Storie di immaginaria Realtà: Minority Report

La notizia che prenderemo in esame quest’oggi di “immaginario” ha oramai ben poco e potrebbe, anzi, divenire estremamente “reale” in un futuro forse troppo vicino.

Ma partiamo con ordine…

Molti di voi avranno visto (o ricorderanno), il film di Steven Sbielberg che si intitolava proprio Minority Report, per chi invece non sa di cosa parli la pellicola ne traccio brevemente la trama:

minority_report

Nella Washington del 2054 esiste una nuova unità di polizia, La Precrimine. Tale divisione ha raggiunto un risultato straordinario, eliminando la più distruttiva delle azioni dell’ essere umano, l’ omicidio. Sono stati scoperti infatti tre individui (i Precognitivi o PreCog), dalle caratteristiche uniche, ovvero con il potere di poter (pre)vedere in sogno, il futuro compimento di qualsiasi assassinio. John Anderton è a capo della sezione operativa della Precrimine, ruolo a cui si dedica con morbosa ossessione, avendo provato di persona, il significato del perdere qualcuno di caro. Il trauma del rapimento del figlio anni addietro, è una ferita indelebile nell’ animo dell’uomo, una ferita che lo divora incessantemente portandolo a cercare sollievo nell’ utilizzo sconsiderato,di sostanze stupefacenti. precog_1L’intero sistema è messo sotto sorveglianza alla vigilia del passaggio su rete nazionale,”L’ infallibilità al 100%” è la regola che il congresso richiede categoricamente prima dell’attivazione su tutto il territorio Americano, del sistema di arresto e detenzione che spetta a coloro che sono riconosciuti colpevoli del “futuro assassinio” di un altro individuo. La perfezione del metodo Precrimine vacilla, nel momento in cui viene visto come prossimo assassino lo stesso John Anderton, che di li a pochi giorni sarà ritenuto colpevole della morte di una persona che non conosce, tale Leo Crow. L’agente di polizia intraprenderà una lotta contro il tempo alla ricerca di una possibile via di fuga, alla disperata conquista del proprio “Rapporto di Minoranza”, cioè di quella possibilità, finora celata, per cui il soggetto della previsione disponga di un futuro alternativo e decida quindi di non commettere l’ omicidio. La presenza del suddetto rapporto, implica una falla nel sistema e quindi la sua inadeguatezza come metodo di prevenzione. Centinaia di soggetti e lo stesso Anderton  potrebbero essere stati accusati ingiustamente, mentre altri agiscono nell’ ombra.

prigionieri

Tale film , basa le sue fondamenta sull’ omonimo racconto del visionario scrittore Philip K. Dick.

Ed ora dopo questa sostanziosa premessa, veniamo a noi!

L’università di California di Los Angeles (UCLA), sembra ad oggi aver sviluppato un algoritmo in grado di calcolare e di anticipare, le possibilità che avvenga un crimine in un determinato luogo con un notevole margine di anticipo. Lo studio portato avanti dal professor Jeff Brantigham e stato testato in alcune città americane (tra le quali Vera Cruz e la stessa L.A.), ed è al momento al vaglio in Inghilterra, con, almeno all’ apparenza, un significativo successo ( si arriva fino al 30% di reati in meno all’ interno dell’area presa in considerazione). Niente di sovrannaturale quindi, stiamo “semplicemente “ parlando dell’elevatissima capacità di calcolo di un computer in cui vengono inseriti una spropositata mole di dati. L’ esperimento nato come l’interazione accademica tra un antropologo ed  un criminologo, sembra abbia superato le più rosee aspettative. La messa in pratica del programma computerizzato ha portato al pattugliamento preventivo delle aree ritenute sensibili indicando un successo parziale decisamente apprezzabile. L’utilizzo che viene fatto dei calcoli non è quindi al livello repressivo come nella citata pellicola, ma si attesta sulla linea dello scoraggiamento, condotta, almeno al momento, inoppugnabile.

Ma questo naturalmente è solo l’inizio! La strada che si è appena intrapresa ( e che personalmente trovo molto più simile al concetto di Psicostoria descritta dal signor Isaac Asimov nel suo Ciclo della Fondazione), pone prepotentemente nuovi interrogativi all’ orizzonte. Può essere realmente scritto il nostro comportamento all’ interno di complesse equazioni matematiche? Siamo davvero così prevedibili? Cosa potremmo, magari tra qualche anno, essere in grado di calcolare con ampio margine di anticipo? Ed a livello etico fin dove può spingersi il controllo sull’ individuo?

Al momento non esistono delle risposte certe, così come certo non possiamo ritenere il nostro futuro… Almeno non ancora. Il divario tra fantascienza e realtà si assottiglia di giorno in giorno, possiamo ritenerci pronti?

Consigli per avventure:

Sinceramente parlando al momento sono ancora in una fase di assimilazione e studio della possibile innovazione introdotta dalla freschissima notizia. In questo articolo parliamo della sempre più stretta interconnessione tra macchine e uomo, tra scienza e società. Suggerirei quindi di introdurre questi elementi all’interno di campagne che hanno come sfondo un contesto contemporaneo o futuristico:

Mondo di Tenebra: L’anticipazione di un crimine, avvicinerebbe gli umani alla scoperta che esiste una altro mondo, nascosto nell’oscurità? E questa rivelazione che tipo di contromisure provocherebbe? Potrebbe il programma essere connesso con le influenze del Mondo Superno? La risposta è… Perche no?

Conspiracy X: Una variante di origine ignota del programma potrebbe apparire improvvisamente all’interno della rete informatica di un’agenzia segreta o addirittura del mondo, da dove viene? E chi ne è l’artefice?

Lascio molti interrogativi, confidando nelle vostre capacità di ideatori di storie, io nel frattempo mi mento di tutte le mie marachelle!

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