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Oggi ci recheremo dei quartieri della Parigi bohemienne, ed entreremo in un locale letteralmente dell’altro mondo. Il locale di cui parleremo oggi è il “Cabaret de l’Enfer”

La storia

C’era un luogo, nella Parigi di fine secolo, in cui era possibile passare in pochi minuti dal paradiso all’inferno, attraversando la morte, questo locale era il “Cabaret de l’Enfer” con il suo gemello “Cabaret du Ciel”. Nella Parigi della fine dell’ ‘800 dilagò una moda che portò alla nascita di luoghi singolarissimi, a metà tra il grottesco e il meraviglioso. Si trattava di locali e caffè arredati tematicamente e per la maggior parte ispirati al medioevo e a Rebelais, come il famoso Chat Noir, che lanciò la moda, o ancora l’Abbaye de Theleme, La fin du Monde, Le voyage à Lilliput, Cabaret Bruyant, Le Rat Mort, Le loup blanc, L’Ane rouge etc. Sulla stessa scia, ma lontani dalla moda medievale, nacquero nello stesso periodo il Cabaret de l’Enfer, il Cabaret du Ciel e il Cabaret du Neant. Nello stesso quartiere in cui a pochi passi si trovava il Grand Guignol e il Moulin Rouge, la teatralità un po’ sopra le righe era sicuramente nell’aria.lenfer-4

La moda dell’occultismo coinvolgeva nobili e borghesi e si potevano vedere, da qualche anno, brevissimi film muti.

I corti di Georges Melies stupivano gli spettatori con le immagini in movimento e i primi effetti speciali, ancora un ibrido tra un cartone animato e un teatrino. Allo stesso modo questi locali, decorati in modo un po’ infantile e un po’ kitsch offrivano la possibilità di uscire dalla realtà e entrare nel mondo fantastico della fantasia. Una specie di posto magico in cui gli arredi grotteschi, a volte tenuti insieme nel più picaresco dei modi, e la farsa a metà tra il comico e il tragico, non facevano altro che aumentare il senso di meraviglia e stupore. Il Cabaret de l’Enfer fu aperto, insieme al Cabaret du Ciel, nel 1896 dallo stesso proprietario, tale Antonin, creatore anche del Cabaret du Neant. I due cabaret, vicini e complementari, erano situati sul Boulevard de Clichy, accanto all’Hotel de Place Blanche e qui vi rimasero almeno fino al 1952, anno in cui Robert Doisneau vi scatta una fotografia. In realtà erano chiusi già da tempo, ma furono distrutti e rimpiazzati completamente negli anni ’50. L’inferno e il paradiso erano i temi che inspiravano, non solo le decorazioni e l’arredamento, ma anche una vera propria ritualità del locale, tutta fedele alla tematica escatologica.

Chi entrava nell’Inferno, attraversando la bocca spalancata del mostro (che ricorda il mostro di Bomarzo), veniva accolto da un cameriere in rosso che apostrofava i passanti dicendo “Entrez, entrez chers damnés…Avancez belles impures; asseyez-vous, charmantes pêcheresses, vous serez flambées d’un côté comme de l’autre!” (traduzione libera: Entrate, entrate cari dannati… Avanzate belle impure; sedetevi, carismatiche peccatrici, voi sarete rosolati da una parte come dall’altra!). La sala principale aveva l’aspetto di una grotta le cui pareti, così come la facciata, erano completamente coperte da grotteschi altorilievi raffiguranti mostri e dannati, come in una vera e propria bolgia dantesca. Le finestre erano deformate in modo da sembrare una specie di melma primordiale solidificata, all’interno della quale erano stati sospesi i corpi nudi dei peccatori. Tutto era studiato nei particolari per rendere la visita all’Inferno il più verosimile possibile: i camerieri erano vestiti da diavoli, fumo e grida si sentivano in sottofondo e mentre si mangiava il programma prevedeva la visione di varie “Attrazioni Diaboliche” come “Il supplizio dei dannati” o “La Caldaia”, una vera e propria pantomima durante la quale si metteva un dannato a cuocere nel calderone. Dopo la cena gli ospiti erano invitati a spostarsi nell’ “Antre de Satan”, un sala buia in cui veniva allestito un piccolo spettacolo rappresentante i supplizi ispirati ai quadri di Hieronymus Bosch. Accanto al Cabaret de l’Enfer si trovava il suo doppio ed opposto, il Cabaret Le Ciel, il quale, ispirato al paradiso, accoglieva i visitatori in un’atmosfera celestiale. L’ospite, una volta entrato, si ritrovava in una grande sala in stile gotico, in sottofondo si poteva udire una musica d’organo. A quel punto dei camerieri vestiti da cherubini, con tanto di parrucche bionde, ghirlande di fiori e vesti bianche, invitavano gli ospiti a trasferirsi nella sala del banchetto celeste, offrendo loro la “coupe sacrée” che poteva contenere birra o altri liquori.

lenfer-2Mentre si beveva, uno dei camerieri vestito da reverendo iniziava a recitare un sermone. Seguivano altre pantomime che parodiavano le liturgie come la confessione. Altre scenette come il coro degli angeli o il balletto delle rose prevedevano l’apparizione di particolari personaggi quali Onesimo, il dio Porcus e San Pietro. Proprio San Pietro alla fine, con le sue chiavi d’oro, apriva l’ultima sala, una grotta la cui volta era decorata da stalattiti dorate e dalla quale pendevano angeli sospesi nell’aria: il paradiso.

Avventure

“Benvenuti all’Inferno!!” mi sembra il modo più appropriato per iniziare a disquisire su questo intrigante luogo. Le parole chiave da cui partire sono sicuramente: Inferno, gotico, horror, club, mistero, esoterismo, retrò, sovrannaturale, tante parole che evocano ambientazioni oscure e piene di intrigo, in strade dove il cellulare non è neanche immaginabile e dietro ogni ombra si cela un mistero. Facciamo alcuni esempi che possano essere introdotti nelle vostre sessioni di Gdr e quindi giocati. Partiamo dalla cosa più semplice ovvero un’ambientazione sovrannaturale, in questo caso il nostro Cabaret potrebbe essere un Club dove creature sovrannaturali, come vampiri o maghi, si riuniscono per ordire i loro piani e officiare i loro blasfemi rituali. Nel caso il Club fosse legato ai vampiri, ad esempio, tutti gli spettacoli e le decorazioni potrebbero essere studiate per distrarre le potenziali vittime e far credere che morsi e coppe di sangue siano solo parte dello spettacolo, rendendo così la caccia più facile e permettendo ai vampiri di riunirsi in tranquillità senza paura di essere riconosciuti anche se orrendamente sfigurati o tremendamente ferini, un esempio di questo tipo di locale, anche se in chiave moderna, è il Succubus Club della White Wolf che si trova a Chicago secondo l’ambientazione Vampire the Masquerade.

Se d’altronde al posto dei vampiri vi fossero dei maghi, il Club potrebbe essere parte di un rituale mistico, ogni oggetto potrebbe essere un ingrediente o un catalizzatore delle correnti magiche e gli intervenuti, a loro insaputa, sarebbero la fonte del potere magico necessario per i rituali dei loro “ospiti”, un esempio di questo Club di gentiluomini si trova nell’avventura “Il Crepuscolo d’Argento” della Chaosium, avventura presente nel modulo “Sulle orme di Yog-Sothoth”, dove la Loggia, da cui prende il titolo l’avventura, è in realtà una copertura per i blasfemi piani dei cultisti degli Antichi che usano l’energia vitale dei membri della Loggia per realizzare blasfemi rituali a loro insaputa. Un’altra possibilità è quella in cui il Cabaret sia realmente una porta verso un altro mondo, una via per arrivare all’Inferno o in una dimensione simile, un luogo in cui le cose non sono come sembrano, i lenfer-13camerieri possono essere diavoli e le statue esseri umani pietrificati, in questo caso il Cabaret sarebbe il luogo dove diavoli astuti e malevoli aspettano incauti visitatori per corromperli e portarli con se nelle viscere dell’Inferno nascosto da una semplice porta o da alcune anonime scale che portano verso il vuoto.

Continuando su questa falsa riga il locale suo gemello, il Cabaret Le Ciel, potrebbe essere un luogo dove gli angeli, o altre entità positive a vostra scelta, cercano di difendere gli uomini e portarli verso l’illuminazione, in questo modo vicini li uni agli altri ci sarebbero l’antro dell’oscurità e la casa della luce nell’eterna lotta tra bene e male. Passando ora ad un aspetto meno sovrannaturale il Cabaret potrebbe essere il luogo dove un gruppo di uomini può soddisfare i propri desideri legati a violenza e sesso, in tono con gli ambienti grotteschi e mostruosi dove consumano i loro insani appetiti, magari gli ospiti di questo cabaret potrebbero essere dediti a giochi al limite della morale in cui persone comuni sono vittime, pensate ad esempio al film “Numero 9”. Consideriamo in ultimo che il cabaret sia abbandonato e che sia occupato abusivamente da un uomo dalla mentalità distorta e sadica, quest’uomo potrebbe aver trasformato il locale in una sorta di percorso dell’orrore stile “Saw” dove imprigionare le sue vittime, oppure creare un percorso tra il Cabaret de l’Enfer e il Cabaret Le Ciel dove “giudicare” i propri ospiti lungo un percorso iniziatico, letteralmente dall’Inferno al Cielo, in modo che solo i “meritevoli” possano uscirne vivi, in modo simile alla storia di Dylan Dog intitolata “Il giudizio del corvo”.

Prima di passare ai giochi consigliati vorrei focalizzare l’attenzione su cosa evidenziare in una storia con al centro il Cabaret de l’Enfer, sicuramente dovranno abbondare le descrizioni visive, le grottesche statue, le finestre dai bordi contorti, le luci e le ombre, tutto questo è di forte impatto ed è giusto che sia valorizzato, sicuramente anche gli odori acri di incensi o di chiuso, oppure di liquori e fumo, colpiranno chiunque entri, collaborando a creare la giusta atmosfera che un posto come questo merita, in ultimo i suoni possono dare il tocco finale all’ambiente fornendo un’idea di quali emozioni vi siano al suo interno, dalle risa di divertimento a lugubri litanie di rituali blasfemi o urla di dolore per agghiaccianti trappole all’interno dell’infernale Cabaret.

Giochi consigliati

Il primo gioco che mi sento di consigliare è sicuramente il classico “Richiamo di Cthulhu” in cui il cabaret potrebbe essere il luogo in cui oscuri cultisti cercano di fare proseliti oppure il nascondiglio di qualche divinità come Nyarlathotep. Come accennato in precedenza il Cabaret può essere adattato facilmente ad ambientazioni come quelle di Vampire the Masquerade o Mage the Ascension ed ovviamente alle loro versioni del nuovo WoD. Rimanendo sempre nelle ambientazioni gotiche e horror possiamo utilizzare il locale in una campagna di Kult, in questo caso il Cabaret potrebbe essere una porta di passaggio per Metropolis o addirittura per l’Inferno, oppure il covo di una qualche creatura che si nutre delle emozioni degli uomini. L’ultimo gioco che vorrei citare è Musha Shugyo, in questo caso il cabaret potrebbe essere un ottimo “stage” per dei combattimenti fra guerrieri, sopratutto se uno di questi fosse di carattere sovrannaturale in stile Dark Stalker. Rilassatevi ora nelle calde atmosfere del Cabaret de l’Enfer.

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Storie di Immaginaria Realta' – Cabaret Inferno
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A proposito dell'autore

Giocatore e soprattutto Master con un'esperienza ormai ventennale. E' anche Narratore di Giochi di ruolo dal Vivo con ambientazione Vampire Masquerade e Requiem da ormai dieci anni con una breve parentesi di tre anni come Narratore di Larp Fantasy.

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