Prima della pubblicazione di Mini Vampiri a Lucca Games 2013,  GdRItalia ospitò svariate strisce a fumetti con protagonisti i vampirelli del titolo, opera dell’autrice e illustratrice del gioco Francesca Marina Costa.

Esso è il primo gioco della Mini G4m3s Studio di stampo prettamente narrativistico. In altre parole, le meccaniche di gioco sono improntate prevalentemente allo sviluppo della propria storia da parte dei giocatori, all’insegna dell’umorismo e della parodia.

 

Setting

I mini vampiri protagonisti non sono altro che i vampiri del mito, ridottisi a pochi centimetri d’altezza per la Vergogna e il Biasimo di essere rappresentati nell’immaginario collettivo da ridicoli vampiri “sbarluccicosi” (ogni riferimento alla serie Twilight non è affatto casuale) e agli altri esponenti del genere “paranormal romance“, basati molto sul sentimentalismo e poco sulle tenebrose creature della notte. I vampirelli s’impegnano quindi a recuperare il loro status -e, di riflesso, la loro statura- compiendo Malefatte che li aiuteranno a ricostruire la loro fama di terrore. Viste le dimensioni, naturalmente, devono prima vedersela con minacce alla loro altezza… in tutti i sensi. Gli avversari da superare saranno quindi animaletti come formiche e scoiattoli, nel tentativo di scalare la catena alimentare e non dover più sottostare a umilianti contratti col Sindacato delle Zanzare. Tutto questo mentre tenteranno di sminuire le altrui imprese boicottandosi l’un l’altro, sperando di non dver subire di persona il giudizio di Ms. Vergogna e Mr. Biasimo, ovvero l’umanizzazione dei concetti stessi, e finire rimpiccioliti per l’onta.

È già evidente da qui il tono faceto del gioco, che ironizza sul cambiamento del concetto di vampiro nella cultura popolare e lo usa per gettare le basi per buffe narrazioni.

L’ironia aumenta nella fase di creazione del proprio personaggio, in cui vanno scelti i pregi, i i difetti -tutti volutamente ridicoli, come la fobia per certi animali e difetti di pronuncia da usare durante la narrazione-, il clan e i poteri. Gli ultimi due sono parodie trasparenti dei clan di Vampiri : La Masquerade e Vampiri – Il Requiem, i più famosi giochi della White Wolf: la storpiatura dei nomi è intelligentemente inserita nella loro descrizione. Abbiamo così tra i vari clan gli Assomiglia (ovvero gli Assamiti), un tempo letali assassini e oggi buoni solo a passare inosservati e spesso scambiati per qualcun altro a cui assomigliano, e i boriosi Ventronfi (Ventrue), passando per i Macchiett (Mekhet), così abili a padroneggiare il potere dell’adombramento da essere spesso scambiati per “macchiette” e invariabilmente scrostati a suon di spray, con loro somma Vergogna.

Stesso discorso per i poteri, unici per ciascun clan ed ennesima presa in giro dei poteri vampirici WW. Per limitarsi a un esempio, i permalosi Brucia (Brujah) non solo sono fortissimi, ma, se la loro narrazione viene interrotta, possono adirarsi con l’incauto e zittirlo a suon di botte.

Aspetto

Il volumetto consta di poco più di un centinaio di pagine:  il testo è situato solo in quelle di destra, su due colonne, mentre le pagine di sinistra sono occupate ciascuna da una striscia sui “Mini Vampiri“. L’impostazione lascia molto spazio vuoto, il che accentua il contrasto tra il bianco predominante delle pagine e le strisce dei vampirelli, raffigurati come silhouette nere su sfondo bianco, oppure al negativo.

La qualità di stampa è alta, su carta patinata: forse anche troppo per un gioco che vuole essere tutto sommato molto semplice. Dalle scelte di impaginazione, come la predominanza dello spazio vuoto sul testo e la costa del volume posta sul lato stretto del libro, sembra rivolto a un pubblico molto giovane, benché troppo complicato per piacere a un bambino. Si sarebbe prestato bene a essere scaricato online.

L’ottimo stile di scrittura è invece adatto ai gusti di lettori adulti, che possono apprezzare il tono leggero e la satira di costume del volume. Purtroppo i continui rimandi ai due più celebri giochi di vampiri sono comprensibili solamente a chi ci abbia già giocato, il che limita il divertimento del giocatore occasionale. A maggior ragione in questo periodo, in cui la White Wolf non è più distribuita in Italia e i suoi giochi sembrano scomparsi dalla circolazione.

Regolamento

Una volta compilate le schede, che devono essere tenute segrete agli altri giocatori, ha inizio la partita. Il sistema è sia “masterless” (privo della figura del master) sia “diceless”: i tiri di dado sono pochissimi e limitati a situazioni specifiche.
Dopo la Caccia, che rifornisce i vampirelli di un po’ di sangue, a turno ogni vampirello ne sfiderà un altro a raccontare le sue imprese, scegliendo o determinando casualmente la Malefatta e ai danni di quale Antagonista: per esempio potrebbe Sfidare un giocatore a raccontare di quando ha fatto impazzire (Malefatta) le rane (Antagonista). Il vampirello sfidato deve quindi partire dalla linea guida per inventare una storia plausibile, magari sfruttando i propri poteri vampirici ed evitando le debolezze dei vampiri. Ogni vampirello può, una volta sola per storia, interrompere lo Sfidato, rimarcando un’incongruenza nella sua storia o sfruttando un proprio potere vampirico. Sta ai giocatori trovare il modo di prendere alla sprovvista gli avversari e ribattere in fretta alle accuse mosse, pena incontrare il Biasimo degli altri e rimpicciolirsi per la Vergogna. Al contrario, una buona narrazione può portare a un sostanziale aumento d’altezza, con l’ammontare preciso stabilito dagli altri giocatori.

Il tutto può venire complicato dall’entrata in scena di Pregi, Difetti e poteri vampirici.

Per essere un gioco pensato per essere rapido, Mini Vampires  è però poco immediato.  Farsi la scheda è facile e divertente, ma più lungo di quanto ci si aspetterebbe da un gioco minimalista.  La grande quantità di opzioni garantisce maggiore longevità, a scapito dell’immediatezza. Inoltre, anche se gli autori non stabiliscono un limite minimo, in due o tre giocatori la partita risulta decisamente fiacca. L’ideale sarebbe giocare almeno in quattro.

Il sistema di voto è basato esclusivamente sul giudizio personale dei giocatori, il che lo rende purtroppo poco onesto e soggetto a mutamenti. Come spesso accade nei sistemi privi di un arbitro di gioco, nulla impedisce a due giocatori di fare comunella a spese degli altri. La totale mancanza di variabili aleatorie non migliora certo il quadro: il dado si tira molto di rado e non stabilisce la riuscita di un’azione, ma semplicemente una probabilità.  Se da un lato questa mancanza lascia tutto il gioco nelle mani dei giocatori, dall’altra lo irrigidisce.

 

Conclusioni

Un gioco spassoso, che non prende sul serio nè se stesso né l’argomento di cui tratta. Mini Vampiri è stato pensato per far ridere e  in questo riesce molto bene, a patto di poter cogliere tutte le citazioni del testo.
La struttura delle partite finisce col premiare la prontezza di spirito e la parlantina sciolta, più che la fantasia. Proprio per queste sue qualità, Mini Vampires sarebbe uno strumento ideale nei colloqui di lavoro, per valutare la velocità di reazione di un candidato agli imprevisti.

E non è certo un demerito, anzi.

A proposito dell'autore

Lavos-D è un illithid colmo di bontà e di dolcezza, che distilla interamente nei suoi favolosi dolci: per questo non gliene resta più quando scrive i suoi acidissimi articoli. Il suo motto è provare qualsiasi gioco esistente, sennò non lo si può criticare. Quando il suo eterno ruolo di master gli lascia tempo libero lavora a GdRITalia in veste plurima di pasticciere ufficiale, redattore, editor, (re)censore, traduttore in seconda e spalla comica a tempo perso. Da quando si è autoproclamato sommo sacerdote del Grande Cthulhu si è montato la testa e non ci si ragiona più.

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