coverAbbiamo visto che in diversi di voi hanno mostrato curiosità per la novità di Wild Boar in uscita a Lucca Games: “Alice in Steamland”. Senza dimenticarci delle vostre curiosità anche in merito all’assenza di Lunari dai programmi editoriali imminenti di Wild Boar, di cui vi daremo conto prossimamente, veniamo ora, grazie alla disponibilità dell’editore ligure a presentarvi una interessante anteprima di Alice in Steamland. Si tratta… della chiusura del manuale, ovvero della sua postfazione.

Una scelta curiosa vero come anteprima?

QUI potete scaricare il PDF della pagina finale del manuale.

Mentre qui sotto potete leggere direttamente il testo della postfazione:

POSTFAZIONE
OUTRO
DI
LUCA VOLPINO
Fare le tre di notte è uno stile di vita. Alcuni lo fanno per lavoro, altri
per divertimento, altri ancora perché non hanno niente di meglio
da fare – e infine qualcuno lo fa perché è il suo lavoro e sì, diciamocelo,
si diverte a fare quel lavoro.
Siamo fortunati, Francesco e io, ad appartenere a quest’ultima schiera
– lui sta dal lato artistico, è un creatore di parole, di mondi e di vite, io
sto dal lato artigianale, metto insieme i pezzi, incollo e limo. Facciamo il
mestiere delle parole. Ma non il mestiere delle parole brutto (quello, per
intenderci, di chi vi racconta palle per mangiare la vostra minestra oltre
alla sua). Il mestiere delle parole bello – quello che vi fa aprire gli occhi
e sognare, invece di chiuderli e avere incubi.
E così, alle tre di notte, sono qui per scrivere un po’ di parole…
Francesco ha raccontato la sua storia di questo gioco; lasciate che vi
racconti la mia. Se vi annoio potete zippare all’ultima pagina, non
sono poi così necessario
Tanto tempo fa Francesco pubblicò un libro meraviglioso, intitolato
Pan. Non era il suo primo libro, ma fu quello che fece parlare di lui. Dal
profondo della nostra (della vostra) psiche, Pan tirava fuori un sacco di
cose che in fondo sapete, ma che per la maggior parte del tempo ignorate.
Fu in quel periodo che cominciammo a “parlare”, via mail. Ero affascinato:
Pan si prestava alla creazione di un gioco di ruolo, non perché
fosse concepito con criteri ruolistici (la Crusca mi passi questo termine)
ma perché era reale – reale come solo certi libri di letteratura fantastica
possono essere.
Ma era un periodo tempestoso, le cose si muovevano in modi strani e
il gioco di Pan, semplicemente, non potè essere.
0
Passò, appunto, il tempo di cui parlavo. Successero tante cose nel frattempo:
la memoria ora m’inganna, ma ho vaghi ricordi di guerre, crociate
e strani monaci ideologici che erigevano barricate sulle sabbie mobili.
Poi, d’improvviso, tutto questo finì e ci fu un assordante silenzio.
Io volevo scrivere un gioco di ruolo. Francesco voleva un gioco di ruolo
sui suoi romanzi. Le persone che contano (l’editore del romanzo,
l’agente di Francesco, le donne che ci aspettano a casa quasi tutte le sere
– quando non vanno in giro a ubriacarsi nei pub e attaccare rissa con
qualche camionista) erano d’accordo. Qualcuno, in fondo a un bicchiere
– o a un precipizio – urlò: SI PUò FARE!
Ci fu un altro periodo confuso di viaggi in Francia, in Inghilterra e in
luoghi esotici come Torino, Corsico e Fiuggi. Cacciammo i leoni (stavano
occupando il nostro posto sull’Eurostar) e bevemmo caffé.
Avvoltoi, corvi e altri uccelli da rapina circolavano sulle nostre teste.
Sparammo una salva di fucile caricato a sale, fu primavera e cominciammo
a lavorare al gioco.
Mi scuserete se la mia memoria fa cilecca. Del lavoro ricordo solo mail
entusiaste (quelle di insulti le ho gettate nel cestino), Francesco che mi
parlava della differenza tra monaci e guerrieri e una signora mavida,
molto mavida, mavidissima direi.
Poi ci alzammo dalla scrivania per andare a farci una birra e, quando
tornammo, il manuale era scritto. Non so chi l’abbia scritto: forse un
gentile folletto che voleva aiutarci, forse l’Intelligenza Artificiale del mio
computer. Non so.
So che lo schermo è pieno di Vaporità, che sono le tre di notte da più
di un’ora e che questo gioco vi piacerà: è pieno di sangue, magia e allucinazioni.
La maggior parte sono vostre.
Ci teniamo a dire che, nonostante le apparenze, nessun Enrico
Ghezzi è stato danneggiato per scrivere questa postfazione.

A proposito dell'autore

Lettori, aiutatemi. La redazione che dovrei coordinare, da oltre 10 anni mi tiene in ostaggio! Mi fa scherzi cattivi, sono vittima di bullismo e vengo preso a pizze quotidianamente! Non so a chi altro rivolgermi! Aiutatemi!

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