Sempre felici di presentarvi e proporvi giochi italiani, quest’oggi vi proponiamo la prima parte della presentazione di Nameless Land, il gioco creato dal gruppo Eleven Aces che porterà i vostri personaggi a lottare per sopravvivere. Buona lettura:

 

nameless land gdrIl tempo: l’unica cosa che non può essere distrutta.
Il tempo scorre in egual maniera per ogni cosa, erode le montagne, fa invecchiare, genera e distrugge vite.
Il tempo non muore mai, il tempo corrode persino i pensieri, i ricordi e la storia stessa… Ed è proprio questo che è successo negli ultimi tre secoli: in pochi conoscono i fatti realmente accaduti che hanno portato alla nascita di quello che oggi chiamiamo il Nuovo Mondo e di quei pochi, soltanto una millesima parte è in grado di ricostruire con certezza gli eventi temporali delle ere ormai passate.
La maggior parte di coloro che ebbero la fortuna (o la sfortuna) di sopravvivere al Grande Disastro, hanno taciuto le vicende di quel fatidico 2052, forse per paura di rivangare il passato, per tentare di dimenticare… O più probabilmente perché si erano rassegnati a dover sopravvivere in quello che ad oggi è il capitolo più buio della storia dell’umanità.

Scordatevi le immense metropoli brulicanti di vita, le strade trafficate, i tanto amati servizi pubblici, orologi che dettano l’ora come imponenti sovrani ad ogni angolo delle strade. Scordatevi di smettere di lottare giorno per giorno anche solo per poter addentare un boccone di pane rinsecchito, di smettere di scappare dalla follia delle persone più meschine che popolano il nostro malato pianeta.

Soltanto una cosa deve rimbombare nelle vostre cervella come un martello pneumatico.

Soltanto una parola…

… Sopravvivenza.

Il Mondo di Nameless Land
L’anno è il 2352 e trecento anni sono ormai passati da quando un’organizzazione conosciuta con il nome di #R.O.O.T., pose fine al mondo così come noi tutti lo conosciamo, tramite violente esplosioni nucleari e testate EMP. L’intento dei suoi membri, da tempo radicati nelle strutture portanti dei più potenti ordini mondiali, era quello di ricreare un mondo nel quale avere il totale controllo della tecnologia, che da tempo stava già corrodendo la società dell’uomo. Ma nemmeno loro seppero adattarsi a ciò che era diventato il pianeta: corrotto, senza speranza, senza alcuna via d’uscita… Fu così che lentamente, il #R.O.O.T. cessò di esistere.
L’ambientazione di Nameless Land vede quindi un classico scenario Post-apocalittico di cupa desolazione e costante paura, in cui la tecnologia è un bene fra i più rari, che si unisce ad una massiccia caratterizzazione dei luoghi e delle bizzarre città grazie alle quali questo ottiene numerose sfaccettature: i Quattro Continenti, ognuno con le loro numerose Capitali, portano avanti la loro esistenza grazie alle più disparate forme di commercio e sostentamento nate dopo il Grande Disastro, come l’estrazione di nuovi materiali quali il Carbotone, la massiccia produzione di armi della Fornace, i venditori di Fluidi Mutageni dell’est e via dicendo. Dal momento in cui molto tempo è passato dal Grande Disastro, l’uomo ha avuto modo di adattarsi alle ostilità del Nuovo Mondo, imparando a conoscerlo e a sfruttare la sua ormai devastata superficie. Grazie a questo, ogni luogo conosciuto è caratterizzato da un suo clima, una sua particolare struttura geologica, creature e bande che vi si possono trovare, luoghi di interesse, avamposti di commercianti ed insediamenti fra i più conosciuti, zone pericolose e tratte sicure… Ma conoscere tutto ciò non significa poter andare tranquillamente a zonzo per il Nuovo Mondo incuranti dei pericoli che vi si possono trovare: bestie ed esseri mutanti di ogni genere, condizioni atmosferiche in costante cambiamento, radiazioni, ricadute di materiale radioattivo, criminali del deserto, distorsioni della realtà di cui tutti hanno un giusto timore (giusto per fare qualche esempio). E la situazione non è certo diversa negli insediamenti, dove la gente uccide, truffa, complotta e architetta piani a discapito dei più deboli per accaparrarsi chissà quale misero bene, dove vengono sfruttate vite umane, stretti patti di amicizia rotti il giorno seguente, dove guerre e conflitti continui vedono nascere e morire decine di insediamenti ogni giorno.
Poi ci sono loro, le Terre Indipendenti, luoghi mai esplorati per i motivi più misteriosi, fra i quali le strane entità che le abitano, che alcuni credono essere uscite direttamente dal ventre dell’inferno.
nameless land armiE come se non bastasse, ci sono cose che persino i viaggiatori più consumati hanno udito soltanto di sfuggita nei racconti provenienti da sperduti sobborghi e bar di quart’ordine: storie in cui si narra di bio-macchine sopravvissute al Grande Disastro e che starebbero formando eserciti di freddi cuori artificiali ed armamenti in grado di spazzare via interi villaggi, storie che parlano di come il #R.O.O.T. non sia ancora svanito ma che anzi si stia riorganizzando per risorgere di nuovo, di forze sconosciute grazie alle quali il mondo cercherebbe di porre definitivamente fine alle sue sofferenze, di città in rovina dotate di vita propria…

Meccaniche di Gioco
Dal punto di vista di approccio del giocatore, Nameless Land è stato strutturato per rendere l’esperienza di gioco il più adattabile possibile: vi è infatti una ricercata semplicità intenta ad adagiare coloro i quali si trovano alla prima esperienza con un GDR, ma al contempo si riscopre in meccaniche avanzate per i giocatori più esperti.
Ricolmo di possibilità, Nameless Land cerca di spaziare in maniera totale sotto tutti gli aspetti che riguardano la sopravvivenza (sul quale si basa tutto il fulcro del gioco stesso). Vi sarà infatti il controllo su fame e disidratazione del personaggio, che dovrà imparare a dilazionare bene le sue scarse provviste, così come stare at

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