Invictus
Supplemento per Vampiri: Il Requiem

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Edito da: White Wolf
Distribuito da: 25 Edition
Lingua: Italiano
Pagine e Rilegatura: 232 pagine, cartonato, b/n
Prezzo: 29.95 euro

Il terzo manuale di congrega per Vampiri: Il Requiem, appare come una vera e propria guida all’accumulo di potere nella danza macabra . Sviluppato dall’ormai noto Will Hindmarch è composto di cinque capitoli più preludio, introduzione e appendice che racchiudono l’essenza del Ventrue, all’ennesima potenza, del vecchio Mondo di Tenebra. L’artwork di copertina esprime con sufficiente chiarezza che tipo di vampiri avrà di fronte il lettore, raffigurati nei loro lussuosi abiti e nelle loro altezzose posture. La traduzione, a parte alcuni evitabili errori di battitura, è chiara e precisa e i disegni, all’interno del manuale, non mancano di originalità e tecnica che identificano completamente le situazioni contestuali dell’opera.

Inizierò ora analizzando e commentando il contenuto del manuale.

L’introduzione parte con lo spiegare l’utilizzo del libro e sintetizza il contenuto dei capitoli successivi. Orienta i giocatori all’interno dell’antica potenza che ha perdurato nei secoli e fornisce al narratore la concezione dell’atmosfera feudale di un aristocrazia che, per vincere, ha sfruttato a pieno la prima e più importante tradizione del Requiem: La Masquerade. Fornisce inoltre un lessico piuttosto ampio usato dai vampiri della congrega.

Il primo capitolo racconta la storia della nascita dell’Invictus. Dalla caduta della Camarilla, ai tempi dell’Impero Romano, fino ai giorni nostri fa conoscere al lettore alcuni fratelli importanti, delle notti passate, che sono stati fonte d’apprendimento per il Requiem moderno. Molto interessante è la storia di un Imperatore che venne eletto e dimenticato misteriosamente dagli anziani della congrega.

Il secondo capitolo spiega in modo esauriente la meritocrazia basata sulla distribuzione di titoli che arricchiranno lo status del fratello. Mostra come si usa il galateo e come ci si deve rivolgere tra membri della stessa congrega per non perdere la reputazione o, ancor peggio, rischiare la Morte Ultima. Elenca le basi fondamentali su come gestire la salita al potere del vampiro Invictus. Un esempio è il sistema del patrocinio che viene utilizzato dagli anziani allo scopo di far progredire, nella scala sociale del Primo Stato, i neonati ambiziosi. Dopotutto chi non è ambizioso è poco gradito nella congrega. Introduce la Dinastia Ciclica; il non sempre efficace sistema di sopravvivenza che vede la formazione di un Casato, un gruppo in media di tre vampiri, che vegliano su uno di loro quando va in torpore volontario. Questo sistema viene utilizzato per rendere meno turbolento il risveglio da torpore e per fondare le basi di un piccolo impero duraturo. Successivamente vengono descritti alcuni dei Casati più importanti che hanno utilizzato questo metodo.

Il terzo capitolo è il pane per i giocatori Invictus. Descrive l’abbraccio di un neo vampiro e la sua scalata verso l’anzianità sottolineando l’importanza di far parte di una corporazione: un tipo di organizzazione scolastica che prevede l’istruzione del vampiro per il conseguimento di uno, o più titoli di funzione, che andranno ad influenzare la sua importanza nella congrega. Ritrae a tinte forti il rapporto maestro – allievo e le possibili, pesanti, divergenze che si potrebbero verificare quando l’ormai “promosso” fratello si ritiene superiore al suo insegnante. Definisce i rapporti con le altre congreghe del Requiem e con le altre creature del Mondo di Tenebra, suggerendo metodi sulla vittoria e sulla sopravvivenza contro di esse. Modifica l’utilizzo di alcuni pregi sociali creandone un vero e proprio beneficio sia in termini di gioco che in termini di narrazione.

Il quarto capitolo è riservato alle fazioni di vampiri che hanno acquistato una certa notorietà tra le fila Invictus, Non trovo particolarmente originali i Cherubini che come fazione sono a mio parere lo stereotipo del Toreador del vecchio Masquerade. Trovo geniale la Piovra come diversivo dell’interpretazione standard del personaggio Invictus. Magnifica la fazione Die Nechteulen: un vero asso nella manica contro le potenze ritualistiche delle altre congreghe. Le due famiglie ghoul, gli Hostewicks ( i maggiordomi) e i Tori ( i Thugs) sono un utile spruzzo di comicità che fa sempre bene durante una vita maledetta. Le linee di sangue presenti in questo manuale, a parte i Linx che faccio ancora fatica adesso a comprenderli, non sono a mio parere spettacolari quanto quelle dell’Ordo Dracul e potenti quanto terrificanti come quelle della Lancea Sanctum.

Il capitolo conclusivo fornisce la descrizione delle discipline (consiglio di leggere la disciplina Web solo quando si è piuttosto rilassati) delle nuove linee di sangue, nuove devozioni e una vasta scelta di personaggi e antagonisti da inserire nelle varie cronache.

In conclusione le mie impressioni su questo manuale sono quasi tutto positive ed il mio voto personale è otto su dieci. Consiglio la lettura solo a narratori esperti che conoscono bene l’ambientazione e il sistema di gioco. In alcuni punti anche il possesso di una buona cultura generale non farebbe male.

Invictus non delude e rende questo Requiem ancora più emozionante.

Fabrizio “Perl” Prlo

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