Supplemento per d&d
MANUALE DEI MOSTRI III

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Edito da: Wizards of the Coast

Distribuito da: 25 Edition

Lingua: Italiano

Pagine e Rilegatura: 224 pagine, hard covered

Prezzo: 29.95 euro

C’era veramente bisogno del manuale dei mostri numero 3?
Sicuramente se fossi stato una delle teste d’uovo della wotc avrei opposto un secco “no” alla proposta…ma probabilmente questo dimostra soltanto che di marketing non ho mai capito niente.
Quindi, liberiamoci di queste dispute ideologiche e vediamo un po’ che cosa mi è capitato tra le mani…

Partiamo dall’aspetto esteriore: la copertina è uguale, come stile a quelle della triade dei manuali base; al centro campeggia un teschio che richiama molto quello dei tirannosauri di spielbergiana memoria. Veramente cattiva!
Anche l’impaginazione è quella classica dei manuali a cui D&D ci ha abituato, niente da segnalare.
Molto belle invece le illustrazioni interne, con qualche alto e basso (com’è normale che sia, d’altra parte) ma sempre con uno standard qualitativo piuttosto elevato. Nel complesso, un piacere per gli occhi.

Parlando poi dei contenuti, la prima cosa che mi è saltata all’occhio è la distribuzione dei GS: la curva di crescita è più ripida rispetto a quella del “padre” (nota: mi riferirò sempre, per i paragoni, al primo Manuale dei Mostri, perchè purtroppo al momento è l’unico che ho sotto mano), anche se non in modo eccessivo. C’è anche da dire che il numero di mostri qui descritto è di molto inferiore rispetto al suo predecessore, dunque la sensazione si fa più forte.
Questa volta, gli archetipi non sono confinati ad una appendice in fondo al manuale, ma si trovano a sguazzare beatamente in mezzo a tutti gli altri, supportati anvche da esempi più ampi ed esaustivi del solito.

La descrizione dei mostri è impostata secondo lo stile classico, anche se con piccole ma importanti novità: per prima cosa, il “testo di colore” che introduce con poche parole l’aspetto della creatura in questione, come potrebbe descrivervela il vostro DM. Purtroppo si tratta di un paragrafo davvero stringato, non più di un paio di righe, ma è già qualcosa.
Un’altra rilevante innovazione sono i paragrafi “In Eberron” o “Nel Faerun” che appaiono in coda a molti dei mostri qui presenti: in qualche riga le creature vengono inquadrate geograficamente, insieme a qualche altra informazione riguardo la loro organizzazione, dicerie o dritte “di mercato” (come, tanto per fare un esempio casuale, il valore di vendita delle zanne di un mastodonte nei mercati del Khorvaire o del Thay).

Per il resto, non c’è molto da dire: è un bestiario, e come tale non ha gran che da offrire oltre alla descrizione dei mostri…
C’è da dire però che il fatto che si tratti di un “numero tre” è uno spettro che aleggia pesantemente su tutte le oltre 200 pagine di bestie più o meno feroci e spietate: pur vantando qualche idea di un certo pregio, la sensazione di “minestra riscaldata” è forte nella maggior parte dei casi.
Degni di nota, oltre alla storica presenza dei mitici Redcap, concept molto interessanti come gli Incantesimi Viventi, effetti magici rimasti legati alle energie incontrollate delle zone ad alta concentrazione di magia e che invece di dissolversi hanno acquisito una propria volontà, o gli Sciami (in particolare quello di Boccioli del Terrore, molto intrigante).
Altra cosa interessante, anche se forse non indispensabile, il forte ampliamento e la diversificazione del mondo dei folletti, che acquistano in questo modo uno spessore nuovo e una giocabilità tutta nuova, sia come antagonisti che anche come -volendo fare qualcosa di nuovo- come personaggi veri e propri.
Tutto il resto, onestamente, risulta piuttosto marginale, dall’infornata di nuovi Troll a quella di Yugoloth, dalle Siepi Guardiane ai duemila Golem Alchemici che mi sono onestamente sembrati il vero emblema del “raschiare il fondo del barile”.
Senza contare poi cose eclatanti come la Glaistig, praticamente la bruttacopia di ninfe e driadi in salsa vampiresca, o tutti i costrutti nuovi che in realtà di nuovo e diverso hanno più o meno soltanto il nome, non morti con varianti che rasentano lo spostamento di virgole, ecc…

Da segnalare anche l’alto numero di razze giocabili, con lep che partono da 0 e arrivano a 23 (anche queste, alcune molto interessanti, altre piuttosto trascurabili).

Altro?
No, non direi. That’s all folks! come direbbe Bugs Bunny.

Facciamo solo un breve riepilogo tanto per concludere: niente di nuovo sotto il sole, ma da un compendio di mostri non si poteva pretendere gran che di rivoluzionario, in particolare da un “numero tre”.
Il deja-vù si fa sentire come una cappa sopra questo volume, rischiarato con qualche raro lampo di creatività che comunque non basta a risollevare un manuale di cui davvero non si sentiva il bisogno.
Ottima la cura formale di grafica, presentazione e organizzazione dei contenuti, ottimo l’artwork, ma si potrebbe quasi dire che la cosa si esaurisce qui.

In conclusione, per racchiudere in una scala di valutazione questo manuale, non mi sento di arrivare alla sufficienza.
Cose buone ci sono, è vero, ma il nucleo fondamentale -quello che poi dovrebbe essere il cuore, la base per la valutazione- è vistosamente arido e mancante.
Di conseguenza, non riesco a spingermi oltre un 5 abbondante.

Voto: 5
Sito Ufficiale: www.25edition.it
Recensore: Llyd ap Dicter
Scrivi al recensore: micioninja@gmail.com

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