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Bentornati a un nuovo appuntamento con Storie di immaginaria realtà!

Oggi andiamo in Tanzania, sulle rive del lago Natron: cos’ha di particolare questo lago, vi starete chiedendo? Sicuramente è un suggestivo specchio d’acqua, caratterizzato da un colore rosso scuro e profondo, attraversato da striature biancastre, senza contare…una vasta serie di animali mummificati!

Probabilmente gli animali non sono morti a causa di qualche predatore, bensì per cause naturali, e i loro cadaveri sono rimasti nelle acque riempendosi di carbonato e bicarbonato di sodio, subendo la strana mummificazione.

Il Natron, per chi non lo sapesse, è un composto naturale del carbonato idrato di sodio, prodotto dall’attività vulcanica: è facile dedurre perciò che chi muore dentro tali acque finisce calcificato, originando le inquietanti mummie di cui dicevamo.

Il Lago Natron è un ambiente davvero inospitale: le acque del lago raggiungono anche i 60°C di temperatura e ha un livello alcalino del suo pH tra pH 9 e pH 10.5, insopportabile per quasi ogni forma di vita.

La quantità di sodio presso laghi come questo è tale che, oltre le colonie di batteri che colorano le acque, l’unico essere vivente che può sopravvivere presso le sue acque è il fenicottero: ciò è possibile grazie a uno strato protettivo corneo su zampe e becco, che gli permette di sopravvivere tra queste acque imbevibili e caustiche per la pelle.

E voi, cosa ne pensate? Una simile location potrebbe essere il centro di una avvincente avventura investigativa volta a svelare il mistero dietro la trasformazione di uccelli in mummie….mistero che potrebbe essere anche di origine aliena, oppure risalente a un’epoca preistorica. Oppure, potreste inventare degli ambienti simili dove sventurati visitatori subiscono una sorte orripilante, creando una vasta galleria di mummie inquietanti…a voi la scelta!

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