CopertinaEra solo questione di tempo, e poi sarebbe toccato a questo manuale, col quale tra le altre cose chiudiamo la nostra escursione nel mondo dei giochi di ruolo creati, ispirati e tratti dal mondo dei librigame della famosa e ammuffita casa editrice “EL”. Abbiamo iniziato questo viaggio presentandovi Sortilegio, poi è stata la volta di Dungeoneer, la settimana scorsa vi ho parlato dei Cavalieri della Montagna Bianca, che tra tutti quanti a mio parere appare come il gioco di ruolo che maggiormente trasuda da tutti i pori l’aria che si respirava quando si affrontavano i nemici dei vari librigame. Ringraziamo quindi la community di Librogame’s Land per aver dato spazio sui loro server a questi prodotti che potrete trovare a questo link compreso Kata Kumbas Redux.

Innanzitutto per quei Master e per quei giocatori che hanno abbastanza decadi sulle spalle vi informo che non sto per mettermi a segnalarvi Kata Kumbas, uno dei primi gdr usciti in Italia edito proprio dalla EL, ma di una sua versione appunto “Redux” creata e rilasciata completamente free dagli autori Marco BaudrazPutro” e Davide CartaUrsha” che vi consiglio di scaricare in quanto oramai quello edito dalla EL non si trova più, se non alle fiere dell’usato e magari a prezzi non propriamente alla portata di tutti. Inoltre Kata Kumbas Redux ha anche un bestiario che potrete scaricare a parte sempre dal sito di Librogame’s Land, quindi una vera chicca! Ora però procediamo con il resto della segnalazione.

1. Note generali & Ambientazione

Il manuale è un file in versione .pdf di appena 78 pagine, la cui navigazione è resa anche più fluida dal fatto che l’indice è stato reso interattivo, quindi se vi interessa una pagina o un capitolo piuttosto che un’altro potrete arrivare facilmente al vostro obiettivo. Gli autori non hanno semplicemente preso le vecchie meccaniche della precedente versione, ma hanno effettuato un’ampliamento delle regole e aggiunto nuova linfa a un gioco che rischiava di cadere nel dimenticatoio. La lettura risulta scorrevole su due colonne ben delimitate da una grafica semplice e minimale, i disegni che vengono mostrati all’interno del file rimandano immediatamente agli anni ’80, quindi in questo caso posso affermare che l’operazione nostalgia è stata eseguita veramente al meglio. Come si inizia a sfogliare il manuale si può notare immediatamente come il nuovo gdr sia stato rielaborato, ma si appoggi ancora sulle vecchie uscite in quanto Kata Kumbas Redux non usa più il d20, ma il d% con tanto di tabella di conversione, ma questo lasciamolo per il paragrafo sulle regole.

L’ambientazione è la stessa della vecchia edizione, i giocatori vengono scaraventati nel mondo di Rarte (anagramma della parola Terra) durante il loro sonno e verranno accolti da una figura chiamata Guardiano che eseguirà su di loro l’incantesimo dell’integrazione che permetterà loro di avere un minimo di equipaggiamento iniziale e poter utilizzare la magia, così come comprendere la lingua base di Rarte. Come per il precedente manuale che vi abbiamo segnalato la settimana scorsa anche questo ha una corposa parte in cui viene spiegata l’ambientazione, le razze che si possono fare. Gli autori di questa versione Redux, hanno ampliato la parte storica assegnando una nuova datazione al calendario di Rarte calcolandolo dalla fondazione dell’impero di Alessandro e assumendo il fatto che egli abbia cercato di diventare un dio a sua volta come scusante per aver cancellato la Grecia da Rarte, e hanno inserito una guerra tra gli dei prima che essi se ne andassero da questo mondo.

Il mondo di Rarte è quindi un mondo medievale, magico in cui svariate razze vivono e abitano da parecchio tempo, da notare come tutti i nomi di questo gioco siano l’anagramma di paesi che esistano nella nostra realtà. Non vi è solo la mappa, ma una descrizione dettagliata di ogni regno, una tabella con tutte le principali date, insomma la cronologia ufficiale di quanto finora accaduto in questo mondo, ma non è finita qui! Gli autori hanno spiegato i culti maggiori e minori che le varie popolazioni di Rarte adorano. Molto interessante anche perché ai fini della creazione del personaggio è il paragrafo con le caste e le razze di questo mondo. Prima di procedere oltre però voglio spiegare una peculiarità di questo gioco che lo rende unico proprio come quello a cui si ispira questa nuova variante. Una volta che i giocatori arrivano su Rarte nel dormiveglia il ruolo del Guardiano è affidato al Master, che interpreta se stesso addirittura nel gioco, si insomma avrete il vostro diretto Avatar in questo gdr! Non è finita qui, se il gruppo decide di non seguire le indicazioni del Guardiano, e riescono perfino a ucciderlo saranno chiamati col nome di Erranti, inoltre citando direttamente il manuale avranno i seguenti malus:

Queste sono le condizioni di un personaggio errante:
• completare la scheda tirando i dadi
• non appartiene ad una Stirpe e quindi non può scegliere la Casta
• non usufruisce del TdF
• non ha un Segno Celeste
• non può crescere di Consapevolezza
• non può avere facoltà magiche di alcun tipo, usare oggetti magici e sarà sempre vulnerabile alla magia
• non conosce nulla di Rarte
• comprende poco la lingua comune parlata e con molta difficoltà quella scritta

In aggiunta se il Guardiano viene ucciso il Magister dovrà condurre l’avventura in maniera assolutamente impersonale, come se fosse una semplice telecamera sul mondo di Rarte, evitando ogni coinvolgimento con la storia dei personaggi.

Questa fu una vera innovazione per l’epoca!

2. Regolamento del gioco

Illustrazione internaIl regolamento è molto semplice e la creazione della scheda è anche divertente in quanto se il gruppo decide di non uccidere il Guardiano sarà lui che invierà i vari personaggi dai loro futuri maestri i quali insegneranno le basi del mestiere lasciando loro una parte del loro equipaggiamento base! Ovviamente questo procedimento non è possibile se come spiegato prima il Guardiano viene ucciso o semplicemente il gruppo decide di alzare i tacchi e di non star ad ascoltare quel vecchio barbogio… Con ovviamente tutte le conseguenze che avete già letto.

Le caratteristiche segnate sulla scheda sono solo tre Forza, Abilità e Conoscenza, vi sono ben tre modi per distribuire i punteggi: il primo consiste nel distribuire il risultato di 3d100, lanciando 1d100 per ogni caratteristica oppure il Magister assegna un totale di punti da distribuire a seconda del livello a cui vuole i personaggi:

  • uomini normali: 160 punti
  • avventurieri: 220 punti
  • eroi: 280 punti

Fatto questo la scheda si può personalizzare calcolando una reputazione che si basa su cos’ha fatto il personaggio, scegliere il segno zodiacale, decidere eventuali difetti, inibizioni o quali paure soffre il vostro alter ego, scegliere quanto è sbilanciato in ogni tratto della personalità che andrà poi a segnare il profilo comportamentale del proprio personaggio e infine a calcolare i punti ferita e gli altri calcoli di punteggi accessori. A questo punto la creazione guida il giocatore, come se fosse veramente il player di un videogioco e “catapultati” in un bazar dove potranno scambiare di tutto, anche gli oggetti che i loro rispettivi maestri gli hanno donato durante la creazione della scheda. Potreste volere un maiale selvatico oppure una scala da 5 cubiti, oppure ancora più comoda catapulta visto che l’ho citata poco prima! Nessun timore, i maghi imparano alla creazione i loro primi incantesimi, sempre se al guardiano viene lasciato fare il suo lavoro…

E come si capisce come si riesce nelle proprie azioni?

Molto semplice, si lanciano i d% e si deve fare di meno o uguale al valore che si ha sulla scheda, questo implica di base un’azione riuscita, ma non è finita qui. Infatti nel caso in cui si ottenga un risultato pari o inferiore al 10% del valore di riferimento si verifica un “critico”, ossia l’azione riesce nel migliore dei modi, nel caso invece che il risultato sia uguale a 99 o più si verifica un “maldestro”, ossia l’azione fallisce nel peggiore dei modi. Il più importante tra tutti i tiri è il tiro sulla Sanità Mentale (ehi Cthulhu perché ti stai avvicinando? AAAAAAAAAHHH) che viene eseguito quando il personaggio è davanti a un forte stress mentale o vive sulla sua pelle una situazione particolarmente stressante.  Il Combattimento è un po’ più complicato citando il manuale:

Per portare con successo un attacco occorre eseguire un test di controllo sulla Capacità di Combattimento (CdC). Questo valore si determina facendo la media, arrotondata per difetto, tra il valore delle 3 caratteristiche base, aggiungendo il valore di attacco dell’arma/oggetto adoperati, sottraendo il valore di difesa dell’arma/oggetto adoperati dall’avversario e aggiungendo gli eventuali modificatori imposti dalla Casta o da altre condizioni.

Il danno è invece basato sulla forza del vostro personaggio e dipendente dal tipo di arma con la quale stata combattendo, quindi nulla di strano, le meccaniche sono ancora molto intuitive, attaccare o difendere comporta solo un valore differente sul quale ogni combattente in causa dovrà testare i propri d%.

3. Conclusioni

Kata Kumbas Redux è un buon prodotto, rende omaggio degnamente al suo predecessore e ovviamente porta il tipo di gioco a un nuovo livello, lo consiglio quindi a chi non ha mai avuto la fortuna di aver giocato con la vecchia versione, ma anche a chi ci ha giocato giusto per fargli vedere come anche i vecchi giochi, quelli ammuffiti a volte possano ancora dire la loro. Ovviamente vi consiglio di scaricare anche il bestiario che vedrete nella pagina da cui è possibile scaricare anche tutti gli altri giochi di ruolo della community di Librogame’s Land!

Il nostro viaggio nei librogame finisce qui, ma alla prossima settimana aspettateci perché la rubrica continuerà il suo viaggio tra le mete dei gdr free italiani! Buon fine settimana.

A proposito dell'autore

Presidente dell'Associazione Ludica Oltretempo di Castelnuovo Rangone (Mo). A tempo perso gli piace giocare e provare un po' tutti i giochi di ruolo, anche se preferisce quelli italiani. Nel suo passato ha praticato anche un po' di sport quali nuoto, scherma medievale, e ovviamente anche "soffi air"...

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