Titolo: Untold – the Game

Autori: Wandering Men Studios

Formato: Mazzi di Carte Collezionabili

Prezzo: Mazzo base $30, espansioni tra $5 e $10

Editore: Wandering Men Studios

Untold è un gioco che va preso con le pinze, perché può dare una impressione errata se lo guardiamo dall’esterno: ogni giocatore ha un mazzo di carte, e le mette in gioco poggiandole sul tavolo al prezzo del pagamento di un certo numero di punti. Hum, ma è per caso un clone di “Magic”? No, tranquilli, è un GdR. Semplicemente, è un GdR che usa delle carte collezionabili al posto della scheda del personaggio.

Le carte vengono poste nel mazzo con lo scopo di rappresentare il nostro fido alter ego. Per ogni mazzo inseriremo la carta della sua razza di origine, con gli attributi base per Corpo, Mente e Anima, delle carte che ne rappresentano i bonus agli attributi (Forza +2, Intelletto +1 e così via), delle carte che rappresentano armi, oggetti e seguaci, e delle carte che rappresentanon poteri, eventi o azioni eroiche. Le carte “minion” che i personaggi usano come seguaci vengono usate anche dal Master per rappresentare gli avversari e i Personaggi Non Giocanti.

All’inizio del gioco ciascuno pone sul tavolo le carte che costituiscono le caratteristiche permanenti del suo PG come da lui descritto, e depenna i Punti Personaggio necessari. Con i punti che rimangono nel suo pool di Punti Personaggio, che definisce se vogliamo il livello del suo alter ego, potrà nel corso della partita mettere in gioco le carte che rappresentano effetti temporanei. Notiamo innanzitutto che il gioco consente di fabbricarsi un PG di scarsa potenza base ma con enormi potenzialità. Insomma, se fabbrichiamo la Compagnia dell’Anello con questo sistema viene bene: sia Gandalf (semidio) che Frodo (giovine avventuriero con due oggetti magici lascito dello zio) hanno 150 Punti Personaggio, la differenza è che Frodo li ha in eventi e risorse che verranno usati in un secondo tempo. Come dite? Frodo ha l’Unico Anello? Si, certo, ma non sa usarlo granché bene all’inizio: le carte che rappresentano i poteri dell’Anello potranno essere messe in gioco solo in determinate condizioni durante l’avventura.

Bene, passiamo a descrivere come si svolge l’avventura. Qui la cosa non è molto innovativa invece: per compiere un task o risolvere un conflitto si prende un attributo base, si sommano i modificatori dati dalle varie carte che si hanno in gioco e si lancia un dado a 20 facce. Se facciamo più del livello di difficoltà o del tiro del nostro avversario… ok, ci siamo capiti. E qui cominciano anche le dolenti note: gli attributi hanno un valore base e tre valori per i modificatori (attacco, difesa, boost), quindi ci sono almeno quattro numeri per attributo e per carta. Se già sono tanti sulla scheda di D&D, dove possiamo scriverli con caratteri grandi, cominciano a diventare troppi sulle carte di Untold, dove sono scritti con un font poco adatto agli occhi del povero ultraquarantenne che scrive questa recensione.

Che succede quando, alla fine di un round di combattimento, i cattivi hanno fatto più del nostro povero Personaggio? A questo punto si prende il valore di danno causato dall’avversario, si sottrae la nostra Vitalità e il danno viene assorbito dai nostri Punti Personaggio. Questo vuol dire che possiamo scegliere sia di diminuire il valore in punti degli effetti temporanei che possiamo giocare, sia di togliere temporaneamente dal gioco alcune delle carte che compongono il nostro Personaggio, simulando per esempio la perdita di efficienza corporea dovuta a una ferita. E’ un sistema di rappresentazione del danno semplice e efficace, e presenta risvolti intriganti se applicata a conflitti non fisici.

In sintesi, Untold the Game è un gioco intrigante e a forte impatto visivo, ma i vincoli posti per la messa in gioco delle carte consentono di creare spunti narrativi da gioco di ruolo “serio”. Gli autori potevano forse semplificare il sistema base per la risoluzione dei conflitti inserendo meno valori, visto che l’inevitabile proliferare di carte potere e oggetto garantirà comunque una enorme varietà, ma in ogni caso non è il sistema più complesso che ci sia in lavorazione. Peccato solo che non si possa adattarlo al setting desiderato dai giocatori, perché meccanica e “colore” sono inestricabilmente uniti nelle carte.

Pro:
– è un’idea originale, non una semplice scopiazzatura di altri giochi
– molto flessibile dal punto di vista della gestione della potenza del personaggio
– molto immediato, consente di avvicinare al GdR chi gioca solo a giochi di carte

Contro:
– le carte sono piene di numeri, a volte scritti in piccolo e non molto leggibili
– non puoi aggiungere nuove abilità ai personaggi se non quelle presenti nelle espansioni ufficiali, e quindi è impossibile usare il sistema fuori dal setting ufficiale
– come con i giochi di carte collezionabili, giocare può risultare abbastanza costoso

Recensore: Rosen McStern

Video Playtest: http://www.youtube.com/watch?v=Le98iI67cS4

Sito ufficiale: http://www.untoldthegame.com/

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