Buona domenica a tutti e scusatemi per il ritardo; sono tornato solo oggi dalle ferie passate a giocare di ruolo e da tavolo o guardando film e leggendo libri e fumetti.

In questo idilliaco lasso di tempo ho letto molte opere di cui,per le prossime settimane a partire da oggi, presenterò una breve recensione.

Oggi infatti partiamo con il libro che mi ha accompagnato in queste settimane: Il battello del delirio di G.R.R. Martin, descritto dalla critica come un incrocio tra un racconto di Mark Twain e uno di Stephen King.

Titolo: Il battello del delirio

Autore: G.R.R. Martin

Formato: 398 pagine

Editore: Gargoyle

La trama in breve: Il capitano di una compagnia battelliera che opera sui grandi fiumi d’America, tra cui il Mississipi, dopo un disastroso inverno si ritrova sul lastrico e senza navi; sarà l’accordo con un misterioso uomo, Joshua York, a riportarlo in pista (o meglio, sul fiume) contribuendo a creare il grande e maestoso Fevre Dream, in cambio di poter risiedere sul battello e ordinare qualsiasi fermata egli richieda; tutto questo ovviamente celato nella discrezione totale senza la possibilità di chiedere quali siano i suoi affari o chi siano i suoi amici. Nonostante il capitano dapprima accetti l’allettante offerta, l’alone di mistero di York lo porterà a farsi sempre più domande e a conoscere terribili segreti.

I personaggi: Chi ha letto le Cronache del ghiaccio del fuoco è già avvezzo allo stile con cui Martin presenta i personaggi e porta avanti la narrazione attraverso i loro occhi e le loro vicende, ma aiutandoci al contempo a conoscerli meglio, nei loro lati virtuosi e in quelli più oscuri. Come nel caso citato, anche in questo romanzo i protagonisti sono affascinanti e imprevedibili, in modo tale che il lettore si appassioni rapidamente alle loro vicende.

Il ritmo: Il racconto è scritto in modo da ricordare un diario di bordo, con data e luogo annotati all’inizio di ogni capitolo; onestamente questa citazione nostalgica a me è piaciuta moltissimo. Il romanzo parte lentamente ma acquista sempre più velocità, come le acque del Missisipi, e inghiotte chi legge negli arzigogolati e misteriosi intrighi di York e della sua “combriccola”.

Consiglio questo volume sia a chiunque abbia apprezzato “Le notti di Salem” di Stephen King, ma anche a chi piace leggere di nostalgici viaggi in battello sui grandi fiumi, con gli sbuffi di vapore che disegnano una poetica scia riflessa dall’acqua come in un sogno.

P.S.: Grazie a Valeria per avermi regalato questo bellissimo libro.

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