Sigmata – This Signal Kills Fascists , che proprio oggi vede la luce a Lucca Comics&Games, è un gioco di ruolo che non si fa problemi a suscitare emozioni forti, a partire dal “kills fascists” in copertina.
Con questo titolo di Chad Walker, MS Edizioni, che finora si è occupata prevalentemente di giochi da tavolo, entra tra gli editori italiani di giochi di ruolo.
In vista delle sicure polemiche, GdR Italia intervista Enrico Emiliani, nuovo frontman di MS Edizioni, che risponde alle domande che molti lettori hanno in mente.

1) Partiamo dall’inizio: come nasce Sigmata? Quali idee hanno portato alla sua realizzazione?

Come tutte le migliori storie, parte sicuramente da un paio di birre… Mettiamola in questi termini: lo staff di MS Edizioni proviene in gran parte dall’ambito musicale punk, che sposa alla perfezione le tematiche presenti in Sigmata. Che ci si creda o no, nella comunità punk ci sono un sacco di giocatori di ruolo (le mie migliori sessioni sono sempre state attorno ad un tavolo di un centro sociale di Cesena) e la possibilità di vedere le proprie idee (o ideologie) su un gioco di ruolo è stata per noi veramente una cosa che non potevamo lasciarci scappare. Inizialmente l’interesse era esclusivamente quello di leggere cosa veniva scritto all’interno del manuale. Quando poi ci siamo accorti che il sistema di gioco era veramente innovativo abbiamo preso la decisione che era giusto fare un’edizione completamente italiana del gioco.

2) Quali tematiche ha il gioco?

Credo che come prima cosa sia importante riportare testualmente le Avvertenze all’interno del libro.

“Questo gioco tratta argomenti problematici, tra cui misoginia, omofobia, supremazia bianca, bigottismo religioso, brutalità sistematica della polizia, incarcerazione e deportazione di massa, squadroni della morte paramilitari, genocidio, resistenza armata contro un governo dittatoriale e calcoli strategici dietro atti di violenza politica come terrorismo, tortura e tirannicidio.”

(dalle Avvertenze di Sigmata)

Direi che come premessa è abbastanza chiara, ma il punto focale di Sigmata si trova in realtà nell’idea di Insurrezione Etica, che sembra quasi un ossimoro.
Ai partigiani/Ricevitori colpiti dal Sigmata è chiesto esclusivamente di seguire tre regole:

  • I combattenti della Resistenza non devono commettere crimini di guerra;
  • I combattenti della Resistenza non devono attaccare i non combattenti;
  • I combattenti della Resistenza non devono estorcere supporto materiale al popolo

La lotta non deve essere concentrata sulla sconfitta sistematica di un regime totalitario, ma deve estendersi anche nella comprensione del disagio della popolazione e cercarvi di porvi rimedio. In Sigmata, la figura del non combattente è quella di un militare del regime che non sta combattendo e che quindi non deve essere eliminato esclusivamente per fatto che crede nei principi di una dittatura.

Il vero campo di battaglia di un’insurrezione etica deve essere nella mente e nei cuori di chi è leale con una dittatura, facendogli capire che un’alternativa migliore è possibile.

Potete dirci qualcosa sulle meccaniche del GdR?

Le meccaniche principali di Sigmata sono molto varie, ma in sintonia tra di loro. Obbligatorio per questo analizzarle singolarmente.
Le sessioni di giochi sono gestite dalle schede delle Scene Strutturate, che possono essere di Combattimento, Intrigo e Elusione. Ogni scheda presenta dei tracciati del Pericolo per ciascun Ricevitore che, se raggiungono un valore molto alto, potrebbero indicare la non riuscita della missione e l’eliminazione del Ricevitore stesso. Oltre a questo è presente un Quadrante Radio che conteggia i successi e le Hit necessarie per completare determinate missioni.

Sigmata utilizza un sistema di dadi da 10, chiamati Dadi Processore e dadi da 6 chiamati Dadi Buffer. Il numero di dadi lanciati è sempre pari a 5 e può contenere uno o più dadi da 10 e da 6, in base la valore della Tattica utilizzata in una particolare scena.
I successi (o i fallimenti) sul lancio dei dadi possono essere modificati tramite le Blade (innesti di abilità nel corpo cibernetico del ricevitore), Periferiche (oggetti in possesso del Ricevitore) e Archivi (abilità donate dalle esperienze passate prima della trasformazione in cyberivoluzionario).
Un successo di un dado è sempre un valore di 6 o più.

Più successi un giocatore ottiene, più può raccontare la sua azione in maniera dettagliata. Meno successi ottiene (oppure nessun successo), più sarà presente l’influenza del Game Master durante la descrizione della scena.

L’ultima scheda, quella della Sala Operativa, è utilizzata soprattutto per la gestione di una campagna ma contiene anche il tracciato del Controllo del Segnale, utilizzato dai giocatori per stabilire il preciso momento durante la sessione in corso il cui il proprio personaggio utilizza al massimo i suoi poteri oppure l’attimo in cui il Regime intercetta il Segnale e lo spegne.

La scheda della Sala Operativa

Che cosa si può sapere per ora sul “Segnale” nel titolo?

Il Segnale è il fulcro di Sigmata e metafora del suo messaggio.
Tramite il Segnale il personaggio di un giocatore viene trasformato in Ricevitore e utilizza i suoi poteri e la guerra tra Regime e Resistenza ruota attorno alla soppressione di quel Segnale o alla sua ripetizione.
Molto più profondo è invece il vero significato. Il Segnale che trasforma è il messaggio che permette di aprire gli occhi a chi ancora trova nelle ideologie totalitarie un terreno fertile per nascondere le sue paure e la frase “Ripeti il Segnale” identifica che è la tua volontà è alla base di questa metamorfosi. La “trasformazione” che crea un nuovo Ricevitore è la metafora del cambiamento e che giustamente è descritto nel gioco come doloroso. Anche nella propria vita, vedere che quello in cui credi è in realtà una menzogna è una delle cose più infelici che una persona possa provare.

MS edizioni finora non si era occupata di giochi di ruolo. Che cosa vi ha spinti a cambiare idea?

Diciamo che il mio arrivo da una nota casa editrice italiana (Raven Distribuzioni, NdR) ha dato una discreta “spinta” al catalogo MS Edizioni in merito ai giochi di ruolo e ai librogame. Sono completamente un’altra sfida rispetto alla localizzazione di giochi da tavolo ed è mia premura creare una squadra di collaboratori che lavori interamente ad un singolo progetto editoriale. Un altro chiaro motivo è la possibilità che nel 2020 bussi alla porta di MS Edizioni un gdr figlio di un noto gioco in scatola, con simpatici animaletti…

In questo momento il settore giochi di ruolo è in forte espansione, con numerosi titoli. Secondo voi che cosa ha Sigmata che lo rende unico?

“Forte espansione” è quasi un eufemismo! Se inizialmente era il settore giochi da tavolo che trainava tutto il mercato, adesso anche il settore gdr è in gara e probabilmente la sua forza è dovuta al successo di D&D 5, con la sua capacità di creare una nuova base di giocatori di ruolo.
Sigmata ha un potente messaggio politico alla base che identifica perfettamente la situazione mondiale che stiamo vivendo. Non solo, oltre alle meravigliose illustrazioni di Ario Murti ha un sistema di gioco innovativo e unico nel suo genere. Se aggiungiamo che c’è veramente tanto cyberpunk…

E, in un gioco dedicato a un pubblico maturo, anche gli illustratori possono prendersi un paio di libertà.

Passiamo alla domanda più delicata (e prevedibile): il “kills fascists” nel titolo. È certo che una frase così forte susciterà polemiche. Che cosa rispondete alle inevitabili proteste di chi richiede la politica dovrebbe essere tenuta fuori dall’intrattenimento?

Sinceramente, è giusto che vi sia una presa di posizione chiara da parte di una casa editrice; abbiamo lanciato il sasso e di certo non nascondiamo la mano. Le polemiche sono arrivate già da mesi,appena abbiamo fatto l’annuncio ad aprile. Per prima cosa, a chiunque si ponga come baluardo della par condicio con l’inno “e quando un gioco ‘kills comunists’?” gli ricordiamo che in America la parola “fascist” identifica un regime totalitario… che ovviamente ha preso la sua definizione da fascismo italiano. Mi premura era quella di non tradurre letteralmente un kills fascists in “uccide i fascisti”. Qua nessuno vuole uccidere nessuno e questa affermazione sarebbe stata l’opposto dell’idea di “insurrezione etica” presente all’interno del manuale di Sigmata.

Non voglio trovarmi nella situazione di difendere le idee di tutti, anche se queste sostengono apertamente l’omofobia, il suprematismo bianco, le deportazioni e tutto quello che c’è di marcio nella società moderna, solo per non inimicarmi una fetta di potenziali acquirenti. Il manuale è, a mio avviso, da leggere e da comprendere nel suo complesso. Limitarsi al semplice titolo è la stessa cosa di leggere un articolo su Facebook e commentarlo dopo averne letto due righe.

Sigmata ha un messaggio ben più profondo che può essere capito solo tra i capitoli che descrivono quell’America distopica degli anni ’80, specchio della nostra società del 2019.

I regimi sono sempre regimi.
Sigmata - This Signal Kills Fascists: L'Anteprima
86%Punteggio totale
Voti lettori: (5 Voti)
86%

A proposito dell'autore

Lavos-D è un illithid colmo di bontà e di dolcezza, che distilla interamente nei suoi favolosi dolci: per questo non gliene resta più quando scrive i suoi acidissimi articoli. Il suo motto è provare qualsiasi gioco esistente, sennò non lo si può criticare. Quando il suo eterno ruolo di master gli lascia tempo libero lavora a GdRITalia in veste plurima di pasticciere ufficiale, redattore, editor, (re)censore, traduttore in seconda e spalla comica a tempo perso. Da quando si è autoproclamato sommo sacerdote del Grande Cthulhu si è montato la testa e non ci si ragiona più.

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