Articolo di Gabriella Aguzzi

Fotografie di Elisa Bracco e Lisa Muner

Caraibi, 1713. Tre ciurme sono all’inseguimento di una croce d’oro sepolta sul fondo degli abissi, chi interessato al suo immenso valore, chi attratto dai suoi magici poteri, chi nella speranza di veder rimessi tutti i propri peccati, chi per enigmatici propositi, chi per semplice sfida. Ma la corsa alla croce di Alvarado vede muoversi altre forze oscure, ognuno è costretto a guardare non solo negli abissi dell’oceano ma in quelli della propria anima; lo stesso fantasma di Alvarado, scomparso in mare due secoli prima col suo tesoro, viene evocato tra le fiamme. E chi è il misterioso Capitano Sebastian Blike, che guida la Persefone promettendo alla sua ciurma la realizzazione dei desideri più reconditi? Alcuni dicono che sia il diavolo stesso e abbia incatenato le loro anime.

Pirati_Montodine_Live_06Non stiamo raccontando la trama di un film, abbandonate la speranza di vedere quest’avvincente storia presto sugli schermi. La storia è per tutti i fortunati che la stanno vivendo di persona nell’ultima campagna piratesca di Montodine Live, associazione cremasca di cui abbiamo già parlato in questa stessa rubrica. E sono proprio i partecipanti ad arricchire la campagna con la propria passione e il proprio gioco. Master e giocatori del live di pirati intitolato I Figli del Diavolo creano infatti una serie di sottotrame e vicende intrecciate in un crescendo di atmosfere che intriga, coinvolge, incanta, lascia sfiniti, stremati nel fisico e nell’emozione, e meravigliosamente soddisfatti.

Pirati_Montodine_Live_01Così è stato tre anni fa, quando la Morte ha promesso ai pirati i suoi doni; l’anno successivo, quando il miraggio delle loro avventure era apprendere “il valore dei sogni”; l’anno scorso, quando le avventure si sono spostate in Oriente e le ciurme si sono unite contro il pericolo spietato della Regina Rossa, e abbiamo realmente visto una pioggia di frecce infuocate solcare il cielo e mongolfiere levarsi in volo sull’acqua. Sono infatti tre anni che seguo le campagne di Montodine Live e raramente ho visto dei live allestiti con tanta cura e precisione, con un’attenzione anche al minimo dettaglio. Il primo incontro è stato fatale e la seduzione ha continuato incessante: può affermarlo ogni giocatore che si sia imbattuto in loro e che da allora non ha mai smesso di sentirsi, almeno un po’, un pirata.

Pirati_Montodine_Live_03Angoli della campagna cremasca si trasformano in approdi di mare con una suggestione che si fa quasi realtà. Questo grazie ad alcuni ingredienti segreti: la cura estrema degli allestimenti che elimina ogni anacronismo (ai giocatori viene richiesto un costume check prima di partecipare), immedesimazione totale (i fuori gioco vengono ridotti al minimo indispensabile se non addirittura eliminati per consentire di calarsi in pieno nella vicenda e nell’atmosfera), un lavoro ammirabile da parte di tutti i PNG (li abbiamo visti trasformarsi in indios enigmatici e in sirene ammaliatrici, immergendosi nella gelida acqua del fontanile di Romanengo nel cuore della notte per trascinare nei gorghi le loro vittime) e il divertimento come scopo finale: perché questi non sono live in cui conti vincere, il regolamento è semplicissimo e ridotto al minimo. Anzi, una morte epica è la conclusione degna a cui un buon giocatore e un vero pirata anela. Ed è così che, ogni volta, si rinnova la magia.

Pirati_Montodine_Live_04È stata magica anche la taverna (come viene chiamato un live poco incentrato sull’azione) di sabato 6 luglio, per un gioco durato dal tramonto all’alba. La ciurma di Blike (il Capitano Misterioso, il diavolo in forma umana), di Manuel Ignacio Carrera (il Capitano Famigerato, scomunicato e tormentato dai rimorsi e dal sentirsi dannato), della bella e feroce Marygold Lynch (il Capitano Famoso, aggressiva come la tempesta) sono sbarcate dalla Persefone, dalla Redención e dalla Amazon e si sono incontrate in un approdo, dominio del leggendario Capitano Lorenz, per una notte di tregua che culminerà in tragedia. Canti e fiumi di rhum, ma anche torbide trame, tradimenti, inganni e oscuri sortilegi. Il capitano Carrera giaceva inerte e sanguinante nella sua tenda, ma si mormorava di qualcosa che lo avrebbe salvato; poi, di lontano, sono giunti, cupi e dolorosi, i lamenti di un uomo pesce. Qualcosa “al di là del bene e del male” ci avrebbe dato la risposta che stavamo cercando. I più impavidi, o i più votati alla morte, sono saliti su una piccola imbarcazione verso il loro destino. Noi dalla riva restavamo ad aspettare, nell’ora più buia della notte, quell’ora più incerta di sospensione e di attesa, ad aspettare di ascoltare il rumore dell’acqua mossa dai pochi che tornavano e il canto del traghettatore di una barca che emergeva dall’oscurità per fare ritorno vuota.

Pirati_Montodine_Live_05E non c’erano più i fossi intorno a noi, né i boschi, né i campi. Era come se fossimo davvero in un approdo dei Caraibi con attorno a noi l’Oceano e i suoi misteri. Così come il mese prima le rive del fiume si erano trasformate per incanto in una terra di misteri, dove gli spiriti sussurravano cose terribili e dietro un guizzo di fiamme verdi si era stagliata un’ombra: il fantasma di Alvarado in cerca della sua vendetta.

Poi il cielo si è fatto livido preannunciando l’alba. In quell’incerto chiarore a uno a uno abbiamo varcato il ponticello che ci riportava oltre il fossato, di nuovo nella realtà. Ma con un’emozione dentro, quella di aver vissuto un’altra notte da pirati e di aver condiviso quella meravigliosa magia che è il gioco.

Gabriella Aguzzi

L’autrice di questo articolo

Gabriella Aguzzi vive tra Milano e Lodi. Appassionata di cinema, in particolare del genere noir, e di tutta la letteratura gialla, è caporedattore del sito cinematografico Quarto Potere, alla cui fondazione ha contribuito dieci anni fa, e cura l’ufficio stampa di alcuni festival del cinema. Ha pubblicato una sceneggiatura (Voci di Provincia) e scrive racconti noir su riviste on-line. Adora i viaggi, l’Oriente (e naturalmente il cinema orientale), la buona cucina, l’Inter, i giochi. Da qualche anno si è scoperta autrice di murder party e lo considera il più bel lavoro del mondo.

 

A proposito dell'autore

Andrea Castellani, organizzatore di eventi di gioco di ruolo dal vivo dal 2002, ha presieduto nel corso degli anni alcune associazioni ludiche, ha co-fondato il convegno annuale Larp Symposium e ha curato l’edizione dei libri a esso collegati. Ha creato più di venti live ed è stato coinvolto nell’organizzazione o nella scrittura degli scenari di decine di altri.

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