Come i nostri lettori più attenti avranno già visto, sul nostro sito fa mostra di sé un banner che invita a partecipare a “L’Italia che Gioca“.
Si tratta del primo sondaggio/censimento dei Giocatori italiani mai effettuato in Italia, rivolto non soltanto ai Giocatori di Ruolo, ma anche ai giocatori di Boardgame, Wargame, Live, Inviti a Cena con Delitto, GCC e GCNC (Giochi di Carte Collezionabili e Non Collezionabili), e via dicendo.

Molti si chiederanno: “Perchè questa iniziativa?”
Perché per anni abbiamo sempre pensato che il gioco (di ruolo, ma non solo) meritasse maggiore considerazione dai media, dalle aziende, dalla cultura “mainstream”… Perché se i videogiochi sono riusciti a superare quell’alone “weird”, parlare di Gioco Intelligente significa parlare un linguaggio sconosciuto ai più…

O almeno questo nell’opinione comune: opinione che, noi siamo convinti, sia sbagliata. Manifestazioni come Lucca Comics & Games ne sono l’esempio più eclatante, ma a ben guardare anche l’ecosistema corallino estremamente ricco di associazioni, gruppi di gioco, ludoteche e ritrovi sparsi per l’Italia (spesso in difficoltà nel conoscersi tra loro)  dovrebbero dare l’indicazione che il Gioco, in Italia, è  vivo e vegeto è degno di considerazione e rispetto.

Purtroppo tra il dire e il dimostrare c’é di mezzo il provare… impressioni come queste, che circolano da anni, ormai mostrano la corda. Il Gioco deve crescere, se non vuole diventare, per colpa della crisi economica, dell’evoluzione tecnologica sempre più personale e individualista, dell’invecchiamento delle masse di giocatori senza giovani a rimpiazzarli, un hobby di nicchia, marginale e infine residuale.

Il sondaggio “L’Italia che Gioca” vuole dare una mano ad affrontare questi storici problemi. Ma l’obiettivo non è soltanto esplorare i diversi punti di contatto tra giochi diversi (quanti giocatori di ruolo giocano da tavolo? E quanti fanno live? E quanti giocano a giochi di carte?), ma mettere in comunicazione tra loro le associazioni ludiche sparse sul territorio, scoprire quanti sono i giocatori nelle diverse regioni, trovare sinergie, strategie e dati che ci permettano di far vivere con rinnovata forza i nostri hobby.

Quello che auspichiamo è far fare all’intero settore un salto evolutivo, uscendo dalla dimensione passione+dilettantismo (con poche e meritevoli eccezioni) che, se da un lato ha dato forza propulsiva a questo mondo (basti pensare alle case editrici nate dal nulla negli ultimi anni, o ai siti pieni di materiale amatoriale, o ad associazioni che mensilmente radunano centinaia di giocatori organizzando eventi al cui confronto la più complicata piece teatrale è una pura formalità), dall’altro comincia a mostrare i suoi gravi limiti in termini di disorganizzazione, dispendio di energie, scarsa rappresentatività.

A proposito dell'autore

Federico, come lo chiama chi non lo conosce, fa parte di GdRItalia da quasi dieci anni, nei quali ha tolto lo sporco dai pavimenti, rispolverato i forum, riempito le mensole dei Download, fatto da buttafuori e altre cose a caso.

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