I Virus, parassiti obbligati tanto piccoli e tanto spaventosi da risultare per le nostre coscienze sociali più spaventosi di un mostro armato d’ascia o di un grosso t-rex, sono da anni al centro dell’immaginario collettivo di scrittori, autori e registi e sono stati usati spesso come l’immaginario motore immobile alla base di molti film catastrofici, horror o d’azione. Basti pensare a Resident Evil e al suo T-Virus, alla Cosa o al recentissimo the Walking Dead.

Ma cosa succederebbe se un grande e terribile virus del passato si risvegliasse davvero ?

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I Fatti

Nei primi di settembre un gruppo di ricercatori americani ha scoperto un antichissimo virus, rimasto sigillato per più di trentamila anni sotto il permafrost siberiano. Prontamente ribattezzato Mollivirus Sibericum, dai primi studi è emerso che questo virus è enormemente più grande rispetto alle sue controparti odierne e infinitamente più complicato. Solo per fare un esempio basti pensare che il Mollivirus possiede più di 500 geni diversi, mentre l’Influenzavirus A non ne possiede più di 8.

Dopo la scoperta si sono succeduti numerosi studi, che hanno permesso di scoprire come il Mollivirus non sia in grado di infettare esseri umani, ma solo amebe e altri organismi monocellulari. La più inquietante delle scoperte però è stato il fatto che il Virus, il cui codice non era danneggiato, potrebbe tornare in vita se solo entrasse in contatto con il suo ospite naturale, con la sua preda. Gli scienziati hanno deciso quindi, con il permesso del CDC americano, di provare a resuscitare il virus e osservare il modo in cui attacca e distrugge le Amebe, in modo da avere una conoscenza più grande dei modi di riprodursi dei virus di un’era così lontana da noi.

Il Mollivirus non è il primo tipo di Virus preistorico ritrovato da team di scienziati, per la precisione è il quarto fin dal 2003, tutti ritrovati in zone di antichi ghiacciai in procinto di sciogliersi. Il più complesso di questi è il Pithovirus Sibericum, simile al Mollivirus ma con ben 2.500 geni, anche questo ha come ospite preferenziale le Amebe.

La preoccupazione principale degli scienziati è che con il continuo sciogliersi dei ghiacci e con l’esplorazione mineraria che si spinge sempre più in profondità sia sempre più probabile l’incontro con un virus in grado di attaccare anche la razza umana e, secondo autori di notevole importanza come Jean-Michel Claverie, il pericolo non deriverebbe tanto da antichi mostri preistorici come il Mollivirus Sibericum, quanto da stralci meno recenti di malattie che hanno seminato morte e distruzione tra gli esseri umani, come per esempio il vaiolo, trovato addirittura in grado di infettare ancora all’interno dei polmoni di una donna seppellita tra i ghiacci dell’Alaska più di duecento anni fa.

Nel futuro prossimo l’umanità potrebbe trovare a scontrarsi davvero con un pericolo atavico e invisibile come quello di un virus emerso dalle profondità del tempo. E allora le cose potrebbero mettersi davvero male.

E ora, finalmente, un paio di idee per sfruttare il Mollivirus e i suoi parenti come spunto per avventure.

Idea *1 
Mondo di Tenebra

Un mondo così simile al nostro da risultare una fotografia lievemente più scura ai bordi della realtà non può che essere un ottimo punto di partenza per uno spunto come questo. Il tenebroso mondo della White Wolfe può essere sostituito facilmente da quello di Shadowrun o di Call of Cthulhu, curandosi di dargli delle sfumature ora più oscure e ora più fantasy.

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Draugr – Colui che cammina dopo la morte

Tardi anni ’90, un team di scienziati viene inviato a recuperare un’antica nave vichinga trovata quasi completamente intatta all’interno di un fiordo riparato e scoperto solo di recente. Il mittente è una corporazione farmaceutica, la Farmatech, che spende parte dei propri introiti in beneficenza a fini storici e sociali. I personaggi fanno parte della squadra di recupero, un grande team composto da parecchie decine di persone ed equipaggiato di tutto punto e, nel giro di pochi giorni, il team riuscirà a mandare le prime persone all’interno del relitto.

Immaginiamo un relitto pieno di bottino proveniente dalle parti più lontane del mondo: monili di foggia così strana da poter essere aztechi, spade in ferro così finemente decorate da poter essere appannaggio solo dei più grandi guerrieri e soprattutto tanti, tanti corpi mummificati e in ottimo stato di conservazione. Proviamo a immaginarci i primi esami delle autopsie, la scoperta del fatto che non tutti i corpi sono di etnia nordica ma sembrano esserci anche prigionieri mesoamericani tra loro.

E ora immaginiamo che dentro questi corpi così antichi ci sia qualcosa che sopravvive, qualcosa che vuole entrare all’interno di nuovi ospiti e ricominciare a esistere, a spargersi. Questo qualcosa è infettivo, è in grado di saltare da corpo a corpo e rende le persone folli burattini psicopatici, mossi da una volontà antica e terribile.

Cosa c’era dentro questi corpi ?
– Un anziano Tsimiske a cui basta una sola goccia di sangue per trasferire parte della sua coscienza dentro qualcun altro ? O un Malkavian ?
– Una maledizione azteca, lanciata da un sacerdote catturato e portato così lontano dalla sua casa ?
– O forse solo una semplice malattia scomparsa, che veniva dal passato e che ora è pronta a mietere altre vittime. Senza motivazione, senza ragione, se non la semplice riproduzione di se stessa all’infinito. Così aliena e così umana contemporaneamente.

Idea*2
Over The Edge

Un altro mondo simile al nostro, ma in cui le differenze stridono molto più contro le similitudini. Un mondo in cui la pazzia è la normalità e in cui anche un Dio Norreno potrebbe trovarsi sul lettino dello psicanalista di un allievo impazzito di Freud. Ci sono molti giochi Weird che possono fare al caso vostro per una partita del genere, io mi sento di consigliare Over the Edge per la sua essenza unica ed eleganza molto rara da trovare in un gioco così sopra le righe.

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The Cult of Self

Una nuova religione, basata sull’affermazione di se stessi in perfetta comunione con le forze della natura si sta spargendo in giro per il mondo. I suoi seguaci sono i “Selfers” coloro che venerano se stessi e la loro capacità di produrre una musica che solo loro sentono in perfetta armonia con la natura del creato. Dopo essere entrati all’interno del culto le persone si sentono meglio e si distaccano dai loro precedenti impegni, dedicandosi alla ricerca del sé e non più ai vecchi valori. Famiglia, lavoro, amici, vengono tutti dimenticati.

I personaggi sono stati danneggiati dai Selfers. Hanno visto “impazzire” di fervore religioso qualcuno che gli era vicino: madri, padri, figli, sorelle o fratelli, amici e chi più ne ha più ne metta. E i personaggi vogliono vederci chiaro. Probabilmente penseranno che si tratti solo dell’ennesima scientology che con metodi non ortodossi deruba le persone dalla propria ricchezza e le allontana dalla propria famiglia, oppure temono che possa essere qualcosa di ancora più oscuro, come una di quelle sette che finirà in suicidio di massa.

La verità è molto peggiore.

Il Cult of Self è in realtà un virus, di origine aliena, in grado di inibire le menti degli esseri umani e portarli esclusivamente verso il pensiero teorico e la soddisfazione dei propri piaceri trascurando tutto il resto. Il Virus si trasmette tramite rapporti sessuali e la promiscuità della società e della setta ha fatto in modo che ci fossero migliaia di vittime e poi decine di migliaia.

Cosa faranno i personaggi dopo aver scoperto questa verità ?
Lotteranno fino alla fine contro un culto che sembra ignorato dai poteri forti e che probabilmente è già arrivato fino ai vertici di molti poteri politici ?
O si arrenderanno, usando l’antico motto “Se non puoi batterli, unisciti a loro!” in un’orgia di eterno oblio ?

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A proposito dell'autore

Gattaro, master compulsivo con una passione per qualsiasi cosa possa vagamente avvicinarsi al gioco di ruolo, lettore bulimico che si riduce a leggere il retro delle confezioni di colgate se non ha nulla sotto mano, ciarliero e spesso fastidioso, terribilmente allergico agli idioti.

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