L’evento di gioco di ruolo dal vivo Gosford Park, ispirato al film omonimo e alla serie televisiva Downton Abbey, è stato organizzato il dicembre scorso da Pierpaolo Zoffoli e Glenda Rold in una casa di campagna a Russi, nel cuore della Romagna tra Ravenna, Faenza e Forlì. Lo scenario sulla base del quale è stato organizzato il live è opera dell’autrice romana Silvia Brunati. In questo articolo voglio descrivere la mia esperienza a questo live, naturalmente personalissima e legata al mio soggettivo punto di vista di giocatore.

GosfordPark_servituÈ domenica 16 dicembre: dopo le spiegazioni e le raccomandazioni di rito, ci si tuffa nell’Inghilterra di inizio Novecento. Siamo nella magione di campagna dei Morlington, teatro elitario della più alta politica del regno di Edoardo VII.

Il primo impatto potrebbe fare storcere il naso ai puristi del realismo. Nulla balza all’occhio in maniera eccessiva o vistosa, ma la sospensione dell’incredulità viene messa a dura prova da alcuni particolari moderni: bicchieri di plastica, stufetta elettrica, capi di abbigliamento non propriamente d’epoca.

È un aspetto che, tutto sommato, si rivela secondario. La resa estetica è garantita dai costumi ricercati dei partecipanti e dalla splendida location, vera casa di campagna in pietra a vista, che dà modo agli organizzatori di ottenere un’atmosfera unica: l’aria carica di umidità, il freddo dicembrino, il tepore emanato dal camino acceso e dalla stufa a legna, i cigolii delle porte. Se si chiudono gli occhi pare davvero di essere nella periferia londinese di un secolo fa.

GosfordPark_invitatiAltro grande merito dei narratori sta nell’esser riusciti a mescolare assieme giocatori di ruolo più o meno esperti, neofiti, e anche veri e propri attori: il meccanismo di gioco, che divide i partecipanti in due gruppi distinti ma connessi, dona molta giocabilità all’evento ed è quasi impossibile rimanere in un angolo senza niente da fare – vero incubo di chi si avventura per la prima volta nel mondo dei giochi di interpretazione e di chi organizza questi ultimi.

Si alza il sipario. Lords e ladies si ritirano a discutere di affari e politica, mentre i relativi camerieri si ritrovano nelle stanze predisposte alla servitù. Si roda l’utilizzo del “voi” e si scambiano le prime battute per rompere il ghiaccio, improvvisando discorsi improntati sull’attualità di cento anni or sono. Qualcuno si lancia nella preparazione del tè delle cinque, accompagnato da dolci; qualcun altro si premura di non lasciare i fuochi senza la giusta quantità di legna. Bastano pochi dialoghi per capire l’enorme quantitativo di non detto: si ha la sensazione che in tanti potrebbero riferire molto di più su loro stessi e sul perché si trovano lì, ma il tutto è ammantato da una cappa impenetrabile di cortesia e menzogne.

GosfordPark_famigliaMorlingtonL’innesco narrativo  getta preoccupazione sui nobili: è necessario abbandonare i convenevoli e iniziare a parlare con le giuste persone per ottenere favori o per cercare la verità sul mistero che ha avvolto Gosford Park, con l’aiuto insostituibile dei propri servitori. Tendendo le orecchie e gettando occhiate si riesce a comprendere meglio ciò che si cela dietro le allusioni, le frecciate e le domande, ma bisogna scegliere bene dove indirizzare le proprie attenzioni, pena l’essere travolti dalla sempiterna ipocrisia educata che contraddistingue tutti gli ospiti. È un crescendo di tensioni fino al rendez-vous finale, dove le accuse e le ingiurie di chi persegue i propri interessi trovano libero sfogo, assieme ai ragionamenti e alle deduzioni  di quelli che, fra un sorso di tè e un paio di biscotti, si sono avvicinati alla soluzione del caso senza farsi prendere dagli intrighi e dai complotti di casa Morlington.

Finale a sorpresa all’altezza dello svolgimento!

Gilles Zalambani

L’autore di questo articolo

Gilles Zalambani, romagnolo, non calcava le scene dei giochi di ruolo dal vivo da molto tempo, cosa che può influire parecchio sui suoi giudizi, specie per chi adora questa attività.

A proposito dell'autore

Andrea Castellani, organizzatore di eventi di gioco di ruolo dal vivo dal 2002, ha presieduto nel corso degli anni alcune associazioni ludiche, ha co-fondato il convegno annuale Larp Symposium e ha curato l’edizione dei libri a esso collegati. Ha creato più di venti live ed è stato coinvolto nell’organizzazione o nella scrittura degli scenari di decine di altri.

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