L BARONE DI MUNCHAUSEN

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Un gioco di: James Wallis, con l’ausilio di Derek Pearcy e Michael Cule,
Tradotto da: Giacomo Sottocasa
Edito dalla Rose & Poison,
Pagine 24; Prezzo 7,75 Euro

“Il nome del Barone di Munchausen è uno di quei nomi che difficilmente hanno bisogno di presentazioni ad ogni livello della società. Tutta l’Inghilterra – che dico, tutto il mondo – ha risuonato al raccontare e ri–raccontare delle storie delle sue avventure e dei suoi atti di grande eroismo. Taluni guardano ai suoi racconti come esagerazioni o millanterie, taluni li vedono come favole o metafore; ma vi sono ancora alcuni che credono che esse siano niente di meno della semplice verità, ed io mi conto in quella compagnia.”

-John Wallis, editore di giochi di qualità
Londra, anno 1789 (… se lo dice Lui…)

INTRODUZIONE

Il Barone di Munchausen è una figura a metà strada tra il mito e la realtà, è morto nel 1797, ed è stato il più grande avventuriero e raconteur che il mondo abbia conosciuto. Proprio sulle sue Avventure, siano esse favole o realtà, si basa questo gioco di ruolo, un gioco fuori da ogni schema e lontano anni luce da tutto ciò che abbiamo fin ora visto. “Le Straordinarie Avventure del Barone di Munchausen” è uno dei giochi più stravaganti ed originali che abbia mai letto, l’Autore, James Wallis, si è divertito ad offrire ai suoi lettori non solo un GdR assolutamente unico, tanto da essere la base di un ideale New Style, ma anche un libro divertentissimo da leggere. Tutto il manuale è infatti scritto in prima persona, come fosse una sorta di eredità lasciata ai posteri dal Barone stesso, è lui che spiega le meccaniche di gioco, il suo fine e la sua storia, ed è sempre lui che riempie le pagine di aneddoti, racconti fantastici ed evita di spiegare le parti a suo avviso meno interessanti. In 24 pagine è stato riassunto un intero manuale di gioco; il libretto infatti è completo e chiaro; si legge in poco tempo e presenta ogni possibile soluzione delle azioni. La grafica è fantastica, le illustrazioni sono di Gustave Dorè, noto per le sue incisioni della Bibbia e dell’Inferno di Dante. Il New Style è una via di mezzo tra il classico gioco di ruolo, in cui ogni giocatore interpreta un personaggio, ed i giochi di carte tipo “Once Upon a Time” ( guarda caso stiamo parlando di uno degli autori…) in cui i giocatori si sfidano nella creazione e narrazione di una storia. Nel Barone di Munchausen i membri del party per prima cosa sceglieranno il loro personaggio ( se ne hanno voglia ), non serve una scheda completa, basta annotare i dati del loro gentleman e qualche notizia; a questo punto la creazione è completa e senza bisogno di un master e di una avventura pronta siamo in grado di iniziare. I giocatori, infatti, si sfideranno nel raccontare l’avventura più bella, divertente…ed assurda, alla fine del gioco la storia che sarà riconosciuta più degna di essere paragonata ad una di quelle del Barone verrà acclamata a suon di “huzzah !!!”.

SISTEMA

…e qui che cosa ci scrivo???

“Finalmente un gioco in cui ho modo di raccontare le mie meravigliose imprese, come quella volta che insegnai al giovane Don Diego de la Vega a tirare di scherma, o quando suggerii a Dumas di cimentarsi nella narrativa.”
-Steffan O’Sullivan, autore di FUDGE e GURPS Swashbucklers

Proprio così, “Il Barone di Munchausen” non è un manuale pieno di regole, eccezioni e “casi giurisprudenziali” ma un libro da cui prendere spunto per creare le proprie storie, ovviamente è presente un sistema, altrimenti avremmo solo un insieme di pensieri e racconti non legati da alcun filo logico, ma le regole di cui stiamo parlando sono ridotte al minimo indispensabile. Non si usano dadi né carte, al loro posto si consiglia denaro e buon vino; per giocare basta quindi carta e matite, immaginazione, denaro ( puntate ) , una cantina ben fornita ed almeno una bella donna che dia al vostro tavolo un tocco in più di classe ( regola opzionale ). Fatto questo si versa da bere ai giocatori ( ai più giovani e meno robusti consigliamo del succo di frutta ), e si lancia la prima sfida… Per decidere chi sia ad iniziare si applica il protocollo classico per calcolare quale tra i personaggi sia di rango superiore ( i titoli religiosi sono sempre considerati più importanti di quelli ereditari e questi ultimi sono superiori a quelli militari; se di rango simile allora vanno comparati i titoli sussidiari, la gioventù lascia spazio all’età…) altrimenti inizia chi per ultimo ha riempito il bicchiere, o chi per primo ha comprato questo libro ( sistema consigliato ). Il primo a parlare si rivolgerà alla persona alla sua destra invitandolo a raccontare una sua impresa, es.: “ci racconti Lord- di quella volta che avete costretto alla ritirata l’intero esercito francese armato solo di un coniglio selvatico”. A questo punto il giocatore “di mano” può o iniziare il racconto oppure, se non gli viene in mente nulla, può tirarsi indietro adducendo una scusa del tipo: “ miei cari, al momento non me la sento di impegnarmi in un simile racconto, la gola reclama da bere, preferisco rinfrescarla, nel frattempo il Duca di- potrebbe intrattenerci narrandoci di quella volta in cui per uno spiacevole malinteso venne promesso come sposa all’Arcivescovo di-” a questo punto il giocatore invitato a narrare racconterà la sua storia, non c’è bisogno di coerenza storiografica, l’importante è che sia divertente; del resto a che serve fare i pignoli su di una data quando si sta passando una serata tra scherzi, racconti e tante risate. Gli altri giocatori, ovviamente, possono intervenire per cercare di mettere in difficoltà il narratore, il quale può o inserire l’intervento nella sua storia o rifiutarlo e rispondere per le rime al giovane ignorante che mette in dubbio le sue parole. Naturalmente per via dell’assurdità racconto e delle obiezioni mosse si rischia di arrivare ad un punto di rottura dove i due gentleman si sentono offesi nel loro onore e pretendono di lavar l’onta con una sfida. Il sistema delle sfide è semplice e veloce, i due duellanti sceglieranno il loro testimone, l’arma e le modalità del duello, ricordiamo che tra nobili non è in uso “l’ultimo sangue”, lo scontro si risolverà col sistema della morra e lo sconfitto dovrà ritirarsi dal gioco e lasciare le sue puntate al vincitore. Alla fine del gioco, quando tutti i partecipanti avranno raccontato la propria storia si voterà per decidere quale tra le tante è stata la più divertente, i giocatori offriranno le loro puntate a chi secondo loro ha raccontato l’avventura migliore ed alla fine chi si troverà ad avere più puntate verrà acclamato come miglior raconteur. A questo punto il gioco finisce e si può decidere se iniziare di nuovo o lasciarsi andare alle dolci attenzioni della affascinante ragazza ospite della serata ( sempre regola opzionale ).

AMBIENTAZIONE

In questo gioco non c’è uno scenario vero e proprio, le storie andrebbero ambientate nel diciottesimo secolo, il gentleman, o la lady, nei suoi racconti parlerà di personaggi storici o inventati, di situazioni realmente accadute o create ex novo. Ogni giocatore potrà inserire nella propria avventura uno o più compagni di viaggio, magari personaggi dotati di particolari poteri o peculiarità. Nel manuale è riportato un quadro storico perfetto per il gioco, dove più che le solite nozioni, a farla da padrone è il modo in cui il Barone vive gli avvenimenti del suo tempo e miscelando quindi verità a sogni e prendendo in giro i francesi.

GIUDIZIO

In conclusione “Il Barone di Munchausen” è veramente divertente ed originale, le meccaniche di gioco sono semplici ed immediate, il divertimento è garantito e non c’è bisogno di spiegare nulla ai giocatori, basta che almeno un membro del gruppo abbia il manuale e che riesca a far entrare nell’ottica di gioco il resto del party. Il manuale è molto appagante, le illustrazioni sono state scelte tra quelle più adatte al gioco fra le tante realizzate da Gustave Dorè, illustratore tra i più famosi, scomparso nel 1883. La grafica e l’impaginazione per quanto semplici sono comunque affascinanti, la carta dal colore invecchiato rende il libro ancora più suggestivo. L’Autore James Wallis non ha bisogno di presentazioni visto che è direttore della Hogshed Publishing e designer del gioco di carte “Once Upon a Time”. Ad affiancarlo nella realizzazione del gioco troviamo Derek Pearcy, curatore dell’edizione americana di “In Nomine” e Michael Cule, attore teatrale e cinematografico. L’edizione italiana è stata curata da Giacomo Sottocasa, coordinatore della Rose & Poison e coautore di “Angeli & Demoni”.

VOTO 7,5
Sito: http://www.roseandpoison.com
Mail recensore: kirlian79@gmail.com

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