Salve a tutti da un nuovo inviato di Mondo Larp, lieto dell’occasione di scrivere per voi lettori di questa rubrica!

Dalla sera di venerdì 30 novembre al primo pomeriggio di domenica 2 dicembre si è svolta a Milano la terza edizione del Larp Symposium, l’ambizioso convegno italiano sul larp. Le due precedenti edizioni sono state esperienze molto divertenti che ricordo con grande piacere, e considerando per di più quanto io ami lo Knutepunkt (la manifestazione nordica a cui questo convegno originariamente si ispira) non potevo certo esimermi dal partecipare anche quest’anno. Giungo quindi a Milano il venerdì sera per rimanervi tutto sabato (pur decidendo di sacrificare l’ultima parte del programma per recarmi, domenica, a un altro evento di mio interesse che sfortunatamente è stato organizzato nelle stesse date).

La maggior parte di voi lettori sapranno già che cosa intendo con “convegno”: delle manifestazioni di questo genere infatti, dedicate principalmente alla discussione sul larp e attorno al larp (e solo in secondo luogo eventualmente a giocare), Mondo Larp ha già parlato in precedenza facendo anche l’esempio di Meet LARP, il recente evento toscano per certi versi nato proprio da una costola del Larp Symposium (che lo stesso gruppo, infatti, aveva organizzato nel 2011). I più attenti ricorderanno anche come lo Knutepunkt (alternativamente noto come Knutpunkt, Knudepunkt o Solmukohta) si svolga a rotazione in Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia a partire dal 1997, e che altri convegni annuali sono sorti in Francia, in Germania e nella Repubblica Ceca. Questi sono, innanzitutto, degli spazi “ponte”, dei punti di contatto multi-direzionali: fra i gruppi di persone, le associazioni e gli individui che praticano il larp nello stesso paese o lingua, magari senza essersi mai incontrati prima, fra i larper di diverse lingue e nazionalità e anche (forse l’aspetto che personalmente mi entusiasma di più) tra gli ambienti del larp e tutto il resto del mondo. Può essere del tutto una coincidenza se, dopo quindici anni di Knutepunkt, i paesi che l’hanno ospitato sono ora quelli in cui il larp è più conosciuto dalla gente e gode anche di maggior considerazione nell’ambito dell’arte e della “cultura alta”?

Tornando alla situazione dell’Italia (che, curiosità, conta tre volte la popolazione di Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia messe insieme) il Larp Symposium nasce da un’idea di Andrea Castellani e Michele Pupo, che vedono il mondo del larp italiano (forse dovrei dire dei larp italiani?) come estremamente frammentato: quindi ricchissimo di diversità potenzialmente molto stimolanti, ma ancora povero di dialogo al proprio interno, di scambi fra le sue innumerevoli città-stato. Una promettente prima edizione, organizzata dagli ideatori, si svolge nel settembre 2010 in una casa scout poco fuori Trieste e riprende quasi pedissequamente il format dello Knutepunkt: dal presentarsi come tre giorni di vita collettiva con pernottamento e pasti in comune, al proporsi come manifestazione internazionale con la conseguente preferenza per la lingua inglese (e in effetti partecipano alcuni larper croati, slovacchi e tedeschi), fino all’idea per cui il “testimone” di ciascuna edizione dovrebbe passare a un gruppo organizzativo completamente nuovo e la sede spostarsi ogni volta. Lo stesso formato viene riproposto nel settembre 2011 in una magnifica ma difficilmente raggiungibile location sui colli toscani, e soffre purtroppo di un calo di partecipazioni (“nella quantità ma non nella qualità”, è giusto dire, perché per noi pochi che c’eravamo si è trattato di giornate decisamente emozionanti).

Rispetto alle esperienze degli anni scorsi, il Larp Symposium 2012 (project manager: Lapo Luchini) ha apportato cambiamenti molto significativi. Ospitata dall’associazione Torre del Naviglio, questa edizione si è svolta nei locali di una biblioteca pubblica; rinunciando quindi ad alcuni aspetti di vita comune fra larper (invece di dormire insieme in camerate, ciascun partecipante ha organizzato il proprio eventuale pernottamento presso alberghi, amici, o gli è stato trovato uno host milanese dagli organizzatori) si è posto l’accento invece su un altro tipo di condivisione: l’apertura dell’evento al pubblico, anche a quello semplicemente di passaggio. In particolare, una grossa parte del programma di sabato, dal mattino al primo pomeriggio, consisteva in una “tavola rotonda” intitolata Cene con delitto, larp e giochi urbani (in pratica una successione di interventi autorevoli su vari argomenti intervallata da domande del pubblico e altri brevi momenti di dibattito): questo evento, pubblicizzato sia come parte del Larp Symposium sia nell’ambito di un ciclo di incontri nelle biblioteche, ha richiamato una platea molto ampia oltre che molto attenta. Una piccola parte di questo pubblico, poi, si è trattenuta anche per alcuni dei successivi workshop e presentazioni, diradandosi gradualmente man mano che si avvicinava la sera: perfino qualcuno che sentiva parlare di larp per la prima volta! Piccolissimi numeri, sì, ma ai miei occhi una gigantesca barriera comunicativa sfondata, quasi il superamento di un tabù. Dubito che ciò sarebbe stato possibile se questa edizione del convegno non fosse stata a partecipazione gratuita, grazie alla location e al tipo di organizzazione scelti (gli anni scorsi, invece, era richiesta una quota d’iscrizione anticipata per far fronte alle spese).

Quanto al contenuto della tavola rotonda, ricordo di aver sentito qualche partecipante lamentarsi, bonariamente, che si è parlato troppo poco di larp; io invece sono entusiasta del grado di eclettismo che è stato raggiunto. Lorenzo Trenti che parla di cene con delitto e murder party è, contemporaneamente, uno specialista del settore con molta esperienza diretta da riferire, un giocatore di lunga data che presenta ad altri larper un fenomeno ai limiti tra larp e mainstream, e un esperto divulgatore che lo presenta ai non-larper. Ilaria Mariani e Maresa Bertolo, invece, vengono dal mondo universitario e presentano un’introduzione-lampo alla ludologia seguita da una coloratissima carrellata sui “giochi urbani”, di cui personalmente sapevo poco o nulla; gli fa seguito Augusto Pirovano della cooperativa Focus, che racconta la propria esperienza nell’organizzare “giochi urbani” proprio a Milano: in breve tempo, quindi, un viaggio completo dalla teoria alla pratica e un giro attorno al mondo per tornare nella città in cui siamo seduti, ed è bastato il numero di domande fatte dal pubblico a questi tre relatori per dimostrare quanto tutti fossimo coinvolti. Luca Giuliano, che è al contempo una figura autorevolissima in campo accademico e un amatissimo autore di giochi di ruolo, cerca di creare un filo conduttore tra tutti gli interventi unendo filosofia, prospettiva storica e sentimento personale: ottiene dalla platea diversi minuti di quel completo silenzio assorto riservato solo ai maestri di pensiero più venerati. Ottima anche la scelta del presentatore, Luca Bonora, che è giornalista, larper di lunga data, e membro della Torre del Naviglio, e si dimostra decisamente all’altezza del compito.

I momenti più vicini all’atmosfera quasi intima delle vecchie edizioni del Larp Symposium, del resto, non sono mancati, a partire dal già classico Circolo dei Larper Anonimi, ideale contraltare al sabato mattina: un momento di confronto rigorosamente orizzontale fra veterani che si raccontano le loro “cicatrici” di larp, con esiti a volte ilari e a volte sinceramente commoventi. E poi, naturalmente, le feste, i pasti insieme, spazi che creano occasione per quelle chiacchiere in libertà che sono, più spesso che no, le conversazioni più proficue e sorprendenti di ogni convegno, senza nulla togliere alla qualità del programma. Inevitabile, come sempre, qualche culture shock dovuto a idee estere, specialmente nordiche, che (in eventi come il laboratorio sulla rappresentazione degli atti sessuali nel larp) hanno suscitato in molti reazioni forti, perfino ideologiche, magari anche un po’ affrettate ed emotive: se posso prestar ascolto alla mia esperienza di situazioni simili finora, però, questi semi controversi germineranno presto in nuove tendenze, sperimentazioni coraggiose, perfezionamenti tecnici; il che è poi, per il mio modo di vedere, fra gli scopi principali di un convegno.

Penso che un po’ i protagonisti annunciati di questa edizione siano stati gli abruzzesi, fra cui il gruppo Chaos League, giunti numerosi e tutti al loro primo Larp Symposium, ma subito al centro dell’attenzione per la vastità e profondità di esperienze di cui erano collettivamente latori, accumulate in live italiani ed esteri. La presentazione della Chaos League, sabato pomeriggio, di sicuro è stata tra gli eventi che più hanno affascinato la platea (ancora gonfiata da alcune delle presenze del mattino), mostrando sia l’incredibile quantità di lavoro dietro i loro live, sia la significativa gamma di tematiche che hanno affrontato. Per di più, l’elemento pervasivo, ovvero di sfocatura del confine tra gioco e non-gioco, nella fase iniziale del loro “ruolo vivo” del 2011 è stato fra le idee che in assoluto più hanno fatto discutere; ma è stato anche l’esempio concreto che ha ricondotto al larp alcuni degli argomenti più complessi proposti durante la tavola rotonda. Non mi stupisce scoprire che, per decisione presa nella “consulta” conclusiva di questa edizione, saranno probabilmente abruzzesi gli organizzatori del Larp Symposium 2013.

È ancora troppo presto per dire se il Larp Symposium, col tempo, raggiungerà i propri scopi iniziali, quanto si dovrà trasformare poco alla volta per riuscirvi, e quali obiettivi nuovi scoprirà lungo la via, ma di sicuro l’edizione 2012 ha saputo indicare direzioni interessanti e anche sorprendenti. La mia aspettativa per il prossimo anno è più elevata che mai.

Raffaele Manzo

L’autore di questo articolo

Raffaele Manzo, alias “Rafu”, è storico dell’arte dell’Estremo Oriente asiatico e traduttore, ma da molto prima di tutto ciò è un amante dei giochi di ruolo, nelle vesti di partecipante, organizzatore, designer e critico. Una parte dei suoi pensieri a riguardo trovano sfogo sul blog l’Orgasmo Cerebrale. Ha collaborato fra l’altro con Janus Design, Narrattiva, e fatto parte del movimento Flying Circus.

A proposito dell'autore

Andrea Castellani, organizzatore di eventi di gioco di ruolo dal vivo dal 2002, ha presieduto nel corso degli anni alcune associazioni ludiche, ha co-fondato il convegno annuale Larp Symposium e ha curato l’edizione dei libri a esso collegati. Ha creato più di venti live ed è stato coinvolto nell’organizzazione o nella scrittura degli scenari di decine di altri.

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