Oggi la nostra rubrica “Storie di Immaginaria Realtà” vi porterà in un viaggio nel tempo e nella musica, alla scoperta di un luogo molto particolare e dalla storia stravagante. Tutti a bordo allora! Prossima destinazione: La Grange, Texas!

la_grange_storie_immaginaria_realtà_ZZ_TopIl nome vi dice qualcosa? Si? Bene.
Per chi non avesse mai sentito il nome di questa località, vi rinfreschiamo la memoria con una vecchia canzone degli ZZ Top intitolata, appunto, La Grange.

Se questo capolavoro di musica rock-blues del ’73 mancava ancora alla vostra collezione musicale siamo felici di aver contribuito a diffondere un po’ di storia della musica moderna, ma non è per questo video che siamo qui. Siamo qui per quello che sta dietro a questo video e, soprattutto, a questa canzone.

Vi siete mai chiesti di cosa parla? Se si, sapete anche perché proprio in quell’anno? E la storia di quella “baracca fuori La Grange”? Oggi lo scopriremo, perché si tratta di una storia davvero particolare.

Tutto comincia molti anni prima.
Correva l’anno 1844 e l’America era ancora una terra di frontiera dove tutto era possibile, l’epoca del Far West e delle sue leggende. Una di queste leggende riguarda una stravagante ma carismatica signora, si dice fosse addirittura vedova, nota ai suoi contemporanei solo con un soprannome che la dice lunga: Mrs. “Swine”.
Non si sa chi fosse questa persona, sta di fatto che un bel giorno si presentò alle porte di una cittadina dispersa sulle rive del Colorado a sudovest di Austin (Texas) assieme a tre ragazze di New Orleans. Le quattro si insediarono in un albergo poco lontano dal saloon e cominciarono a fare quello che sapevano fare meglio: il mestiere più antico del mondo (e come direbbe Gibbons citando la canzone stessa “you know what I’m talkin’ about”). Gli affari andavano molto spediti e nel giro di pochissimo tempo il quartetto arrviò a mettere insieme abbastanza soldi da comprare l’edificio presso il quale erano ospiti e farne la sede della loro attività.
Mrs. Swine però non era una prostituta qualsiasi. Da brava donna lungimirante e piena di risorse cominciò a stabilire contatti con tutti gli abitanti di spicco della cittadina diventando in breve uno dei personaggi più influenti di La Grange. Questa combinazione di astuzia, sotterfugio ed abilità fu uno dei tratti distintivi non solo suoi, ma di tutte le donne che presero il suo ruolo nel corso dei 130 anni successivi.
Di questo strano personaggio si perdono però le tracce durante la Guerra Civile Americana, quando viene allontanata dalla città per essere sospettata di parteggiare ed essere addirittura una spia degli Yankee nordisti.

Per diversi anni dopo il suo allontanamento non si ha notizia delle altre tre ragazze e del loro destino, ma l’eredità di Mrs. Swine in qualche modo sopravvive.
Nell’anno 1905 apparve sulla scena di La Grange una donna che potrebbe benissimo essere la reincarnazione della vecchia “padrona di casa”: Miss “Jessie Williams” (vero nome Faye Stewart).
Arrivata dalla città di Wamco ad inizio secolo, riuscì a conformarsi in brevissimo tempo allo scenario locale e prese in mano la situazione. Comprò una piccola casa lungo il fiume nel quartiere a luci rosse della città e con pazienza ed un carisma impareggiabile cominciò a seguire le orme di Mrs. Swine allacciando solidi rapporti con le forze dell’ordine e la società locale.
La sua casa di piaceri divenne un luogo di ritrovo prestigioso, spesso definito “the only respectable house on the banks of the Colorado River” (un riferimento al quartiere a luci rosse che sorgeva lungo le sponde del fiume) ed accoglieva spesso personaggi di spicco locali come politici, avvocati e benestanti. Miss. Jessie d’altro canto impediva l’accesso ad ubriaconi e gente molesta per difendere le sue ragazze e la sua reputazione.

Proprio a tale scopo, temendo una “crociata” da parte della comunità religiosa locale, vendette tutti i suoi beni per comprare circa undici acri di terra poco fuori città. Qui costruì con le sue compagne quello che sarebbe diventata la sede definitiva di quello che verrà poi chiamato il Chicken Ranch. Ovviamente cercò di mantenere la posizione esatta del luogo nota solo agli interessati ed il luogo venne semplicemente registrato come una fattoria.
Nel corso della Prima Guerra Mondiale il posto acquisì notorietà per lo strano fatto che le ragazze presero l’abitudine di scrivere lettere ai soldati single del posto che si trovavano sul fronte. Una sorta “strategia pubblicitaria” prima dell’invenzione del marketing.

Da qui in poi le cose si fanno davvero interessanti
Innanzitutto bisogna sapere che lo sceriffo di la Grange dell’epoca, tale Will Lossein, aveva l’abitudine di visitare ogni sera il famoso bordello. Non per usufruire dei suoi servizi, bensì per raccogliere dalla stessa Miss. Jessie tutte le informazioni ed i pettegolezzi sentiti dalle sue ragazze. Pare che molti crimini in città vennero risolti grazie all’aiuto, e certe volte l’intervento diretto, delle ragazze di Jessie.
Mentre lo sceriffo teneva così una stretta morsa attorno ai criminali della città, Miss. Jessie organizzava e gestiva il suo ranch con una fermezza ed una decisione tali da poterla definire un’autentica matrona. Nulla di esotico era permesso alle ragazze e nessuna delle stanze aveva lucchetti. Miss Jessie si occupava personalmente dei clienti più “irruenti” quando sentiva nell’aria il pericolo e il trattamento a base di bastone di ferro sicuramente convinceva i più a non tentare gesti azzardati nella sua casa.

Durante la Grande Depressione degli anni ’20 Jessie fu costretta dapprima ad abbassare i prezzi per riuscire a tirare avanti, ma quando la crisi si fece più grave e le sue ragazze cominciarono a patire la fame ebbe un’idea brillante! Adottò una misura estrema. Cito testualmente: “one chicken for one screw.” Nel giro di poco c’erano galline ovunque, dando così al posto il suo nome tanto caratteristico di Chicken Ranch.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale il posto divenne uno dei motori trainanti dell’economia locale e permise alla città di uscire dalla crisi economica con incredibile rapidità.
Nel 1946 il nuovo sceriffo della città, T.J. Flournoy fece addirittura installare una linea telefonica diretta tra il suo ufficio e quello di Miss. Jessie per poter continuare la tradizione iniziata dal suo predecessore di ottenere informazioni tutte le sere.
Nonostante l’età (settant’anni) Miss. Jessie continuò a comandare la casa con la sua bacchetta di ferro per tutti gli anni ’50 nonostante fosse ridotta in sedia a rotelle dall’artrosi.
Morì a casa di sua sorella a San Antonio nel 1961 all’età di ottant’anni.

Nel 1982 uscì nelle sale cinematografiche un film ispirato a questa storia: "il più bel Casino del Texas"

Nel 1982 uscì nelle sale cinematografiche un film ispirato a questa storia: “il più bel Casino del Texas”

La sua erede fu Edna Milton che prese in mano l’attività nel 1952 a soli ventitré anni.
La giovane Edna si rivelò una scelta azzeccatissima e dimostrò in breve di aver imparato tutto dalla sua leggendaria mentore. Innanzitutto ne condivideva l’estremo rigore: tutte le ragazze erano segnalate (lo sceriffo aveva un campione delle impronte digitali ed una foto segnaletica di tutte) e prima di poter cominciare a lavorare venivano sottoposte a controlli medici da ripetere settimanalmente per garantire la salute loro e dei clienti. Addirittura il background delle candidate veniva esaminato grazie alla rete di contatti accuratamente costruita da Jessie. Queste misure permisero allo sceriffo di identificare diverse fuggitive e fecero guadagnare rispetto e status alla particolare attività. Edna riuscì a sfruttare addirittura i tentativi di infiltrazione criminale nella sua attività a suo vantaggio, permettendo alle autorità locali di incastrare e catturare molti ricercati del posto. Grazie alla testardaggine ed al forte spirito di indipendenza delle sue proprietarie tutti i tentativi della malavita di impossessarsi del posto furono vani.

Il prestigio del posto però fu anche la sua condanna.
Mancando la discrezione che aveva caratterizzato le precedenti gestioni e dato il costante miglioramento nell’efficienza delle forze dell’ordine e nelle tecnologie di controllo fu solo una questione di tempo prima che gli affari del Chicken Ranch vennero a galla. Nel 1972 il Dipartimento per la Sicurezza Pubblica del Texas tenne sotto controllo per due giorni il ranch apparentemente innocuo, registrando 484 entrate (una base militare poco lontano aveva addirittura messo un elicottero a disposizione dei soldati che volevano visitare il ranch). Lo sceriffo locale fu costretto a dare l’ordine ad Edna di chiudere l’attività illecita e quella obbedì… Per qualche mese.

Nel 1973 un giornalista di Huston, Marvin Zindler, cominciò ad indagare sulla strana storia di cui si parlava nella zona di la Grange.
Solo venticinque anni dopo Zindler ammise che la richiesta di indagare veniva dai piani alti delle forze dell’ordine del Texas. Sospettavano che il Chicken Ranch fosse la base operativa di una organizzazione criminale su vasta scala. Perché lui?
Perché il governatore della contea Oliver Kitzman, si era rifiutato di muovere un dito quando gli chiesero di far chiudere quel posto asserendo che “non hanno mai avuto indicazioni che in quel luogo qualcuno avesse problemi con la legge.” Inoltre molti dei suoi elettori avevano solo interesse (personale ed economico) che il ranch rimanesse aperto. Persino lo sceriffo Flournoy si rifiutò di indagare, negando tutte le accuse nei confronti di Edna Milton.
Nonostante tutti i sospetti riguardo al Chicken Ranch (criminalità organizzata, corruzione ecc.) si fossero rivelati infondati, venne dato l’ordine di cessare immediatamente l’attività illecita. Flournoy comunicò in una breve telefonata con Edna che lei non era più autorizzata ad operare e che era finita. Dopo la chiusura lo sceriffo stesso si presentò dal governatore del Texas con una petizione a favore della riapertura del Chicken Ranch sostenuta da oltre 3.000 firmatari.

Edna se ne andò in grande stile, lasciando solo una scritta di “ringraziamento” a Zindler su uno dei muri del ranch. Morì a Phoenix in Arizona il 25 febbraio 2012 all’età di 82 anni.

A volte le storie più incredibili si nascondono dove meno te l’aspetti.

“Rumor spreadin’ a-‘round in that Texas town
‘bout that schack outside La Grange…”

ed ora… parola agli ZZ Top!

Storie di Immaginaria Realtà: la strana storia di quel posto vicino a La Grange...
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A proposito dell'autore

Giocatore di ruolo e master da diversi anni, coltiva la passione per il GdR fin dall’adolescenza quando, ancora ignaro del grande mondo che stava dietro al suo hobby, si rifugiava settimanalmente nella cantina di un amico a giocare a D&D con altri quattro gatti.
Nel bene e nel male ora è un po’ più consapevole di quel vasto universo che è il GdR, e questo anche grazie a GdR Italia.
A tempo perso scrive racconti fantasy e di fantascienza.
Ogni tanto suona anche il basso.

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