Non è passato nemmeno un mese dalla scomparsa di Joe Dever che ci ritroviamo a salutare un altro mito degli anni ’80. Anche Carrie Fisher, l’indimenticabile Principessa Leia Organa, è morta.

Anche lei all’improvviso; anche lei a sessant’anni; anche lei dopo aver appena ripreso in mano il ruolo che le aveva dato fama imperitura; anche lei lasciando un vuoto nel cuore dei fan che non avevano mai smesso di amarla.

Luke e Leia

E anche lei dotata di quel fine umorismo che porta a non prendersi troppo sul serio.

Inutile parlare di quanto Guerre Stellari (o Star Wars, se siete esterofili) sia stato un fenomeno di costume. Ricordiamo invece quanto peso ebbe il personaggio di Leia, il primo ruolo importante di Carrie… e purtroppo l’unico.

Leia era una principessa. Una principessa con un blaster in mano, pronta alle scene d’azione. Soprattutto era una principessa che fa un’entrata in scena memorabile. Di fronte a lei, Darth Vader: enorme, misterioso, terribile, con il pubblico del 1977 assai poco smaliziato che si chiede che cosa sia questo colosso senza volto. E poi Leia: minutissima (1,55 m), con una buffa pettinatura e un viso da bimba, che gli risponde per le rime senza mostrare la minima paura.

Un personaggio femminile molto più forte di qualsiasi altro protagonista del film.

 

vader_leia

Mezzo metro di differenza, ma lo guarda dritto negli occhi.

Un personaggio all’epoca unico, che diede il via a personaggi femminili reali e competenti, forti almeno quanto gli eroi maschil a cui si affiancavano. Sì, Leia finisce prigioniera in tre film su tre, ma chi mai può definirla una damigella in pericolo? Spara, pilota, tiene testa all’essere più pericoloso della Galassia, tutto a 19 anni, mentre Luke coltiva funghi sui vaporatori.

Mica storie.

Ma gli intenditori la ricordano soprattutto per Blues Brothers. Con un altro fucile in mano!

Ma gli intenditori la ricordano soprattutto per Blues Brothers.
Con un altro fucile in mano!

 

Il suo unico ruolo famoso, appunto. La vita professionale di Carrie non ha avuto altrettanta fortuna, nonostante fosse figlia d’arte…o forse anche per quello. Con seri disturbi bipolari, finì ben presto nel giro di alcool e droghe che nella Hollywood dell’epoca circolavano come mentine, compromettendo la sua carriera. Questo non le impedì di diventare sceneggiatrice, scrittrice e altro ancora, sempre con la consueta lucidità per analizzare se stessa.

Certo, il pubblico la ricorderà per sempre come la principessa Leia. Certo, buona parte del pubblico la ricorderà soprattutto come Leia con indosso il famigerato bikini metallico, che catapultò per sempre tanti ragazzini fuori dall’infanzia. Quel bikini metallico che voleva indossare per dare una svolta più sexy al suo personaggio e sul quale non finì di riderci su per tutta la vita. O, come diceva lei stessa in un’intervista, “Era rigido e quando mi chinavo in avanti si vedeva attraverso fino in Florida!“.

Ma la principessa, e l’attrice, sono sempre stati molto di più. Non proprio una bellezza classica, priva dei lineamenti che hanno fatto la fortuna di altre colleghe, eppure che “bucava” lo schermo con la sola presenza.

Ma è riuscita a terminare le riprese dell'ottavo film

Ma è riuscita a terminare le riprese dell’ottavo film.

Il cast di Guerre Stellari la ricorda invece con grandissimo affetto. Sono lontani i tempi de Il Ritorno dello Jedi, in cui la troupe doveva fare i salti mortali per far arrivare Carrie lucida e sobria alle riprese. Come accade a chi si è imbarcato insieme in una grande avventura, Mark Hamill, George Lucas e Harrison Ford hanno solo buoni ricordi di quella ragazza giovanissima dal sorriso disarmante e dagli occhi brillanti.

Persino per C-3PO.

E un sorriso persino per C-3PO.

Proprio l’anno scorso, Carrie Fisher aveva pubblicato su Twitter una raccolta di fotografie in bianco e nero, scattate durante le riprese di Episodio IV: Una Nuova Speranza, che all’epoca era solo Guerre Stellari. Il vecchio cast lo aveva accolto con un misto di nostalgia e piacere. Su tutti spiccava proprio la presenza di Carrie. Forse non bella in senso classico, ma con tutto lo splendore dei suoi vent’anni, con il sorriso di chi si è imbarcato nell’avventura di una vita.

 

 

 

 

Carrie Fisher non è stata la creatrice della Principessa Leia. Semmai dovremmo ringraziarla per aver scritto Sister Act. Ma le ha dato il suo volto e la sua anima, e per quarant’anni ha continuato a essere Leia nell’immaginario di due generazioni di fan. I fan che ora dicono “si è unita alla Forza”.

Magari non è così, ma che importa? Di certo si è unita alla leggenda.

Che la Forza sia con te.

Che la Forza sia con te.

 

In Memoria di Carrie Fisher
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A proposito dell'autore

Lavos-D è un illithid colmo di bontà e di dolcezza, che distilla interamente nei suoi favolosi dolci: per questo non gliene resta più quando scrive i suoi acidissimi articoli. Il suo motto è provare qualsiasi gioco esistente, sennò non lo si può criticare. Quando il suo eterno ruolo di master gli lascia tempo libero lavora a GdRITalia in veste plurima di pasticciere ufficiale, redattore, editor, (re)censore, traduttore in seconda e spalla comica a tempo perso. Da quando si è autoproclamato sommo sacerdote del Grande Cthulhu si è montato la testa e non ci si ragiona più.

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