Tornato in grande stile sul podio del gioco di ruolo più diffuso, Dungeons&Dragons ottiene un riconoscimento non da poco.

The Strong, il Museo Nazionale del Gioco, ha inserito D&D nella Toy Hall of Fame: una ristretta lista di giochi (al momento 62) da ricordare per la loro importanza e valore.

“È stato rivoluzionario (groundbreaking).”

(Nicolas Rickett, curatore del museo The Strong)

 

Ora D&D siede sul podio insieme a giochi come Twister, dopo aver battuto nomi del calibro dei Transformers e di Uno.

A convincere i curatori della Toy Hall of Fame è stato l’enorme impatto che ha avuto D&D, sia nell’immaginario collettivo, sia nel concetto stesso del gioco. In parole povere: è stato un’idea nuova e innovativa. Quarantadue anni dopo, quest’importanza è stata degnamente riconosciuta.

Many players enjoy Dungeons & Dragons today, and some true fans have been involved in a single ongoing game, or campaign, for years. And what are some of the game’s virtues? Players must communicate and cooperate with each other during play. They must read complex manuals, tell good stories, calculate tricky probabilities, and solve mind-bending problems, ultimately leading to creative thinking and teamwork. But—just ask any player—the game is also fun! Parents, scholars, and teachers all agree that the basic social aspect of Dungeons & Dragons improves socialization skills and helps to strengthen and cement friendships. The game allows older children and adults to play in a fantasy setting, not unlike the imaginative and pretend play of young children. Dungeons & Dragons led the way to a completely new, multifaceted, and fantastic kind of play. This innovation, besides all the game’s other merits, earns it a place as a 2016 inductee to the National Toy Hall of Fame.” (Nicolas Rickett)

Dungeons&Dragons nella Toys Hall of Fame
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A proposito dell'autore

Lavos-D

Lavos-D è un illithid colmo di bontà e di dolcezza, che distilla interamente nei suoi favolosi dolci: per questo non gliene resta più quando scrive i suoi acidissimi articoli. Il suo motto è provare qualsiasi gioco esistente, sennò non lo si può criticare. Quando il suo eterno ruolo di master gli lascia tempo libero lavora a GdRITalia in veste plurima di pasticciere ufficiale, redattore, editor, (re)censore, traduttore in seconda e spalla comica a tempo perso. Da quando si è autoproclamato sommo sacerdote del Grande Cthulhu si è montato la testa e non ci si ragiona più.

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