Orfani è una recente serie a fumetti della nota casa italiana Bonelli, il primo nella storia di questo editore ad essere presentato interamente a colori sin dalla prima edizione.

Creata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari, questa serie fantascientifica parla di un gruppo di ragazzi che nella loro infanzia si vedono strappare famiglia, amici, il loro intero mondo da un potentissimo attacco proveniente da una ignota fonte aliena. Rimasti orfani, verranno duramente addestrati da un connubio di scienziati e militari il cui scopo apparente è quello di vendicare le milioni di vite umane distrutte in un solo, spietato colpo.
Ogni numero è diviso in due parti: la prima narra delle vicende dei protagonisti durante il loro addestramento, mentre la seconda li vede adulti, durante l’inizio vero e proprio della guerra sul pianeta natale degli alieni.

Sponsorizzato mesi prima della data di pubblicazione non solo sui soliti canali (riviste e siti dedicati al mondo del fumetto) ma anche tramite social network e settimanali a tiratura nazionale, ha generato quella che la gente GGiovane definisce “hype”: un’attesa spasmodica alimentata ad opera d’arte con continue anticipazioni di trama, schizzi d’autore o intere tavole.

Forse è proprio a causa di questa attesa famelica che critici, blogger e lettori si sono lanciati, non appena uscito nelle edicole il primo numero, in lunghissimi dibattiti su pregi e difetti di questa nuova serie; sulle riviste e in rete si trova di tutto: da chi lo dipinge come un’opera geniale e un vero salto in avanti del panorama fumettistico italiano a chi la accusa di essere una serie noiosa in grado di giocare solo su citazioni ad altre opere dello stesso genere.

La mia storia è leggermente differente: mi sono fatto cogliere dalla frenesia sin dai primi annunci e dal quel momento ne ho aspettato febbrilmente l’uscita, pensando “Dopo averlo letto faccio subito subito la recensione per la rubrica!”.
Come potrete intuire è andata diversamente, visto che sto scrivendo queste mie riflessioni quando in edicola è da poco uscito il sesto volume; il numero 1 mi ha lasciato spiazzato, non era quello che mi ero immaginato. A differenza di molte altre persone, che hanno cominciato subito ad esaminare ogni aspetto del fumetto (albo per albo), mi sono fermato perchè… ho avuto una strana sensazione.

Tra i difetti segnalati sul web uno dei più popolari riguarda la trama, che secondo questi lettori è scontata; ci ho riflettuto a lungo e a mio avviso è presto per parlarne: ci sono stati risvolti prevedibili, vero, ma li aspettavo molto più avanti. Perchè metterli ora quando l’opera è appena iniziata? Ho quasi l’impressione che gli autori ci stiano prendendo per il naso, facendoci credere che la storia è facile e semplice, quando stiamo ancora assistendo al mero prologo dell’avventura vera e propria.

Per questo non sono riuscito a scrivere le mie impressioni; preferisco aspettare e presentarvi una vera e propria recensione di questa mutevole opera, piuttosto che analizzare nel dettaglio un inizio che potrebbe non rappresentare l’intera serie.

Vi starete chiedendo dopo questa astruso flusso di pensieri se alla luce dei sei volumi usciti consiglio la lettura di Orfani; la risposta è sì, ma a patto che non vi fermiate alle sole apparenze. Magari sto prendendo un gigantesco granchio, ma credo che abbia molto da proporre agli appassionati di fumetto, fantascientifico e non.

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