame tra questa linea di sangue e le sostanze stupefacenti non è stata intaccata. La loro disciplina speciale (nepente) permette a questi fratelli di governare il potere delle droghe.
Personalmente ritengo questa linea di sangue una delle meno riuscite di questo supplemento… un lignaggio abbastanza inutile nell’economia del gioco che non si inserisce affatto bene nell’atmosfera generale. Una grossa stonatura.

Architetti del Monolito:
La delusione suscitata dagli Anvari viene presto cancellata da questa linea di sangue Ventrue. I “massoni” (come vengono chiamati dagli altri clan) non sono altro che un visione in ottica “vampirica” degli adepti della “squadra e del compasso”, le cui tradizioni si perdono storicamente in una sottile linea tra storia e mito. Finalmente troviamo una linea di sangue che si inserisce anche in maniera molto logica e naturale tra le schiere dell’Ordo Dracul che fino ad ora era stato un po’ tagliato fuori dalle altre congreghe. Molto bella e interessante anche la loro disciplina, “la Gabbia Dorata”, una sorta di taumaturgia che attinge il proprio potere dalle geometrie della città.

Bohagande:
Se volessimo fare un paragone con il vecchio mondo di tenebra potremmo definirli un po’ Ravnos e un po’ Euthanatos. Del clan Ravnos prendono la loro cultura molto vicina a quella gitana, mentre dei maghi eutanatoi troviamo la loro disciplina “Sunnikuse”, che permette di controllare e modificare la sorte, il caso. La loro storia, i costumi e le caratteristiche di questa linea di sangue appaiono delineate molto bene. Peccato che “Sunnikuse” appaia terribilmente sbilanciata: Infatti già al primo livello questo potere permette al vampiro di far fallire l’azione del suo avversario e far riuscire la propria… Vi lascio immaginare cosa possa diventare questa disciplina se usata con un po’ di furbizia: Devastante!

Getsemani:
Si tratta di una linea di sangue Nosferatu. Anche qui devo dire che alla WhiteWolf sono andati un po’ troppo oltre. Un po’ forzata la corrispondenza tra il passato e il presente di questa linea di sangue che si sposta indiscriminatamente tra il bene e il male. Nella visione odierna, questa stirpe appare decisamente improponibile per i giocatori: Una sorta di esaltati che infliggono nei mortali le stesse ferite che ha subito Cristo durante la Passione. E’ a queste ferite che fa riferimento la loro disciplina “stigmatica”.
Utili solo per essere usati come comparse o spunti per un paio di avventure.

Khabit:
Forse una delle linee di sangue meglio riuscite. E’ certamente inevitabile che man mano che proseguiamo nella lettura delle caratteristiche di questa linea di sangue, la mente del vecchio affezionato WhiteWolf corra ai cari e gloriosi Lasombra, e ai seguaci di Set.
I Khabit vengono infatti descritti come un lignaggio che, nelle notti moderne, sta perdendo il ricordo di quella che era la loro antica missione. Gli antichi seguaci e servitori del dio delle tenebre Set, i guardiani del mondo dell’oscurità, oggi mettono il loro potere di governare le tenebre (ottenebramento) al servizio del miglior offerente diventando delle guardie del corpo e delle spie perfette. Molto bene inserita all’interno dell’atmosfera del Requiem, questa linea di sangue è un ottimo compromesso tra metaplot (per le origini del lignaggio) e il nuovo modo di intendere il mondo di tenebra.

Morotrophitan:
Questa è una delle linee di sangue che mi ha definitivamente convinto che i Nosferatu sono il clan più bello del nuovo mondo di tenebra ( ^_^ ). Isolazionisti e schizofrenici questi fratelli rappresentano l’essenza stessa del terrore. Il connubio tra le discipline di Incubo e Internamento (una specie di dominazione che consente di controllare la psicologia delle vittime) è qualcosa di potenzialmente terribile e divertente da giocare. Tutt’altro che scontata anche la storia della stirpe che, seppure priva di elementi particolarmente coloriti, è perfettamente bilanciata e sensata.

Nahualli:
Si tratta di una linea di sangue Ventrue che affonda le proprie origini nella storia precolombiana. Questi fratelli sembrano sentire più di qualunque altro clan la dualità uomo-bestia che alberga in ogni vampiro. La loro disciplina “Tezcatl” si propone proprio lo scopo di governare questi due aspetti. Angeli e diavoli insieme, ecco cosa sono i Nahualli. Da una parte l’autocontrollo e la forza di volontà, dall’altra la necessità di lasciare libera la bestia, portano questa linea di sangue ad essere una delle più “volubili” sin ora descritte. I rituali di questo lignaggio assumono toni decisamente inumani, eppure identificabili come indispensabili nell’ottica dei suoi membri.
Strutturati molto bene ma abbastanza remota la possibilità di impiegarli come personaggi giocanti.

Nelapsi:
Ecco un’altra linea di sangue che secondo me semplicemente non aveva motivo di esistere. Si tratta (di nuovo) di una linea di sangue Daeva. Vengono descritti semplicemente come una famiglia vampirica confinata nei Balcani e caratterizzata da una sete incontrollabile che nel corso della storia l’ha portata a diventare il centro di numerose leggende. Se non bastasse è lampante la contraddizione che vede prima i Nelapsi come degli spauracchi per gli altri Fratelli, i quali vedono in loro un pericolo per la Masquarade, e poi vede la stessa linea di sangue come aderente per la maggior parte all’Invictus, notoriamente la più conservatrice tra le congreghe. Una linea di sangue che secondo me è inutile per il narratore, è inutile per il giocatore che cerca una bella storia, ed è inutile per il giocatore che vuole semplicemente un personaggio forte… già, perché i Nelapsi non hanno neppure una disciplina tutta loro…otto pagine sprecate.

Oberloch:
E se pensavamo che un Gangrel arrabbiato fosse da evitare, ecco che troviamo i loro cuginetti. Per gli Oberloch non ha senso il concetto di Dominio, ne tanto meno quello di Congrega. Loro sono una famiglia nel vero senso del termine e chi si mette sulla loro strada non può far altro che finire… a pezzi. Se non sei uno della famiglia, allora sei cibo: il concetto è semplice.
Questa linea di sangue è descritta e delineata molto bene. Otto pagine dedicate alla narrazione e alla descrizione, senza bisogno di pendere pagine nell’aspetto più regolistico delle nuove discipline, un piacere da leggere… Anche se in questo caso, però, non sono troppo inseribili come personaggi giocanti.

Qedesha:
Si tratta di una linea di sangue discendente dei Mekhet, e composta esclusivamente da donne. Seppure le possibilità di inserire in gioco le “meretrici” non siano moltissime, è innegabile che si tratta di una linea di sangue delineata molto bene che potrebbe essere anche il centro di una campagna di gioco. Alcuni elementi caratterizzanti ricordano un po’ le Lamie e il loro culto di Lilith della vecchia edizione. Anche a livello storico le radici di questo ceppo del clan Mekhet vengono collocate al centro dei misteri della cultura ebraica; il paragone è dunque quasi inevitabile. A caratterizzare questa genia è l’istinto materno e il senso del dovere nel considerarsi come “madri di tutti i dannati”. Tale convinzione origina però diversi tipi di comportamento all’interno delle meretrici e soprattutto fa si che siano molteplici i modi in cui esse vengono viste dall’esterno. Il loro istinto materno e il loro dovere di proteggere e occuparsi dei dannati si riflette anche nella disciplina di Linimento, che permette loro di apparire come curatrici. Un po’ fuori luogo secondo me la parte in cui si parla dei loro ghoul eunuchi.

Rakshasa:
Seconda linea di sangue nosferatu presentata in questo manuale. Comincio subito col dire che ai “demoni” sono dedicate dieci pagine che non comprendono nessun accenno a devozioni o sistemi per le discipline. Dieci intere pagine di descrizione della struttura del clan e della sua storia… veramente un ottimo lavoro. La storia di questa casta di guerrieri indiani è forse quella meglio delineata di questo volume. Sembra che questa linea di sangue abbia radici talmente antiche e sia talmente diffusa da essere considerata un clan a tutti gli effetti. Gli elementi della storia vampirica vengono intrecciati con gli elementi storico-mitologico-culturali indiani, andando a formare un background di clan estremamente preciso. Si tratta di una casta di guerrieri che non si colloca in nessuna delle congreghe diffuse in occidenti e si limita a gravitare soprattutto negli ambienti carthiani o dell’Invictus, a seconda degli interessi.

Tirando le somme:
Dare un parere oggettivo al manuale è difficile… Per farlo bisogna cercare di rispondere a una domanda precisa: “cosa si aspetta di trovare il lettore tra le pagine di questo manuale?”
Beh, le possibilità secondo me sono due:

La prima riguarda quei giocatori che sono principalmente alla ricerca di novità dal punto di vista regolistico.
Nuove linee di sangue da giocare, nuove devozioni, nuove discipline, nuovi poteri…. Come ho detto all’inizio, se cercate questo allora questo manuale non fa per voi.

La seconda possibilità riguarda invece i Narratori. Sebbene le linee di sangue presentate non siano tutte adatte all’essere giocate, bisogna riconoscere che da ognuna di esse (fatta eccezione per le due linee di sangue Daeva che secondo me sono completamente inutili e sconclusionate), potrebbe nascere una lunga serie di spunti di narrazione: Un principe appartenente agli architetti del monolito o un gruppo di oberloch nomadi che minacciano il dominio cittadino sono solo un paio delle idee che potrebbero venir fuori dall’analisi della storia e della cultura dei vari lignaggi presentati.

In sintesi tra i pregi di questo manuale collocherei: la veste grafica impeccabile come al solito, la grande quantità di spunti narrativi, la presenza di un paio di linee di sangue utilizzabili anche dai giocatori, la presenza di alcuni elementi di background molto interessanti che aiutano a ricreare l’intreccio narrativo tra la storia reale e quella del mondo di tenebra.
Tra i difetti invece sono presenti la scarsa versatilità di molte linee di sangue, la totale superficialità di un paio di esse, ed in alcuni casi anche una ridotta longevità della loro attrattiva.

Consigliato solo per i Narratori.

Voto: 6.5
Siti Ufficiali: www.25edition.it , www.mondoditenebra.it , www.white-wolf.com
Recensore: de4thkiss
Scrivi al recensore: de4thkiss@gmail.com

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