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Lucca Games e i GdR, il “caso” Sine Requie

Lucca Games e i GdR, il “caso” Sine Requie

Si è da pochi giorni conclusa Lucca Games 2011 che è stata, come di consueto, un vero e proprio appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di giochi di ruolo come ormai da molti anni. Se è vero che anche per le altre categorie dei giochi specializzati Lucca rappresenta un appuntamento importante in cui si concentrano una buona quota delle novità in uscita durante l’anno (anche grazie, dobbiamo dire, alla concomitanza pochi giorni prima della fiera di Essen, il più grande evento dedicato al settore del gioco da tavolo), per il Gioco di Ruolo in particolar modo, Lucca rappresenta il momento durante l’anno in cui si concentrano ormai circa il 90% delle uscite annuali in lingua italiana. Non c’è gioco di ruolo, praticamente, ormai, in Italia, che non esca in concomitanza di questo appuntamento possiamo dire. E questo, più di tutto, fa di Lucca un momento irrinunciabile per tutti gli appassionati di GdR che infatti la affollano “in massa”.

Negli ultimi anni vi abbiamo raccontato e analizzato con articoli e approfondimenti il cambiamento profondo del mercato e dei giocatori di Giochi di Ruolo, un mercato che si è contratto, è “invecchiato” anagraficamente, in parte alla ricerca di esperienze di gioco diverse e in parte di un nostalgico ritorno al passato, insomma di un mercato non certo effervescente, ma, anzi, sempre più di nicchia. Eppure, se lo guardiamo attraverso le lenti di Lucca Games il mercato del gioco di ruolo ci appare decisamente in salute. Sine Requie Terre Perdute, l’ultimo supplemento del celebre gioco di ruolo di Asterion Press ha venduto durante i cinque giorni della manifestazione poco meno di 500 copie, a cui si aggiungono un centinaio abbondante di copie del manuale base (nonostante il gioco sia in commercio ormai da anni), risultando, probabilmente, il singolo articolo più venduto della fiera (a livello games) con numeri che superano anche di gran lunga quelli dei giochi da tavolo, che pure sono decisamente un mercato in crescita in Italia, sopratutto rispetto a quello dei Giochi di Ruolo, ma ancora più incredibile se pensiamo che si tratta di un “supplemento”, ovvero di una espansione e non di un prodotto “base”.

Ma al di la dell’incredibile successo di Sine Requie, su cui torneremo, tutto il settore del Gioco di Ruolo che si presenta a Lucca ottiene sempre buoni risultati. L’Unico Anello, presentato in fiera da Stratelibri Giochi Uniti, così come la ristampa e la Guida dell’Invocatore di Kult di Raven Distribution, passando per il retroclone di D&D Le Marche dell’Est di Red Glove hanno registrato numeri assolutamente confortanti di vendita superando il centinaio di copie vendute. E il discorso si può allargare e vale anche per produzioni minori e autoproduzioni, che negli anni sono diventate sempre più di qualità, che, grazie alla capacità di farsi conoscere in rete dagli appassionati qualche settimana prima della fiera, riescono poi a vendere un discreto numero di copie a curiosi e appassionati, quest’anno, per esempio, bissando il successo di esordio dello scorso anno con Mini Bullets, gli autori di Mini Pirates sono riusciti a vendere 140 copie del loro prodotto.

Se questi sono i dati del Gioco di Ruolo a Lucca, allora dobbiamo forse farci alcune domande e chiederci come tutto questo sia possibile.

Forse che ci siamo sbagliati nelle nostre analisi su un mercato in contrazione?

Ci sono alcuni aspetti di cui dobbiamo certamente tenere conto. Il primo lo abbiamo già accennato, se il 90% della produzione annuale di questi titoli si concentra in un unico momento dell’anno questo fa si che anche le vendite vengano concentrate in un dato momento, e, per quanto ridotte magari in numero assoluto, la loro concentrazione temporale le fa risaltare in modo “anomalo”. Ma non si tratta solo di un problema di concentrazione di uscite, ma sempre più spesso anche di reperibilità dei prodotti. Reperire i Giochi di Ruolo nei negozi tradizionali è, oggi, molto molto più difficile di dieci anni fa. Forse dipende anche dall’aumentata varietà di titoli disponibili oggi, ma dal momento che persino la linea editoriale di D&D in italiano è ferma, è sempre più difficile che un negoziante decida di tenere in negozio un buon assortimento di GdR. Questo fa si che moltissimi appassionati concentrino i loro acquisti verso un luogo, Lucca Games, in cui sono sicuri, ogni anno, di trovare non solo le novità, ma in generale tutti i giochi di cui, durante l’anno, hanno letto e che vogliono provare.

Lucca è diventato, per l’appassionato di GdR ancor più che per quello di Boardgames o Cardgames, non solo la grande vetrina delle novità, ma l’unico luogo, magari nel raggio di decine e decine di chilometri, in cui esser sicuri di trovare TUTTI i propri giochi preferiti.

I dati di vendita di un GdR a Lucca oggi giorno, sono troppo spesso imparagonabili con quanto quello stesso GdR vende durante il successivo anno in distribuzione. Questo fenomeno favorisce moltissimo sopratutto la piccola produzione, le associazioni come Janus Design o Coyote Press che producono e contano molto sulla vendita diretta per recuperare l’investimento produttivo iniziale, così come i molti autoproduttori del settore emersi negli ultimi anni che si sono creati un pubblico di affezionati giocatori.

Il dato dunque, nel suo complesso, non è incoraggiante. Un mercato “sano” non concentra, in genere, la maggior parte delle vendite dei suoi prodotti in “fiera”, la distribuzione e la presenza di questi giochi nei negozi specializzati, è sempre più difficile, e se il GdR sparisce dal circuito distributivo e si trasforma in un “fenomeno da fiera” diventerà sempre più difficile aspettarsi che questo settore diventi qualcosa di differente da un circuito di vecchi appassionati che si ritrovano una volta all’anno per acquistare le novità.

Ma in tutta questa analisi, tra i giochi di ruolo sempre più concentrati nell’evento fiera, sempre meno presenti nei negozi, tra un D&D, il gioco introduttivo che ha fatto avvicinare a questo mondo il 99% di noi giocatori, ormai defunto e in attesa, speriamo, di un futuro migliore, non si può ignorare anche qualche segnale interessante.

E qui è il caso di tornare nuovamente a parlare di Sine Requie. Se è vero che il numero elevatissimo di vendite che ogni anno “la novità” della linea editoriale produce in fiera è legata sicuramente in gran parte alle logiche analizzate sopra, è anche vero che la capacità di questo gioco di vendere OLTRE a centinaia di copie del prodotto “novità” a chi già lo conosce e lo segue, anche un centinaio abbondante di nuove copie del manuale base è indice di una costante espansione del bacino di utenti di questo prodotto. Abbiamo detto più volte che il problema, in prospettiva, è la difficoltà di far avvicinare nuovi giocatori a questo mondo, D&D con la quarta edizione ha clamorosamente fallito non riuscendo a bissare il successo in questo campo che ebbe la terza edizione al momento della sua uscita. I giochi New Wave, Forgiti, Narrativi o come preferiamo definirli, hanno certamente conquistato diversi appassionati, ma hanno per lo più pescato nell’ambito dei giocatori già esistenti o al più tra quelli che avevano abbandonato il gioco in cerca di esperienze differenti. Di favoleggiati “Giochi di Ruolo Introduttivi” sono anni che l’ambiente ne parla e che, per la verità, prova anche a sfornare. Spesso anche con risultati “tecnici” apprezzabili, ma privi dell’appeal necessario per “bucare” il circuito dei giocatori e pescare al di fuori di esso. Ecco, in tutto questo, Sine Requie è stata negli ultimi anni una decisa e, per certi versi, sorprendente, eccezione. Parlando con i suoi appassionati e giocatori sempre più spesso si trovano persone che hanno conosciuto il Gioco di Ruolo partendo proprio da questo titolo. L’incredibile Fandom che i due autori e l’editore sono riusciti a creare negli anni ha reso possibile il coinvolgimento non solo dei più tradizionali giocatori di ruolo che già conoscono l’ambiente e questo genere di gioco, ma di un pubblico più vasto. La presenza costante dei due autori on line da sempre molto disponibili con gli appassionati, uno stand a Lucca sempre pieno di illustratori disponibili a personalizzare i manuali in vendita con disegni originali, fino alla creazione di gadget e alla pubblicazione di un romanzo hanno permesso di contattare un pubblico più vasto. Attirati dal tema “zombi”, sicuramente fortunato, come le serie tv americane e la letteratura degli ultimi anni ci racconta, basta pensare ad opere come The Walking Dead, 28 Giorni Dopo, Benvenuti a Zombiland o Apocalisse Z, solo per citare alcuni dei film, serial e libri a tema che ho letto di recente, sono in tanti ad essersi fatti incuriosire da Sine Requie. Alcune delle persone che di anno in anno tornano a comprare le novità ci dicono infatti di non essere nemmeno giocatori, di aver iniziato a comprare i manuali, per leggerli, perché si sono appassionati alla storia, qualcuno di loro ha provato solo dopo molto tempo a vivere in prima persona questo mondo creato da Leonardo Moretti e Matteo Cortini (più noti come Leo&Curte). Molti tra voi che hanno avuto modo di passare presso lo stand di Asterion Press in varie fiere, ma sopratutto a Lucca, avrà anche potuto vedere gente travestita con splendidi costumi tratti direttamente dall’opera. E da li alla creazione di sessioni di gioco Live il passo è stato breve. Al momento esistono vari Live regolari di Sine Requie sparsi nella penisola.

Il successo non è arrivato dal nulla, l’impegno dietro alla creazione di tutto questo interesse per un opera completamente italiana che non si appoggia su nessunissimo brand, niente videogiochi, film o libri da cui attingere direttamente appassionati è stato enorme. Chi conosce Sine Requie dai suoi albori quando era edito nella sua prima versione da Rose & Poison, si rende conto da solo dell’incredibile crescita che questo prodotto ha avuto negli anni.

In conclusione, Sine Requie può essere un esempio, e forse oggi è anche l’unico esempio italiano, di come una idea sicuramente intelligente e di appeal, se ben realizzata, ben supportata, e promossa anche ad un pubblico più vasto di quello dei “super appassionati” di GdR, può tenere in vita un hobby che oggi è sempre più di nicchia purtroppo, ma che al contempo è in grado di generare, come pochi altri, idee innovative che spesso si trasformano in altri prodotti (giochi da tavolo, videogiochi, romanzi ecc.). Speriamo che sempre più prodotti, sopratutto italiani, possano seguire la strada di Sine Requie, non è facile, richiede un grosso impegno e investimento, non solo economico, ma alla lunga ripaga dei risultati e porta nuovi appassionati in questo ambiente, come le 130 copie del manuale base di Sine Requie vendute durante Lucca a cinque anni di distanza dalla sua prima uscita ci fanno sperare.


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One comment

  1. Secondo me, i problemi di apertura a nuova utenza (e per nuova intendo che non ha mai giocato di ruolo) sono:
    1) Solo in negozio specializzato => solo se li conosci li compri
    2) Negozi specializzati privi di catalogo; all’ultimo negozio specializzato mi hanno detto di guardare sul sito di DragonStore (ed io già conoscevo i giochi di ruolo)
    3) Mancanza di pubblicità; all’”epoca d’oro” trovavi le pubblicità persino su Topolino…
    4) Difficoltà di reperire informazioni (non per tutti i giochi)
    5) mancanza di un gioco introduttivo vero e reale

    Escludendo il punto 5, gli altri punti sono poco risolvibili, visto che richiedono un costo tale che l’azienda non riesca a recuperarlo (perché il GdR di nicchia è e di nicchia purtroppo resterà; se volete sapere il perché (cioè la mia opinione), aprirò un tema nel forum). Anche sul punto 5 ci sarebbe qualcosa da dire, ma non voglio farla troppo lunga (per ora).

    Sull’e-book: venti anni fa dicevano che tra dieci anni il libro elettronico avrebbe soppiattato la carta. Dopo dieci anni, dicevano che tra dieci anni… Adesso continuano ad essere dieci anni…
    Almeno per l’Italia, fin quando:
    a) i lettori e-book costeranno uno sproposito
    b) i lettori e-book non saranno comodi
    c) i lettori e-book non saranno a colori
    d) le case editrici continuano a voler tener in qualche modo vincolata la loro opera, de facto impedendo all’utente che l’ha acquistata di usufruirla (questo sembra cambiare, ma così era capitato dieci anni fa e poi sono tornati indietro)
    e) continuano a fare leggi ad minchiam
    Il libro rimarrà insostituibile.

    Per ora mi fermo, che credo di aver scritto uno sproposito ^_^

    Ciao :)

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