Parafrasando il titolo di uno dei romanzi più famosi di Philip K. Dick possiamo anticipare che la storia di cui parleremo ora ha qualcosa di incredibile, qualcosa che era stato pronosticato da molti scrittori di fantascienza nel corso degli anni e che ora sembra sul punto di avverarsi:

Il Fatto

I ricercatori di google hanno lanciato nel corso degli anni una serie di applicazioni in grado – teoricamente – di riconoscere gli oggetti e le fotografie che vengono mostrati sul motore di ricerca. Purtroppo l’intelligenza artificiale di google, pur essendo una delle più avanzate al mondo, non è in grado di riconoscere sfumature che per la mente umana sono ovvie.

Facciamo un esempio: Google è in grado di riconoscere una forchetta metallica dell’ikea, ma magari non è in grado di riconoscere come forchetta un altro tipo di utensile che è fatto di un altro materiale, o che ha due denti al posto di tre e così via. Per ovviare a questo tipo di inconveniente sui server da cui Google attinge il suo sapere sono stati caricati migliaia di terabyte di immagini che mostrano il maggior numero di sfumature possibili delle cose, in modo da permettere a Google di riconoscerle. Google è stata dotata di un processore chiamato “Rete Neurale” che dovrebbe mimare il comportamento di base della memoria umana permettendole di associare immagini in modo autonomo e di apprendere dalle associazioni precedenti.

Un risultato mostruosamente inaspettato si ottiene però quando i ricercatori di google invertono la richiesta che fanno alla loro I.A. e le chiedono “Cosa vedi in quest’immagine ?” .

Esempi

I risultati sono pessimi da un punto di vista informatico ed economico, eccezionali se guardati sotto un’ottica più “metafisica”. Google in una foto dell’orizzonte vede decine di torri e pagode, dove ci sono alberi vede edifici, dove ci sono foglie vede uccelli e insetti. Sovrappone le immagini delle sue banche dati a quelle che le vengono proposte e crea interpretazioni personali e psichedeliche della realtà che fanno pensare a certi metodi psicologici per capire come una persona vede la realtà e soprattutto alla fonte in cui nasce la creatività umana.

Andando ancora più a fondo i ricercatori hanno posto a google un’ultima domanda: “Interpreta immagini
casuali, fatte di punti e linee.”

arcobaleno

Queste “interpretazioni” così simili a sogni o incubi della mente umana in stati alterati sono frutto delle centinaia di migliaia di immagini che i server di google hanno immagazzinato ma cosa potrebbe succedere se questo fosse solo un punto di partenza e non un buffo esperimento ? Come possiamo dire che un bel giorno questo vuoto “interpretare basato su immagini prefatte” non diventi qualcos’altro ? Dove finisce la meccanicalità vuota e senza senso di una macchina e dove comincia la creatività tipica dell’essere pensante?

Nel futuro prossimo il limite di ciò che riteniamo umano potrebbe incrinarsi e spostarsi ad una velocità incredibile. Ed ecco finalmente alcuni esempi di avventure che possiamo creare con uno spunto così interessante.

Idea 1 – Cyberpunk

Sfruttare un’ambientazione cyberpunk quando si parla di intelligenze artificiali è praticamente d’obbligo. Che sia Cyberpunk 2020, Shadowrun, Cyberpunk Gurps o One-Dice Cyberpunk, questa tematica è adatta a qualsiasi gioco ambientato in un futuro prossimo e distopico, tra Netrunner e Corporazioni.

Agavir

Immaginiamo che i personaggi comincino la partita sognando di venire uccisi: non importa il come, potrebbe essere un banale incidente ferroviario come una sparatoria sul filo del rasoio tanto cara a questo genere di avventure. Immaginiamo che si risveglino da qualche parte, magari con i sintomi di un fastidioso post-sbornia e solo parte o quasi nulla del loro equipaggiamento canonico. Immaginiamo che nella loro memoria ci sia un buco lungo qualche giorno e che, poco dopo il loro brusco risveglio, vengano inseguiti da strani uomini vestiti di scuro e desiderosi di stordirli e catturarli, sicuramente una forza corporativa di qualche tipo. E immaginiamo che nella loro mente ci sia un impulso a incontrarsi e poi a recarsi da qualche parte, verso qualcosa che si chiama Agavir.

E ora, finalmente, immaginiamo Agavir.
Agavir è una parola armena che vuol dire “Eternità”. La nostra Agavir è un’intelligenza artificiale costruita da una corporazione che si occupa di genetica e medicina il cui scopo originario era quello di clonare le persone partendo da tessuti morti. Agavir è in grado di farlo, ma la legislazione dello stato in cui i personaggi vivono ha bandito una tale mostruosità e ha obbligato i ricercatori a distruggerla. Agavir però è riuscita a trasferirsi in un’altra banca dati o a prendere il controllo del laboratorio in cui si trovava. E da lì ha continuato a fare ciò per cui era stata programmata: Riportare in vita le persone.

Agavir ha riportato in vita i personaggi e lo ha fatto più e più volte. Probabilmente i personaggi facevano parte delle cavie dei primi esperimenti della Corporazione, o forse erano parte del personale. Probabilmente ci sono più copie di loro stessi in giro e alcune di queste saranno pericolose, mentalmente instabili o con gravi difetti fisici. E’ possibile che le copie stiano cercando le altre copie per eliminarle, o per unirsi a loro.

Nel frattempo però, membri di un’organizzazione governativa come l’FBI stanno tracciando le copie cercando di risalire al luogo in cui Agavir e il suo laboratorio si trovino. E saranno continuamente alle spalle dei personaggi.

Cosa faranno i nostri poveri eroi in una situazione tanto scomoda ?

Idea 2 – Sci-fi; Post-Apocalittico

Altri due generi a cui sono cari le intelligenze artificiali, per motivi fondamentalmente diversi: le compagne di ogni giorno nell’universo di viaggi spaziali tipico dell’hard sci-fi e i rimasugli di qualcosa di grande e superbo che ormai è collassato nel post-apocalittico.

Non importa se stiate giocando a Fading Suns, Traveller, Strontium Dogs, Nameless Land o Numenera, la prossima idea fa per voi.

Deus Ex Machina

Immaginiamo un pianeta ostile, isolato, dominato da qualche forma di tirannia oligarchica in cui i pochi stanno bene sulle spalle e sul dolore dei molti. Immaginiamo che questa oligarchia venga scossa da una piccola ma sempre più in espansione setta che segue le parole del “Profeta della Montagna”. Una figura semi-divina che predica il verbo della democrazia, dell’uguaglianza e della parità tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra potenti e deboli. Immaginiamo che questo Profeta abbia sempre l’idea giusta al momento giusto e che le forze della tirannia stiano cercando in ogni modo di trovare ed eliminare questo pericolo per l’ordine pubblico.

Ora immaginiamo questo “Profeta della Montagna”. Il nostro profeta parla dall’interno di una grotta molto profonda, come una voce divina che viene dalle fessure dietro delle rocce franate. Qualsiasi tentativo di trovarlo sia da parte degli scherani della Tirannia che da parte dei suoi fedeli per ora è stato vano. Immaginiamo che questo Profeta però non sia un essere umano, ma una macchina. Una macchina di un altro tempo o di un altro luogo che predica parole di uomini da tempo scomparsi e che è stata programmata per credere in ideali di democrazia in cui non può più credere nessuno. E immaginiamo che questa macchina, dallo scopo pedagogico o forse programmata solo per raccogliere i dati di un mondo e un modo di vivere che non c’è più si sia prefissata l’obiettivo di far rivivere ciò che conosce, l’unica realtà che riesce a capire ed accettare.

Come possono rapportarsi i personaggi con una creatura del genere ? Cercheranno di distruggere Il Profeta della Montagna per ordine dei potenti ? Lo seguiranno per portare la parola della democrazia e della libertà ? E quando scopriranno che il Profeta non è umano, ma solo un raccoglitore di dati metallico e senz’anima, come reagiranno loro e i vari seguaci del Profeta ?

Utopia o Distopia ?

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Storie di Immaginaria Realtà - Forse gli androidi sognano davvero pecore elettriche
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A proposito dell'autore

Gattaro, master compulsivo con una passione per qualsiasi cosa possa vagamente avvicinarsi al gioco di ruolo, lettore bulimico che si riduce a leggere il retro delle confezioni di colgate se non ha nulla sotto mano, ciarliero e spesso fastidioso, terribilmente allergico agli idioti.

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