Articolo di Lorenzo Giannotti

Fotografie di Vittorio Colarossi e altri

“GRAZIE! a tutti i partecipanti per la piacevolissima compagnia, non mi sono MAI sentita a disagio o un’esterna che deve cercare di inserirsi tra le occhiate fredde di gruppi già preformati. È sempre più difficile trovare un cocktail di persone così aperte negli eventi. A ripensarci sembra un raduno di vecchi amici, invece vi ho conosciuti tutti lì!” Yuka

Chambercon_by_Arianna_Zanini_01Uno dei tanti calorosi ringraziamenti che continuano a susseguirsi nella mailing list di Chambercon, la convention di live da camera organizzata l’8-9 giugno scorsi a Savigno (Bologna) da Susi Ansaloni, Oscar Biffi, Raffaele Manzo, Francesco Sedda e Lorenzo Trenti: e non potrebbe iniziare diversamente il resoconto di una delle più sorprendenti mini-convention della nostra nicchia alle quali abbia avuto la fortuna di partecipare.

I commenti di tutti i 24 partecipanti sono carichi di entusiasmo, emozione, un pizzico di nostalgia e tanta soddisfazione. Come in tutti gli eventi che ti sorprendono catturandoti il cuore oltre che la mente, alcuni hanno avuto bisogno di qualche giorno per metabolizzare e poter guardare all’esperienza con un distacco più obiettivo; io sono tra questi, e non trovo un modo migliore per raccontarla che attingendo alle parole scritte dagli altri, i cui contenuti sono straordinariamente coincidenti con le mie riflessioni.

“È stata una fantastica, inaspettata e sorprendente esperienza! Tutto è iniziato con la ricerca di un fine settimana diverso, divertente e giocoso. Digitando su Google “giochi di ruolo dal vivo 8 giugno 2013” mi è venuta fuori Chambercon. Incuriosita dal titolo e dalla descrizione, nonostante la scritta “evento solo su invito” mi ci sono fiondata…”

Chambercon_by_Vittorio_Colarossi_04Così si apre la mail di Yuka. E leggendo il suo nome nella lista dei partecipanti da firmare all’arrivo, o meglio leggendo la parola “Giappone” nella colonna della provenienza, si è aperta la mia Chambercon. Immaginate il mio entusiasmo: “Milano”, “Bologna”, “Roma”, “Como”, “Modena”, “Firenze”… è stato un piacere, non lo nego, poter aggiungere anche “Pescara”.

Accolti entusiasticamente da Lollo Trenti, l’organizzatore che ci ha coinvolti, l’arrivo nella bucolica Casa la Lodola è stato accompagnato da un immediato colpo di fulmine. “È esattamente come speravo!” è stato il mio primo pensiero. Per il nostro gruppo di missionari abruzzesi, non abituati alla formula “live da camera”, il viaggio era un po’ al buio, una scommessa.

“Quando ti capita qualcosa come quello che ho vissuto in questo week-end, dove ti lasci alle spalle la vita di tutti i giorni per lanciarti in un’incognita grande come una casa, e quell’incognita si rivela essere nientemeno che la TUA casa, per come vieni accolto, per le persone che ci trovi dentro, che sono talmente simili a te o ai tuoi amici di sempre da farti dimenticare di averli conosciuti solo da pochi minuti, bene, è allora che ti rendi conto di aver fatto tutto bene, di essere sulla strada giusta…” – Vittorio

Chambercon_by_Lorenzo_Giannotti_01Dopo aver aggiunto i nostri nomi alla lista e aver appoggiato le borse sui letti in una camerata, già fremevamo per fare un giro nelle varie stanze dove avremmo giocato e per accingerci alle dovute presentazioni… non potevamo sapere tuttavia che avremmo conosciuto i nostri compagni di gioco solo più tardi.

Già, perché io e il mio compare Vittorio avevamo in programma per la prima mattina Toy Stories, una giocata il cui tema è facile da intuire (siamo stati pungolati a tal punto che praticamente ci hanno costretti a proporre anche noi un live), perciò non siamo stati accolti da amici giocatori pronti a calarsi nei panni di un alter ego, bensì direttamente da una cricca di buffi giocattoli!

Adesso li ringrazio, Susi e Oscar, per averci esortato a proporre anche noi qualcosa; se non l’avessi fatto me ne sarei pentito. Master e giocatori, in un continuo interscambio di emozioni e nozioni e stili ed esperienze… per costruire il clima giusto, doveva essere così!

“È stata una convention delicata, come solo Lollo sa fare. Entusiastica, come solo Susi sa essere. Ludica, come solo Oscar sa essere.” – Federico

Chambercon_by_Vittorio_Colarossi_02La prima giocata, che per fortuna è stata divertente, via tutta d’un fiato… poi la mini-con ha mostrato la sua vera natura: relax vacanziero, entusiasmo, verve e voglia di condividere. Ma tutto senza eccessi, con delicatezza: Federico ha proprio azzeccato il termine.

Chi non ne aveva ancora avuto l’occasione si è presentato durante il wiki-pranzo (a base di specialità tipiche portate da ciascuna città di provenienza), poi insieme al caffè le prime chiacchiere sulla nostra comune passione. È stato così naturale da risultare quasi inebriante, trovarsi a parlare all’improvviso con persone come se fossero vecchi amici.

Poi tutti a giocare: separati in due o tre gruppi e affidati a uno dei master per essere gettati in un nuovo personaggio, una nuova immersione, una nuova avventura. Un susseguirsi di ruoli e situazioni, regolamentati da poche direttive, che ci ricordano che è la creatività a farla da padrona, una forza sconfinata e potentissima.

“Da master ho visto esordire il mio ultimo gioco e ho rimesso in pista il primo, chiudendo un cerchio di completa soddisfazione. Da giocatore non mi sono mai fermato per due giorni, in uno stato di ebbrezza che per un mezzo astemio come me non è facile da raggiungere. Da vacanziero ho staccato la spina da tutto il resto per un fine settimana, grazie ai prati, alle stelle, alle chiacchiere, alle specialità culinarie…” – Oscar

Chambercon_by_Vittorio_Colarossi_06Ma cos’è un “live da camera”? Tutti conoscono il gioco di ruolo classico da tavolo, il cosiddetto pen & paper, e il gioco di ruolo dal vivo, perciò sarà facile trovare una definizione nel mezzo delle tue tipologie. In comune con il primo, un chamber larp ha la durata contenuta (2-3 ore al massimo) e la possibilità di essere giocato in una stanza qualsiasi. Molto più interessanti sono invece le caratteristiche che ce lo fanno definire larp, ossia gioco di ruolo dal vivo: non solo la possibilità di interagire con gli altri personaggi in prima persona, senza ricorrere ad alcun regolamento o tiro di dado, ma soprattutto il rapporto con l’ambiente circostante, poiché esso deve essere tenuto in considerazione come un vero e proprio spazio di scena all’interno del quale muoversi, appartarsi, drammatizzare, perfino utilizzare gli arredi come improvvisati oggetti di scena.

“Non smette mai di sorprendermi come persone per molteplici aspetti diverse tra loro trovino nel gioco dal vivo il giardino in cui confrontarsi attivamente e scoprire le sfaccettature meravigliose di spiriti e pensieri che magari nei campi “normomorfi” della vita non si ha occasione di incontrare.” – Arianna

Chambercon_by_Silvia_Brunati_01Nell’arco di due giorni si sono svolte ben 15 sessioni, scenari così diversi tra loro che è impossibile riassumerli tutti (potete farvene un’idea sbirciando il programma).

Io ho potuto partecipare a quattro giocate e condurne una, perciò cinque in totale. Potrebbe risultare stressante per molti, ed era quello che alcuni miei compagni di viaggio temevano, ma la tranquillità del posto isolato e immerso nelle colline emiliane, insieme a una perfetta scansione dei ritmi, hanno annullato ogni insorgere di stanchezza consentendoci di divertirci dal primo all’ultimo momento.

“L’esperienza Chambercon è stata una di quelle che ti fanno tornare la voglia di ricominciare a girare per riuscire a replicare e a ritrovare qualcosa di simile altrove.” – Simone

Chambercon_by_Vittorio_Colarossi_05In conclusione, a mio parere la formula si è rivelata vincente per due motivi principali: primo, l’elevatissima qualità dei master, degli scenari da loro proposti e dei giocatori; secondo, la convivialità che si è generata per condividere l’autogestione della casa, che ha consentito di abbattere quel muro di ghiaccio e scarsa fiducia che si instaura così spesso tra giocatori sconosciuti che si siedono per la prima volta attorno a un tavolo.

Si era sempre assieme, anche quando ci dividevamo: un grande gruppo mosso da una grande passione comune. Un gruppo che può solo crescere e allargarsi.

Concludo con le parole di Giuseppe: è stato molto bello condividere tutto questo come si condivide un posto segreto.

“E ormai le persone con cui ho giocato mi sembra di conoscerle da una vita, è una bella sensazione.” – Elena

Lorenzo Giannotti

L’autore di questo articolo

Classe 1979, appassionato di cinema, musica e arte oltre che di ludologia, Lorenzo Giannotti cresce circondato da artisti in un ambiente ad alta sensibilità estetica. È architetto dal 2009. Ha lavorato per 7 anni nella più importante videoteca di Pescara, e altri 7 come progettista in uno studio di architettura. Ha collaborato nell’organizzazione di mostre d’arte, eventi culturali e convegni internazionali.

Organizza giochi di ruolo in tutte le salse da quando aveva 15 anni. Ha fondato il gruppo Mercanti d’Oricalco, con cui ha organizzato diversi eventi di gioco di ruolo dal vivo immersivo, e nel 2012 l’agenzia di viaggi nel tempo Cronosfera, che propone “cene d’atmosfera” presso ristoranti con l’obiettivo di portare il gioco di ruolo dal vivo ad aprire le sue porte.

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